Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present
© Triennale Milano | Andrea Branzi By Toyo Ito Continuous Present, Triennale Milano. Installation view I Ph. Andrea Rossetti
Dal 19 March 2026 al 4 October 2026
Milano
Luogo: Triennale Milano
Indirizzo: Viale Alemagna 6
Orari: Da martedì a domenica 10.30 – 20.00 (ultimo ingresso consentito alle ore 19.00)
Curatori: Nina Bassoli and Michela Alessandrini
Enti promotori:
- Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain
Costo del biglietto: Intero: 16 euro / ridotto: 11,50 euro / studenti: 8 euro Biglietto giornaliero per visitare tutte le mostre di Triennale Milano: 25 euro
Telefono per informazioni: +39 02 724341
Sito ufficiale: http://triennale.org
Nell’ambito del loro partenariato culturale, dal 19 marzo al 4 ottobre 2026, Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain presentano una grande mostra monografica dedicata ad Andrea Branzi, architetto, designer, professore, curatore e artista, figura centrale del design italiano e del pensiero progettuale, raccontata attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese premio Pritzker Toyo Ito, coautore di numerosi progetti con Branzi e suo amico di lunga data.
La mostra Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present è un omaggio nato dal forte legame che le due istituzioni culturali hanno intrattenuto con lui. Da un lato c'è la lunga collaborazione di Branzi con Triennale Milano in qualità di designer, teorico e curatore, che si è articolata in numerose iniziative realizzate tra il 1968 e il 2022. Dall’altro, le riflessioni che lo hanno condotto all'ideazione dei due ambienti presentati originariamente nella mostra Open Enclosures, allestita alla Fondation Cartier nel 2008 e da allora entrati a far parte della sua collezione – un esempio emblematico di porosità tra paesaggio, architettura, arte e design.
Ideata da Toyo Ito in collaborazione con Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi, curata da Nina Bassoli, curatrice di Architettura, rigenerazione urbana e città di Triennale, e da Michela Alessandrini, curatrice alla Fondation Cartier, la mostra si configura come un itinerario biografico: dalle prime sperimentazioni radicali di Branzi a Firenze con Archizoom Associati, attraverso le esperienze con Studio Alchimia e Memphis, fino allo sviluppo di un approccio antropologico al design. Il percorso mette in luce la ricerca di Branzi, costantemente focalizzata sui temi della fragilità, dell’ibridazione, della coesistenza, dell’ecologia e della contaminazione tra discipline diverse.
Toyo Ito ha concepito il progetto espositivo come “un flusso ininterrotto”: un itinerario fluido che sottolinea come le opere e la filosofia di Andrea Branzi non appartengano né al passato né al futuro, ma a un “presente continuo”, appunto. La mostra offre al pubblico l’esperienza di una pratica viva e in costante evoluzione, all’interno di uno spazio organizzato per “flussi e vortici”.
Sono esposte oltre 400 opere, tra installazioni ambientali, modelli e disegni, oggetti di piccole e grandi dimensioni provenienti da serie note e meno conosciute, insieme a video e documenti d’archivio. Il percorso inizia e finisce con due autoritratti e comprende una grande installazione site-specific dedicata a No-Stop City (1969-1972), progetto fondativo che ha cristallizzato l’idea branziana di “scrittura territoriale” e rappresenta una critica radicale alla metropoli moderna. La mostra esplora anche le numerose sperimentazioni in ambito architettonico, paesaggistico e urbano, fino a culminare in una serie di schermi dedicati alle metropoli teoriche.
Il percorso espositivo si articola in un arcipelago tematico composto da undici sezioni, all’interno di uno spazio fluido in grado di favorire corrispondenze organiche, instabili e incessantemente rinnovate tra le opere. Dopo la riproduzione di Superarchitettura – la prima mostra di Archizoom del 1966 – e le prime linee di arredi e progetti, con un approfondimento dedicato a No-Stop City, si passa a un’ampia selezione di progetti per il territorio, raccolti in Metropoli teoriche, e alle sperimentazioni sui materiali condotte negli anni Settanta, riunite nella sezione Decorattivo. La sezione Superfici attive presenta una serie di progetti paesaggistici, mentre alcuni progetti di interni e di arredi sono visibili all’interno di Case a pianta centrale, tra cui la celebre serie Animali domestici. Al centro della mostra vengono riproposte le due installazioni ambientali di Open Enclosures, Ellipse e Gazebo, che anticipano l’installazione monumentale Record e Paradiso e gli altri lavori riuniti nella sezione Ambienti e dispositivi espositivi, incentrata sul ruolo dell’esposizione e della composizione nella pratica di Andrea Branzi e nella sua visione estetica e spaziale del mondo. La civiltà dell’ascolto, che riunisce i progetti giapponesi, si trova accanto a Musei, piazze, mostre, palchi, che esplora la sua attività curatoriale e museografica insieme ai programmi per gli spazi pubblici e le messinscene teatrali. Verso la fine del percorso emergono isole tematiche con oggetti e progetti di carattere antropologico come Ospitalità cosmica, incentrata sulla coabitazione e collaborazione tra specie diverse, e Oggetto ibrido, in cui il design di Branzi supera le barriere grazie alla sperimentazione di pratiche di innesto. Ultimo a essere elencato, ma non meno importante, lo spazio dedicato alle pubblicazioni e alle interviste video inedite realizzate da Hans Ulrich Obrist – a metà del percorso ideato dai curatori – sottolinea il valore della formazione e della trasmissione come dimensioni centrali nella pratica di Branzi.
La mostra è accompagnata da un public program che si terrà tra aprile e ottobre 2026, a cominciare dalla lecture di Toyo Ito lunedì 20 aprile alle ore 11.00, organizzata in occasione della Milano Design Week.
Il catalogo della mostra, pubblicato da Electa in collaborazione con Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain, è disponibile in italiano e in inglese. Il volume approfondisce le principali linee di pensiero di Andrea Branzi attraverso una serie di saggi tematici e riunisce oltre cinquanta contributi di autori, designer e artisti internazionali, invitati a descrivere l’influenza di un’opera fondamentale del designer italiano sul loro lavoro e sulla cultura contemporanea del progetto. I testi sono corredati da un’ampia selezione di immagini inedite, fotografie, disegni e documenti d’archivio.
La mostra è realizzata con il sostegno dei partner istituzionali di Triennale Milano: Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano. Si ringrazia inoltre Rotaliana per il supporto fornito all’allestimento.
La mostra Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present è un omaggio nato dal forte legame che le due istituzioni culturali hanno intrattenuto con lui. Da un lato c'è la lunga collaborazione di Branzi con Triennale Milano in qualità di designer, teorico e curatore, che si è articolata in numerose iniziative realizzate tra il 1968 e il 2022. Dall’altro, le riflessioni che lo hanno condotto all'ideazione dei due ambienti presentati originariamente nella mostra Open Enclosures, allestita alla Fondation Cartier nel 2008 e da allora entrati a far parte della sua collezione – un esempio emblematico di porosità tra paesaggio, architettura, arte e design.
Ideata da Toyo Ito in collaborazione con Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi, curata da Nina Bassoli, curatrice di Architettura, rigenerazione urbana e città di Triennale, e da Michela Alessandrini, curatrice alla Fondation Cartier, la mostra si configura come un itinerario biografico: dalle prime sperimentazioni radicali di Branzi a Firenze con Archizoom Associati, attraverso le esperienze con Studio Alchimia e Memphis, fino allo sviluppo di un approccio antropologico al design. Il percorso mette in luce la ricerca di Branzi, costantemente focalizzata sui temi della fragilità, dell’ibridazione, della coesistenza, dell’ecologia e della contaminazione tra discipline diverse.
Toyo Ito ha concepito il progetto espositivo come “un flusso ininterrotto”: un itinerario fluido che sottolinea come le opere e la filosofia di Andrea Branzi non appartengano né al passato né al futuro, ma a un “presente continuo”, appunto. La mostra offre al pubblico l’esperienza di una pratica viva e in costante evoluzione, all’interno di uno spazio organizzato per “flussi e vortici”.
Sono esposte oltre 400 opere, tra installazioni ambientali, modelli e disegni, oggetti di piccole e grandi dimensioni provenienti da serie note e meno conosciute, insieme a video e documenti d’archivio. Il percorso inizia e finisce con due autoritratti e comprende una grande installazione site-specific dedicata a No-Stop City (1969-1972), progetto fondativo che ha cristallizzato l’idea branziana di “scrittura territoriale” e rappresenta una critica radicale alla metropoli moderna. La mostra esplora anche le numerose sperimentazioni in ambito architettonico, paesaggistico e urbano, fino a culminare in una serie di schermi dedicati alle metropoli teoriche.
Il percorso espositivo si articola in un arcipelago tematico composto da undici sezioni, all’interno di uno spazio fluido in grado di favorire corrispondenze organiche, instabili e incessantemente rinnovate tra le opere. Dopo la riproduzione di Superarchitettura – la prima mostra di Archizoom del 1966 – e le prime linee di arredi e progetti, con un approfondimento dedicato a No-Stop City, si passa a un’ampia selezione di progetti per il territorio, raccolti in Metropoli teoriche, e alle sperimentazioni sui materiali condotte negli anni Settanta, riunite nella sezione Decorattivo. La sezione Superfici attive presenta una serie di progetti paesaggistici, mentre alcuni progetti di interni e di arredi sono visibili all’interno di Case a pianta centrale, tra cui la celebre serie Animali domestici. Al centro della mostra vengono riproposte le due installazioni ambientali di Open Enclosures, Ellipse e Gazebo, che anticipano l’installazione monumentale Record e Paradiso e gli altri lavori riuniti nella sezione Ambienti e dispositivi espositivi, incentrata sul ruolo dell’esposizione e della composizione nella pratica di Andrea Branzi e nella sua visione estetica e spaziale del mondo. La civiltà dell’ascolto, che riunisce i progetti giapponesi, si trova accanto a Musei, piazze, mostre, palchi, che esplora la sua attività curatoriale e museografica insieme ai programmi per gli spazi pubblici e le messinscene teatrali. Verso la fine del percorso emergono isole tematiche con oggetti e progetti di carattere antropologico come Ospitalità cosmica, incentrata sulla coabitazione e collaborazione tra specie diverse, e Oggetto ibrido, in cui il design di Branzi supera le barriere grazie alla sperimentazione di pratiche di innesto. Ultimo a essere elencato, ma non meno importante, lo spazio dedicato alle pubblicazioni e alle interviste video inedite realizzate da Hans Ulrich Obrist – a metà del percorso ideato dai curatori – sottolinea il valore della formazione e della trasmissione come dimensioni centrali nella pratica di Branzi.
La mostra è accompagnata da un public program che si terrà tra aprile e ottobre 2026, a cominciare dalla lecture di Toyo Ito lunedì 20 aprile alle ore 11.00, organizzata in occasione della Milano Design Week.
Il catalogo della mostra, pubblicato da Electa in collaborazione con Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain, è disponibile in italiano e in inglese. Il volume approfondisce le principali linee di pensiero di Andrea Branzi attraverso una serie di saggi tematici e riunisce oltre cinquanta contributi di autori, designer e artisti internazionali, invitati a descrivere l’influenza di un’opera fondamentale del designer italiano sul loro lavoro e sulla cultura contemporanea del progetto. I testi sono corredati da un’ampia selezione di immagini inedite, fotografie, disegni e documenti d’archivio.
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