Preludio, Gillo Dorfles Margherita Serra

Gillo Dorfles, Interferenze, 2003

 

Dal 16 Aprile 2015 al 17 Maggio 2015

Matera

Luogo: Spazio SculptureArt

Indirizzo: via Madonna delle Virtù 81/83

Orari: venerdì, sabato, domenica dalle 18 alle 20.30 e su appuntamento

Curatori: Elena Pelucco

Telefono per informazioni: +39 328 8177393


Dal 16 aprile al 17 maggio 2015 l’appuntamento con l’arte contemporanea si rinnova nella nello Spazio SculptureArt  nella città dei Sassi,Preludio, Gillo Dorfles  Margherita Serra è il titolo della mostra ideato dallo stesso Dorfles come anticipazione al susseguirsi di eventi futuri per Matera Capitale della Cultura europea 2019. Sono oltre venti le opere che inserite nel contesto ambientale caratterizzano alcuni periodi fra i più significativi della loro evoluzione artistica. Artisti poliedrici si sono cimentati nell'utilizzo di diversi materiali e tecniche, dalla pittura dalla quale traggono origine entrambi, alla scultura, per via di levare e per via di porre, alla grafica  e allo studio di esclusivi gioielli. I due artisti oltre ad avere caratteristiche professionali comuni hanno avuto ed hanno tutt'oggi più di un intendimento comune: la curiosità, la sensibilità, l’eleganza, la tenacia, la generosità, l’amore per il bello, la ricerca dell’armonia e un forte senso di giustizia che lo si può leggere attraverso le loro testimonianze. Entrambi gli artisti hanno conosciuto, seppur con consapevolezze differenti, la sofferenza della guerra, sono cresciuti in città, Milano e Brescia, dove le stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia hanno profondamente segnato il tessuto sociale e i conseguenti  movimenti culturali ed artistici. I ricordi personali sono stati la  misura di esperienza e di identità, hanno rappresentato e rappresentano la storia, sono sinonimo della stessa esistenza, un evento vissuto è essenziale è l'idea stessa di individuo che prende forma, nella coscienza dei singoli e in quella della società. Non potevano quei fatti lasciarli indifferenti. Tale comunanza ha portato i due artisti a riflettere in modo ancora più profondo sulla società futura da costruire, li ha spinti all’impegno sociale che da sempre ha caratterizzato il loro modo di agire: Una delle cose che mi ha sempre interessato e mi interessa di più è studiare la persona, l’uomo come è, le sue virtù, i suoi difetti... Sono sempre stato curioso del mondo; credo che dipenda unicamente dal grande interesse che ho sempre avuto e ho tuttora verso il prossimo. Il prossimo mi interessa più di me stesso, per fortuna. Gillo Dorfles in (Gillo Dorfles, Catalogue raisonné, Mazzotta, 2010);
«[...] nella tematica delle mie opere la "sofferenza" ha occupato il primo posto; la fragilità umana e la quasi passività di fronte a situazioni più grandi di noi, il pensiero della morte come disperazione per alcuni, come trampolino verso la liberazione per altri, mi hanno sempre coinvolto[...]». Margherita Serra, in Elda Fezzi, Margherita Serra,  Genesi dal marmo,1987.
Prelùdio, raccoglie in sé tutto il sentimento di un'attesa eletta. 
Un'esposizione - anticipazione, al viaggio che coinvolgerà l'intera umanità alla scoperta di Matera patrimonio dell'UNESCO città della cultura europea 2019.
Nell'ipogeo del Sasso dall'aurea magica, Dorfles e Serra aprono quindi le frontiere all’immaginario. Liberi da ogni schematismo entrambi affidano i materiali della loro ispirazione poetica all'inconscio, conservando quell’irregolarità, quelle asimmetrie, quei sintomi di passionalità e irrazionalità che sono propri di intenzionalità più segrete. In entrambe gli artisti l'opera è la protagonista, carica di significati, di tensioni, di vitalità segrete. Latenti albergano, corpi, pensieri, figure, accordi, svelati solo dal sogno e dall’immaginazione del viaggiatore.  
La mostra racchiude attraverso le opere dagli anni Ottanta ad oggi racconti e atmosfere della storia e della vita. 
«L'arte non prescinde dal tempo per esprimere semplicemente lo spirito della Storia universale, bensì è connessa al ruolo delle mode e a tutti gli ambiti del gusto». Gillo Dorfles
Se nella pittura di Dorfles il fluttuare delle cellule colte segnano il divenire, nei Corsetti della Serra la primordialità germinale archetipa anticipa il sogno ma in mezzo un percorso di ricerca che nasce innanzitutto dall’incontro con se stessi, con l’inconscio, con il collettivo che spesso viene individuato nell’umana sofferenza alla ricerca delle proprie origini. Forma, colore, armonia, si alternano, si attraversano, si contaminano, in una sorta di percorso ideale dove il visitatore si immerge alla ricerca e alla scoperta di corrispondenze della propria identità, in ambito sociale, morale, culturale alla ricerca  di un benessere totalizzante. 
La nostra si completa con  un catalogo bilingue, in italiano e inglese, con testo introduttivo di Elena Pelucco e testi critici di Rocco Brancati, Edizioni Arti.

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