Napoli Eden di Annalaura di Luggio. La Rinascita di Napoli

Napoli Eden di Annalaura di Luggio, logo

 

Dal 07 Dicembre 2018 al 09 Gennaio 2019

Napoli

Luogo: Sedi varie

Curatori: Francesco Gallo Mazzeo

Enti promotori:

  • Patrocinio del Comune di Napoli


Comunicato Stampa:
Napoli Eden. È un’idea, è uno specifico, è un progetto. Lo spazio è quello storico, attuale, indicibilmente affascinante, quanto complesso, del centro di Napoli, perno fondamentale della metropoli, del mito e della realtà, del mito che tende a diventare oggetto concreto e della realtà che si tramuta in dramma, in tragedia ma anche in sublime seduzione e in contemplazione senza fine, tra pietre, odori e sapori. L’idea e il progetto per questa edizione di Napoli Eden è quella della disseminazione in piazze, strade, vicoli e luoghi dello splendore (galleria), fatto con strumenti ordinari nei materiali e nella tecnica, portati alla vitalità artistica e sottratti al destino di morte in discarica o magazzino. Si pensa ad una invenzione ad una artisticità, fatta di alluminio e altri materiali manipolabili, trasformati in opere d’arte, colorati, illuminati, che sfidano l’architetturalità, in una idea di barocco contemporaneo, nella sua essenzialità, quella di non avere un centro e tante periferie, ma una grande e diffusa centralità, che tenda ad abolire il concetto stesso di periferia, in una modernità che supera il concetto di prospettiva e lo fa diventare una grande teatralità, che nella sua cronologia definita, tende ad indicare un cammino di speranza in cui ciò che c’è oggi è una tappa, di un itinerarium di gioia e felicità.

È il modo in cui l’utopia dell’arte, traduce il suo non luogo, che nella fantasia, nel reale, nel materiale, di ciò che non serve ad un bisogno specifico, ma insegna la bellezza del gesto, del dono, in una città bene di tutti e non casa di nessuno, per cui si pensa che questo “esperimento” si possa e si debba estendere ai mille luoghi di Napoli che sono oltre il centro storico e attendono, nei tempi brevi di passare dalla aridicità che li ha concepiti e voluti, in maniera abissale e senza qualità, in luoghi dell’identità, in devozione alla bellezza.

Per questo pensiamo anche a momenti della parola, del dibattito, dell’inchiesta, perché l’arte pubblica non è, non deve essere una imposizione aristocratica, autoreferente, ma una poesia, un dialogo.

Ad Annalaura di Luggo, artefice designante e designata di questa osservazione natalizia che non vuole essere affogata nella retorica, ma si propone come prova del nove che sappia mettere insieme il presente-passato, il presente-presente, il presente-futuro, perché a dominare deve essere la vita, la fede, la speranza che è un modo di stare nella tradizione o nella classicità, con sperimentazione, con innovazione, altrimenti non resta che il tradizionalismo folcloristico e il classicismo mortuario. Nella città di San Gennaro, di Pulcinella, di Raimondo di Sangro, di Benedetto Croce, bisogna saper vedere lontano e sentire vicino, per non inciampare e non errare inutilmente. Per questo il suo stemma è un occhio, un iride, una pupilla, un reale vedere. (Francesco Gallo Mazzeo)
Il riciclo dell’alluminio permette di salvaguardare l’ambiente e le sue importanti risorse naturali. Ma esiste una formulazione nobile del preservare i materiali di risulta reinterpretando in chiave artistica ciò che è stato generato da produzioni primarie.
Non si tratta di un “ready-made” (termine nato nel 1913 in relazione all’opera ‘Bicycle Wheel’ di Marcel Duchamp) dove, un oggetto comune prefabbricato isolato dal suo contesto funzionale, viene defunzionalizzato e rifunzionalizzato tramite il solo atto di selezione dell’artista e quindi elevato allo status di opera arte.
L’artista Annalaura di Luggo esegue un’operazione di selezione degli scarti di lavorazione in alluminio e di ri-costruzione degli stessi al fine di farli rinascere in opere di “ecodesign” uniche e originali, capaci di reinterpretare in chiave estetica ed etica il materiale di risulta.
Da qui nasce il progetto artistico Napoli Eden di Annalaura di Luggo “La rinascita di Napoli”, a cura di Francesco Gallo Mazzeo, un progetto supportato dal CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio), con il patrocinio del Comune di Napoli.
Si tratta di un’ipotesi artistica di un ritorno ad un grande giardino che è il luogo dove si possa vivere in pace gli uni con gli altri e diventa un’ipotesi politica, urbanistica, etica, estetica e morale.

L’operazione artistica si compone di “fragmenta” di un giardino endemico fatto di alluminio. Con Napoli Eden l’artista si ripropone di irradiare nelle piazze di Napoli fragmenti scintillanti, come in nuovo nuovo big bang: da qui parte l’idea di nascita e rinascita.
In particolare per le “luminarie” di Natale 2018 l’artista Annalaura di Luggo realizzerà proprie installazioni in alluminio riciclato, che saranno esposte, dal 7 Dicembre 2018 all’8 Gennaio 2019 in alcune piazze di Napoli:

- Largo Santa Caterina - Piazza del Municipio - Galleria Umberto I
- Largo Baracche

Queste installazioni hanno come “fil rouge” la rinascita della città di Napoli che, grazie alla luminosità restituita dall’alluminio, potrà risplendere agli occhi dei cittadini e dei turisti.
L’arte diventa così un linguaggio trasversale, con una funzione di sensibilizzazione sulle tematiche sociali: unmateriale di scarto diventa capace di dar luce ad una riflessione sul tema della rinascita e della responsabilitàcivile e sociale.
Opera I HARMÒNIA
Posizione: Largo Santa Caterina
L’opera si sviluppa con con tubi flessibili in alluminio colorati e luminescenti, con al loro interno dei fasci luminosi di luce RGB; è composta da 6 tubi dell’altezza di m. 3; il diametro di ciascun tubo è di 30 cm circa.

HARMÒNIA costituisce una metafora di tutta l’operazione artistica, ambientale, architetturale, di Napoli Eden, in quanto nella “finzione” dell’albero metallico si racchiudono i motivi fondanti diun’opera d’arte, concepita con criteri poetici, di cui sono componente fondamentale gli scarti dei processi produttivi (nel caso in questione quelli dell’alluminio che accompagna la nostra vita quotidiana, diventando quasi invisibile, tale è la sua endemia nella nostra vita e nel nostro tatto). Scarti produttivi che sono i pa-renti “poveri” delle raccolte differenziate, in quanto surplus degli stampi, oppure errori produttivi e per questo si presentano con un lindore che nessuna discarica, seppur differenziata ed efficiente, può assicurare. Un’alberatura verticale: il messaggio è quello positivo che ogni nostra azienda può produrre positività e che gliscarti sono ricchezza che utilizzata nel linguaggio alto dell’arte, diventa esemplare e stilistica. (Francesco Gallo Mazzeo)

Opera II
TRÌUNPHUS
Posizione: Piazza Municipio
Quest’opera segue criteri architetturali ed estetici coerenti con la struttura concettuale di Napoli Eden. Si presenta come un grande cubo ricoperto discarti di alluminio di forte luminosità, della misura 4 mt x 4 mt - h 4 mt con un doppio ingresso (fronte e retro)
Sulla struttura di supporto in alluminio sono collocati detriti leggeri di alluminio e un’illuminazione nascosta rende il cubo luminoso sia dall’interno che dall’e-sterno, connotandosi come un elemento di forte impatto scenografico.

TRÌUNPHUS è stato concepito come un luogo di transito, immaginario e reale,in cui gli scarti d’alluminio diventano una casa sui generis, un luogo di purificazione, con una sua precisa architetturalità che dialoga con il contesto di tutto l’ambiente, valorizzando la propria differenza che è anche un momento contemplativo dello sguardo che rallenta il tempo dell’attraversamento del luogo e lo rende più umano. Perché l’opera d’arte, come l’urbanità e l’architettura, rende familiare con i propri segni la nomenclatura della vita collettiva che è fatta di mille e mille singolarità, da una coralità che esalta la cultura dell’appartenenza e quella dell’accoglienza. Un’opera aperta, la possiamo definire, a cui ciascuno di noi dà il proprio contributo virtuale di completamento, che non è mai totale e trattandosi di una installazione provvisoria siamo convinti che lascerà un rimpianto, un dolce momento nella festa. (Francesco Gallo Mazzeo)

Opera III
PỲRAMID
Posizione: Galleria Umberto I
Un grande albero di Natale realizzato con scarti di alluminio sostituisce l’albero tradizionale posizionato ogni anno nella Galleria Umberto I e notoriamente rubato nottetempo o distrutto.
L’albero è realizzato con una resistente struttura in alluminio rivestita di filamenti di scarti colorati; ciò che è negletto si trasforma così in luce,simbolo di rinascita. L’illuminazione colorata parte dall’interno, potenziata dal carattere riflettente del materiale utilizzato per la realizzazione, trasformandosi in elemento di luce, indicazione, cometa. Misura: base 3 mt x h 8 metri
L’albero è “addobbato” con la collaborazione di bambini e ragazzidei Quartieri Spagnoli, al fine di coinvolgere ed indirizzare la creatività dei più giovani e dare l’opportunità di sentire proprio, come in famiglia, l’Albero offerto alla città attraverso una grande performance artistica.

PỲRAMID è la mimesi di un Albero di Natale geometrico, non è pernulla concorrenziale con l’albero tradizionale, però aggiunge un’idea di rispetto della natura di doppio significato, che tratteggia le orme di un mondo rispettoso di se stesso, perché tutto si tiene, in una speciale produzione di ossigeno che non è meccanica, ma concettuale diuna terra che non deve andare perduta, ma che deve entrare nella mentalità che tutto si trasforma e in questo divenire, può stare il divenire di tutti noi. Sulla sua sommità ci può anche stare una stella cometa che indichi una strada, in quello che è il salotto maggiore della napoletanità di sempre e di quella nuova. Anche perché non c’è altra via per saldare tradizione e innovazione, perseverando e rinascendo si porta l’arte, la creatività a disposizione di tutti e questa piramide, albero, simbolo arcano per molti versi che riporta in versione augurale a ridestare l’idea di una città confortevole anche dove la fa da padrone il freddo metallo, perché conta l’idea. (Francesco Gallo Mazzeo)

Opera IV
GÈMINUS
Posizione: Largo Baracche
L’opera contiene riferimenti al progetto Occh-IO/Eye-I che l’artista sta portando in tutto il mondo, in particolare con Blind Vision, progetto già esposto all’ONU nell’ambito di una mostra personale durante la conferenza mondiale della disabilità.
Un quadrilatero di 150 cm per lato ed una altezza di circa 250 cm contiene fori comunicanti tra loro alternando luce e buio. Quattro di questi fori contengono dei grandi occhi, secondo la poetica cara all’artista.
Con un innovativo processo fotografico che cattura l’iride, l’artista ha immortalato gli occhi di alcuni residenti del quartiere. Così i 4 occhi sono i custodi dell’opera. Gli occhi invitano ad una diversa chiave di lettura, a stimolare una nuova visione della città al di là di ogni pregiudizio. Napoli emerge attraverso l’innocenza di una nuova visione e dallo scarto, dal rifiuto, da ciò che è apparentemente degrado, rinasce in un nuovo possibile Eden. NAPOLI EDEN, appunto.

GÈMINUS è l’esito plastico, oggettuale, di una grande performan-ce umana, artistica, avvenuta con la macchina fotografica fissata sugli occhi di chi può vedere, per diventare, abitando il luogo,esibizione visibile, forma misteriosa di una affermazione della luce, dell’ombra, in una vicenda umana che accomuna elementi di tragedia e di dramma esistenziale, anche se poi il tutto si può trasformare in diversi modi di rapportarsi col mondo, attraverso il tatto, l’olfatto, l’udito e una pellicolarità che godendo del verde, del giallo, del blu, riesce ad essere una umanità completa, di pregi e difetti, di slanci e di virtù, esattamente uguale a quella che s’affaccia nei vicoli che danno su questa bella piazza. Diventata installazione, con una base caotica di fragmenta alluminici, schiacciati e pressati, diventa postazione di unione comune, tenuta da conto dagli stessi intermediari, perché fatta dopo averli consultati e fotografati, per avvalorare l’uscita dal non esserci, nell’esserci.(Francesco Gallo Mazzeo)

Docufilm NAPOLI EDEN
Regia: Bruno Colella
Fotografia: Blasco Giurato
Montaggio: Mirco Garrone
Produzione e distribuzione: TATATU International


Il progetto sarà completato da un film con la regia di Bruno Colella. Esso riassumerà il percorso artistico di Annalaura di Luggo. Napoli Eden è una città ideale dove regna la pace, l’amore e la condivisione. L’alluminio diventa il simbolo di una nuova era, esso diventa un elemento di rottura dagli schemi. In Napoli Eden i napoletani sono il centro della scena e la figura dell’artista si pone come “trait d’union” e volano per sensibilizzare le persone ad un cambiamento, ad una nuova consapevolezza collet-tiva con una propensione ad un Eden “raggiungibile”.
L’opera focale del lavoro collettivo è Gèminus perché è quella che rappresenta la visione di rottura che coinvolge la gente, il quartiere ed i suoi residenti. La confor-mazione urbanistica dei vicoli intrecciati, porta la gente a vivere come una grande famiglia dove la solidarietà ed il rispetto reciproco svolgono un ruolo predominante.
La ricerca artistica di Annalaura di Luggo è basata sugli occhi e sulla visione e con Napoli Eden si pone l’obiettivo di mettere in scena l’anima di Napoli attraverso lo sguardo di chi ci vive con un focus speciale su 4 protagonisti che siano un volano di una nuova visione, uno stimolo per gli altri.
Il film si propone di sensibilizzare la collettività sul valore del riutilizzo consapevole di scarti in alluminio, fino a farli elevare allo status di opere d’arte. Napoli rinasce in un nuovo Eden.   Opening 7 Dicembre ore 16, Napoli, Piazza Municipio
       

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