Alberto Garcia-Alix
Alberto Garcia-Alix, Camera 16, Milano
Foto di Alberto Garcia-Alix, Camera 16, Milano
Dal 6 Giugno 2012 al 27 Luglio 2012
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Camera 16
Indirizzo: via Pisacane16
Orari: da lunedì a venerdì 15-19
Curatori: Carlo Madesani
Costo del biglietto: ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 02 36601423
E-Mail info: info@camera16.it
Sito ufficiale: http://www.camera16.it
Negli spazi milanesi di Camera 16 (via Pisacane16), dal 6 giugno al 27 luglio 2012, saranno presentati i lavori di uno dei più importanti fotografi europei contemporanei: Alberto Garcia-Alix.
Nato in Spagna, a Léon, nel 1956, Garcia-Alix è stato uno degli esponenti della Movida madrilena, il movimento sociale e artistico nato a Madrid alla fine della dittatura di Francisco Franco, e che durò per tutti gli anni ’80, agitando e riportando alla luce, dopo quarant’anni di silenzio, le vite della popolazione spagnola all’insegna della provocazione, in un’alternanza di droga, arte, musica. Lui per la fotografia, Joaquín Sabina per la musica e Pedro Almodóvar per il cinema furono i cantori della nascita di questa cultura alternativa che rivelava il cambiamento in atto in Spagna: dall'ingessata società franchista si stava faticosamente passando ad una nazione aperta alla modernità.
L’esposizione, curata da Carlo Madesani, con il patrocinio del Consolato Generale di Spagna a Milano, presenta quindici immagini – inedite per l’Italia - che raccontano il suo intero percorso creativo fatto di squarci intimi di sé, degli amici e conoscenti; il panorama umano ritratto è soprattutto quello della vita notturna, popolata da prostitute, pornostar, delinquenti e tossici, anime provocatorie, spesso schiave dalla dipendenza da alcol e stupefacenti.
Ottimista di natura, sovversivo e malfidente nei confronti del potere Garcia-Alix, ancora legato alla Movida e a ciò che ha rappresentato, cattura con la sua vecchia Leica lo spirito di quegl’anni che ancora oggi persiste, nonostante il fallimento, tra gli animi più radicali, realizzando fotografie di un realismo estremo, a tratti lugubri in cui la crudezza viene smorzata dal raffinato estetismo della pellicola in bianco e nero.
Racconta così il suo debutto: ”All’inizio non ho cominciato a lavorare come fotografo. Ero innamorato di una donna, avrei fatto qualsiasi cosa per lei. Le ho detto che ero fotografo e lei mi ha creduto. Poi lei mi disse qui c’è bisogno di un lavoro per mangiare, che facciamo con queste fotografie? Ho preso in mano una macchina fotografica e sono entrato in laboratorio. Ho cominciato a guardare e pensavo. Amerò questo lavoro oppure no? Mi piace o non mi piace? La fotografia mi obbligava ad una riflessione”.
Negli ultimi anni il fotografo di Léon ha intrapreso una nuova ricerca attraverso i video. Da Camera 16 verranno proiettati tre suoi film recenti, appena raccolti in un box-dvd.
Nonostante sia famoso per i suoi ritratti, Garcia-Alix si addentra nel terreno della narrazione audio visuale per raccontare attraverso il video la sua costante battaglia fisica e psicologica con le sue “traversie”: l’epatite C e la dipendenza da stupefacenti.
Vincitore in Spagna del Premio Nacional de Fotografia nel 1999, è un fotografo autodidatta che collabora con riviste come Vogue, Vanity Fair e The British Journal of Photography.
Dopo la sua prima esposizione nel 1981 alla Galería Buades di Madrid, il suo lavoro è stato oggetto di numerose mostre tra cui: Círculo de Bellas Artes di Madrid (PhotoEspaña, 1998), Les rencontres Internationales d’Arles (2007), Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid (2008).
Nato in Spagna, a Léon, nel 1956, Garcia-Alix è stato uno degli esponenti della Movida madrilena, il movimento sociale e artistico nato a Madrid alla fine della dittatura di Francisco Franco, e che durò per tutti gli anni ’80, agitando e riportando alla luce, dopo quarant’anni di silenzio, le vite della popolazione spagnola all’insegna della provocazione, in un’alternanza di droga, arte, musica. Lui per la fotografia, Joaquín Sabina per la musica e Pedro Almodóvar per il cinema furono i cantori della nascita di questa cultura alternativa che rivelava il cambiamento in atto in Spagna: dall'ingessata società franchista si stava faticosamente passando ad una nazione aperta alla modernità.
L’esposizione, curata da Carlo Madesani, con il patrocinio del Consolato Generale di Spagna a Milano, presenta quindici immagini – inedite per l’Italia - che raccontano il suo intero percorso creativo fatto di squarci intimi di sé, degli amici e conoscenti; il panorama umano ritratto è soprattutto quello della vita notturna, popolata da prostitute, pornostar, delinquenti e tossici, anime provocatorie, spesso schiave dalla dipendenza da alcol e stupefacenti.
Ottimista di natura, sovversivo e malfidente nei confronti del potere Garcia-Alix, ancora legato alla Movida e a ciò che ha rappresentato, cattura con la sua vecchia Leica lo spirito di quegl’anni che ancora oggi persiste, nonostante il fallimento, tra gli animi più radicali, realizzando fotografie di un realismo estremo, a tratti lugubri in cui la crudezza viene smorzata dal raffinato estetismo della pellicola in bianco e nero.
Racconta così il suo debutto: ”All’inizio non ho cominciato a lavorare come fotografo. Ero innamorato di una donna, avrei fatto qualsiasi cosa per lei. Le ho detto che ero fotografo e lei mi ha creduto. Poi lei mi disse qui c’è bisogno di un lavoro per mangiare, che facciamo con queste fotografie? Ho preso in mano una macchina fotografica e sono entrato in laboratorio. Ho cominciato a guardare e pensavo. Amerò questo lavoro oppure no? Mi piace o non mi piace? La fotografia mi obbligava ad una riflessione”.
Negli ultimi anni il fotografo di Léon ha intrapreso una nuova ricerca attraverso i video. Da Camera 16 verranno proiettati tre suoi film recenti, appena raccolti in un box-dvd.
Nonostante sia famoso per i suoi ritratti, Garcia-Alix si addentra nel terreno della narrazione audio visuale per raccontare attraverso il video la sua costante battaglia fisica e psicologica con le sue “traversie”: l’epatite C e la dipendenza da stupefacenti.
Vincitore in Spagna del Premio Nacional de Fotografia nel 1999, è un fotografo autodidatta che collabora con riviste come Vogue, Vanity Fair e The British Journal of Photography.
Dopo la sua prima esposizione nel 1981 alla Galería Buades di Madrid, il suo lavoro è stato oggetto di numerose mostre tra cui: Círculo de Bellas Artes di Madrid (PhotoEspaña, 1998), Les rencontres Internationales d’Arles (2007), Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid (2008).
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