Canevari
Paolo Canevari
Dal 10 Marzo 2016 al 15 Maggio 2016
Napoli | Visualizza tutte le mostre a Napoli
Luogo: Galleria Casagrande
Indirizzo: piazza dei Martiri 58
Orari: da lunedì a sabato 10,30-13,30 / 16,30-20
Enti promotori:
- MiBACT
Telefono per informazioni: +39 081 193 60591
E-Mail info: info@lacasamadre.it
Sito ufficiale: http://www.lacasamadre.it/arte-contemporanea/contacts.cfm
Nelle opere più recenti Paolo Canevari rinuncia alle possibilità metamorfiche del linguaggio, forse per nascondere o cancellare l'idea stessa dell'arte come espressione. Con la serie di Monumenti alla memoria (dal 2011), una teoria di quadri neri ricavati da un campionario di geometrie che hanno a che fare con l'arte e l’architettura, la necessità di una separazione radicale del manufatto artistico dal contesto vissuto è in effetti un dato acquisito. Deposti gli strumenti e i materiali come le camere d'aria, i pneumatici, le tecniche vecchie e nuove, disegno e video, sembra che Canevari voglia forzarci a definire diverse regole di pensiero nei confronti dell’arte, elaborando per conto proprio una fisiognomica della cosa artistica da sottoporre a nuove, innumerevoli prove. Questo è il suo modo perverso di azzerare i suggerimenti e le modalità tecniche della rappresentazione: che siano gli spettatori a determinare il senso, se ne hanno davvero intenzione e bisogno. In fondo l'arte non è che la sua enunciazione formale, una calligrafia in cui ritrovare il piacere sensuale della sottomissione a un ordine precostituito, autoproducentesi all'infinito. Cancellando dal lavoro ogni riferimento mondano, Canevari cerca e incontra l'essenza di un'iconografia tradizionale, benché ogni possibile figurazione anneghi nelle superfici delle tele nere dei Monumenti, vuoto simulacro metafisico di ogni afflato soggettivo e intimista. Nei nuovi lavori napoletani avviene però un'alterazione, uno sviamento; dalle sagome maestose o minute che siano vediamo ora staccarsi superfici che fremono e s'increspano sotto la mano dell'artista. Queste superfici che emergono dal fondo in un rimando scultoreo sono in polietilene, la nera materia plastica che avvolge le balle dell'immondizia come un gigantesco sudario. Ciò che affiora è la premeditazione concettuale di un'etica in forma di ipotesi artistica: come non avvertire anche le flatulenze ribollenti della politica delle ecoballe campane e il dolore e l'impazienza di una intera comunità in balia di architetture effimere e mortifere? Nella cornice monumentale dell'arte tutte le forme di vita tornano ad agitarsi in un teatro barocco di pieghe su pieghe, linee su linee, archi su archi. Ed è solo un gioco di luci e di ombre quello che estrae molteplici immagini da un magma di percezioni indefinite, prese dalla storia dell'arte, ma non per questo meno reali dei pregiudizi fabbricati sotto i riflettori altrettanto luminosi dei media. Enfatizzando l'iconografia tradizionale di segni votati alla più radicale inespressività, in un linguaggio di pura astrazione, l'opera napoletana di Canevari con un gesto poetico si riaffaccia sul mondo vissuto, che non è paesaggio famigliare e sfondo nature ma fondo oscuro, nera luccicanza di tutta la storia, di tutta l’arte, patrimonio di una moltitudine, fardello di ciascuno.
Paolo Canevari (Roma, 1963), cresciuto in una famiglia di artisti, dal bisnonno al padre, è oggi riconosciuto a livello internazionale: le sue opere fanno parte di importanti collezioni d’arte contemporanea come quelle del MoMA di New York, della Fondation Louis Vuitton pour la Creation di Parigi, del Macro di Roma, del Mart di Trento e Rovereto, del Centro per l’Arte Contemporanea L. Pecci di Prato. Sin dalla sua prima personale nel 1991, in cui ha iniziato a usare camere d'aria e pneumatici, Paolo Canevari ha sviluppato un linguaggio personale teso alla rivisitazione del quotidiano e agli aspetti più intimi della memoria. La sua ricerca ha assunto negli anni una forte connotazione concettuale concentrandosi nell’impiego di simboli, icone e immagini che fanno parte della memoria collettiva, facendo uso di diverse tecniche e materiali, dall’animazione ai disegni di grande formato dai video alle installazioni. Tutto questo serve all’artista per destabilizzare ogni preconcetto ideologico stimolando il pubblico a un confronto diretto con l’opera e il suo significato.
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