BALLA. Bambina x balcone
Giacomo Balla, Bambina x balcone, 1912, Olio su tela, Milano, Galleria d’Arte Moderna, Collezione Grassi, Donazione Nedda Mieli Grassi, 1960
Dal 15 Dicembre 2021 al 13 Marzo 2022
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: GAM - Galleria d'Arte Moderna Milano
Indirizzo: Via Palestro 16
Orari: Mar - Dom 10 - 17.30 | Lun chiuso | Ingresso gratuito il primo e il terzo martedì del mese dalle ore 14
Costo del biglietto: 5 € | 3 €
Telefono per informazioni: +39 02 8844 5943
E-Mail info: c.gam@comune.milano.it
Sito ufficiale: http://www.gam-milano.com
In occasione dei 150 anni dalla nascita di Giacomo Balla, personalità di fondamentale importanza per l’arte italiana del novecento, GAM dedica un focus di approfondimento a una delle opere più importanti del pittore: Bambina x balcone, che segna il passaggio dalla precedente produzione divisionista alle ricerche sul movimento che avranno pieno sviluppo nella fase futurista del pittore.
Già Umberto Boccioni riconobbe nelle opere dipinte nel 1912 l’evidente svolta stilistica di quello che era stato a Roma il suo maestro, scrivendo il primo gennaio 1913 all’amico Gino Severini: “Ha cominciato quattro quadri del movimento (veristi ancora) ma incredibilmente avanzati e stranissimi a paragone di un anno fa. È stato due mesi in Germania e deve aver visto con intelligenza. Ci ammira e condivide le nostre idee in tutto […] ha una volontà quasi vergine e intatta e lo spettacolo della sua coraggiosa evoluzione ha commosso me e Marinetti”.
Al centro di queste opere c’è lo studio del movimento e in particolare del “moto organico”, ossia la resa del movimento di un corpo, che include reazioni e contrazioni. Eseguito sul retro di una tela che reca un luminoso paesaggio risalente al 1897 circa, tuttora visibile, il dipinto raffigura la figlia maggiore di Balla, Luce, mentre corre sul lungo balcone di casa, ma il soggetto apparentemente quotidiano abbandona qualunque descrizione dei particolari. La sensazione del movimento è resa grazie alla ripetizione della figura secondo un preciso ritmo, che ne determina il movimento da sinistra verso destra, mentre la compenetrazione con la ringhiera, unico riferimento ambientale, sovrappone le linee rette alla figura, amplificando il ritmo della sequenza, come suggerisce il titolo stesso.
Anche la pennellata a tacche di colore pure sovrapposte accentua l’eliminazione dei contorni e conferisce quel senso di grande luminosità cromatica che caratterizza l’opera. L’utilizzo di colori vivaci e squillanti e la libertà di stesura sono sicuramente un’eredità della stagione divisionista, ma riflettono anche le sperimentazioni seguite al viaggio a Düsseldorf nel luglio del 1912, quando Balla poté visitare diverse mostre in cui sono esposte opere fauves.
In occasione della mostra mercoledì 15 dicembre alle ore 21.00 (e in replica fino al 23 dicembre) presso Cineteca Milano MEET si terrà la speciale proiezione del documentario BALLA. IL SIGNORE DELLA LUCE, prodotto da ARTE.it Originals in collaborazione con Rai Cultura, diretto da Franco Rado.
Vedi anche:
• Il docufilm "BALLA. Il signore della luce" di ARTE.it alla Cineteca Milano
• Balla brilla alla GAM di Milano. Intervista a Paola Zatti
• Giacomo Balla a Milano: le opere della Banca d'Italia si svelano in una mostra
Già Umberto Boccioni riconobbe nelle opere dipinte nel 1912 l’evidente svolta stilistica di quello che era stato a Roma il suo maestro, scrivendo il primo gennaio 1913 all’amico Gino Severini: “Ha cominciato quattro quadri del movimento (veristi ancora) ma incredibilmente avanzati e stranissimi a paragone di un anno fa. È stato due mesi in Germania e deve aver visto con intelligenza. Ci ammira e condivide le nostre idee in tutto […] ha una volontà quasi vergine e intatta e lo spettacolo della sua coraggiosa evoluzione ha commosso me e Marinetti”.
Al centro di queste opere c’è lo studio del movimento e in particolare del “moto organico”, ossia la resa del movimento di un corpo, che include reazioni e contrazioni. Eseguito sul retro di una tela che reca un luminoso paesaggio risalente al 1897 circa, tuttora visibile, il dipinto raffigura la figlia maggiore di Balla, Luce, mentre corre sul lungo balcone di casa, ma il soggetto apparentemente quotidiano abbandona qualunque descrizione dei particolari. La sensazione del movimento è resa grazie alla ripetizione della figura secondo un preciso ritmo, che ne determina il movimento da sinistra verso destra, mentre la compenetrazione con la ringhiera, unico riferimento ambientale, sovrappone le linee rette alla figura, amplificando il ritmo della sequenza, come suggerisce il titolo stesso.
Anche la pennellata a tacche di colore pure sovrapposte accentua l’eliminazione dei contorni e conferisce quel senso di grande luminosità cromatica che caratterizza l’opera. L’utilizzo di colori vivaci e squillanti e la libertà di stesura sono sicuramente un’eredità della stagione divisionista, ma riflettono anche le sperimentazioni seguite al viaggio a Düsseldorf nel luglio del 1912, quando Balla poté visitare diverse mostre in cui sono esposte opere fauves.
In occasione della mostra mercoledì 15 dicembre alle ore 21.00 (e in replica fino al 23 dicembre) presso Cineteca Milano MEET si terrà la speciale proiezione del documentario BALLA. IL SIGNORE DELLA LUCE, prodotto da ARTE.it Originals in collaborazione con Rai Cultura, diretto da Franco Rado.
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