Mario Cresci in Aliam Figuram Mutare. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo

© Ph. Mario Cresci | Michelangelo, Pietà Rondanini

 

Dal 24 Maggio 2016 al 25 Settembre 2016

Milano

Luogo: Castello Sforzesco

Indirizzo: piazza Castello

Orari: da martedì a domenica 9-17.30

Curatori: Mario Cresci

Enti promotori:

  • Comune di Milano Direzione Cultura
  • Soprintendenza Castello
  • Musei Archeologici e Musei Storici
  • Civico Archivio Fotografico

Costo del biglietto: ingresso gratuito alla mostra. Tutti i Musei del Castello: intero € 5, ridotto € 3, MuseoCard € 35, cumulativo € 12. Gratuito tutti i martedì dalle ore 14, dal mercoledì alla domenica dalle ore 16,30, tutte le prime domeniche del mese fino a domenica 3 luglio 2016

Telefono per informazioni: +39 02 884 63664 / 63660

E-Mail info: c.infocastello@comune.milano.it

Sito ufficiale: http://www.milanocastello.it



Dal 25 maggio al 25 settembre 2016 è aperta al pubblico, nelle Sale dell’Antico Ospedale Spagnolo del Castello Sforzesco, la mostra “MARIO CRESCI IN ALIAM FIGURAM MUTARE. Interazioni con la Pietà Rondanini di Michelangelo”. L’esposizione, organizzata dal Comune di Milano, Direzione Cultura, Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici, Civico Archivio Fotografico, è stata ideata da Mario Cresci.

La mostra si snoda attraverso diverse fasi progettuali che corrispondono, ognuna, a gruppi di immagini realizzate da Cresci sulla Pietà Rondanini, ripresa nello storico allestimento della Sala degli Scarlioni e successivamente nelle prospettive inedite offerte dalla statua nel nuovo allestimento nell’Ospedale Spagnolo. Non solo interpretazione di una scultura, ma creazione personalissima dell’autore, che attraverso il progressivo avvicinamento all’opera d’arte – indagata, osservata, scrutata per tre lunghi anni – ha stabilito un intenso confronto con tematiche tra le più attuali e drammatiche della società contemporanea.
Il progetto artistico di Cresci sa cogliere con la fotografia tutte le suggestioni, le incognite, i misteri che l’opera di Michelangelo comunica. In essa si condensano la storia dell’arte e il senso universale del dolore dell’umana condizione. Cresci si pone di fronte alla Pietà in silenzio, senza spettacolarizzazioni, raggiungendo esiti di altissima tensione emotiva e comunicativa. 

Mario Cresci (Chiavari, 1942) fin dagli anni Sessanta è autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l’esperienza video, le installazioni. Tra i primi autori in Italia ad applicare la cultura del progetto coniugandola alla sperimentazione sui linguaggi visivi, attribuendo alla funzione del mezzo fotografico una valenza opposta a quella di conferma di veridicità del reale.
Le capacità di analisi della percezione visiva, della forma e della fenomenologia del pensiero artistico, acquisite al Corso Superiore di Industrial Design di Venezia, si confrontano subito, tra la fine degli anni Sessanta e per tutto il decennio successivo, con l’esperienza del lavoro sul campo nelle regioni del Mezzogiorno italiano all'interno di un gruppo di ricerca formato da urbanisti, architetti ed economisti nell'ambito della Facoltà di Architettura di Venezia.
Innumerevoli le sue esposizioni personali e la partecipazione a collettive, tra cui alcune edizioni della Biennale di Venezia e la presenza di sue opere nei musei, tra cui il MoMA di New York, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Pinacoteca Nazionale di Bologna. 
Ha diretto l’Accademia Carrara di Bergamo dal 1991 al 2000, insegnato all’Accademia di Brera dal 2004 al 2011 e in altre scuole e istituti italiani, come lo IED e il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi L’Orientale di Napoli, l’Università degli Studi di Parma.
Attualmente insegna all’ISIA di Urbino e alla Fondazione Fotografia di Modena. Risiede e lavora a Bergamo.
In occasione dell’esposizione, Cresci dona al Civico Archivio Fotografico di Milano una serie di quaranta stampe fotografiche relative all’intero progetto, contribuendo così a incrementare il considerevole e importante patrimonio dell’Istituto.    Inaugurazione martedì 24 maggio 2016 Sala conferenze Raccolta Bertarelli-Archivio Fotografico
Ore 18

Orario
25 maggio- 25 settembre 2016
Antico Ospedale Spagnolo
Orari: martedì-domenica  9-17,30

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