Patavina Libertas. I papiri di laurea dell'Università di Padova
Patavina Libertas - I papiri di laurea dell'Università di Padova, Centro culturale Altinate San Gaetano, Padova
Dal 5 Aprile 2014 al 27 Luglio 2014
Padova | Visualizza tutte le mostre a Padova
Luogo: Centro culturale Altinate San Gaetano
Indirizzo: via Altinate 71
Orari: da martedì a domenica 10-13 / 15-19
Enti promotori:
- Comune di Padova Assessorato alla Cultura – Settore Attività Culturali
- Università degli Studi di Padova
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto €3, scuole € 2
Telefono per informazioni: +39 049 8204546
E-Mail info: caporellop@comune.padova.it
Sito ufficiale: http://padovacultura.padovanet.it
Uno dei più importanti eventi che caratterizzeranno le politiche culturali della città di Padova in questo 2014 è la mostra “Patavina Libertas - I papiri di laurea dell'Università di Padova”, che sarà inaugurata il 5 aprile e poi aperta al pubblico dal 6 aprile al 27 luglio presso il Centro culturale Altinate San Gaetano. Tappe dell’itinerario della mostra saranno anche il Palazzo del Bo e il Caffè Pedrocchi, due simboli della vita universitaria patavina.
L’iniziativa, promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, dall'Università di Padova e Gruppo icat, agenzia di comunicazione e marketing, è nata nel 2009 con un'attività di catalogazione e digitalizzazione di papiri di laurea, a partire dal XVII secolo fino ad arrivare ai giorni nostri. La mostra racconterà questa tradizione goliardica tipica dell’Ateneo patavino, inaspettatamente antica e ricca di dettagli significativi, in grado di raccontare la storia di Padova e delle personalità importanti che ne hanno segnato le vicende.
L’esposizione propone 130 papiri, selezionati fra i quasi 16.000 presenti nell’archivio digitale realizzato per l’evento, e copre 200 anni di storia: dalle antiche epigrafi di laurea del 1787 fino ai più recenti documenti del 1987. La storia dei papiri scorre, infatti, parallelamente a quella dell’Università e della città di Padova, e propone un viaggio tra le fastosissime epigrafi di laurea seicentesche e i primi papiri con satire e caricature, facendo così conoscere giovani laureati divenuti poi personaggi illustri e artisti di fama. Fra i soggetti dei papiri spiccano, inoltre, figure importanti della cultura e della società civile italiana: il famoso linguista Niccolò Tommaseo, Guido Carli futuro governatore della Banca d’Italia, Cesare Musatti pioniere della psicoanalisi in Italia, il ministro Guido Gonella, l’editore Ugo Mursia e il sociologo, scrittore e giornalista Sabino Acquaviva.
Il papiro, inoltre, è la chiave di accesso attraverso cui poter entrare nella storia di Padova, della sua università, del movimento goliardico. Ma l’itinerario della mostra offre anche l’opportunità di seguire l’evoluzione degli stili grafici, lo sviluppo degli stilemi illustrativi nei quali si riflettono alcuni elementi della storia d’Italia e dei suoi movimenti artistici.
«Cinque anni di lavoro, oltre 16 mila papiri archiviati. Sono questi i numeri che possono dare la misura del progetto che sta alle spalle della mostra sui papiri di laurea. Un progetto che oggi la città di Padova potrà conoscere e apprezzare negli spazi del San Gaetano. È stato naturale intitolare questa mostra “Patavina Libertas”, perché riprende il motto dell’Università di Padova "Universa Universis Patavina Libertas". E come l’Ateneo è un patrimonio culturale e scientifico riconosciuto in tutto il mondo, così i papiri sono un patrimonio culturale e artistico unico per la nostra città. Senza ombra di dubbio, si tratta di un progetto di archeologia del sapere fra i più interessanti in Italia, e non solo. Perché grazie a una meticolosa opera di digitalizzazione e archiviazione di questi documenti, ora Padova può godere e fare esperienza di una tradizione prettamente cittadina. Solo nella nostra città, infatti, la laurea è diventata un rito di passaggio così importante. Come testimoniano alcuni papiri, è una tradizione che risale addirittura al 600 e che oggi preserva tutto il suo valore simbolico. Da sempre, la laurea è qualcosa di più di un titolo di studio, è uno snodo esistenziale decisivo, nel passato come nel presente. Lo testimoniano i reperti documentali esposti, ma anche quella forma di liturgia laica che ogni giorno si ripete alle porte del Palazzo del Bo. Gli oltre 130 papiri esposti sono la chiave di accesso per leggere quello che è il continuo scambio fra l’opera dei papiristi e il contesto storico, culturale e stilistico in cui sono vissuti. È un punto di vista insolito, una prospettiva nuova attraverso cui scoprire e ripercorrere il racconto dell’Università di Padova».
L’iniziativa, promossa e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, dall'Università di Padova e Gruppo icat, agenzia di comunicazione e marketing, è nata nel 2009 con un'attività di catalogazione e digitalizzazione di papiri di laurea, a partire dal XVII secolo fino ad arrivare ai giorni nostri. La mostra racconterà questa tradizione goliardica tipica dell’Ateneo patavino, inaspettatamente antica e ricca di dettagli significativi, in grado di raccontare la storia di Padova e delle personalità importanti che ne hanno segnato le vicende.
L’esposizione propone 130 papiri, selezionati fra i quasi 16.000 presenti nell’archivio digitale realizzato per l’evento, e copre 200 anni di storia: dalle antiche epigrafi di laurea del 1787 fino ai più recenti documenti del 1987. La storia dei papiri scorre, infatti, parallelamente a quella dell’Università e della città di Padova, e propone un viaggio tra le fastosissime epigrafi di laurea seicentesche e i primi papiri con satire e caricature, facendo così conoscere giovani laureati divenuti poi personaggi illustri e artisti di fama. Fra i soggetti dei papiri spiccano, inoltre, figure importanti della cultura e della società civile italiana: il famoso linguista Niccolò Tommaseo, Guido Carli futuro governatore della Banca d’Italia, Cesare Musatti pioniere della psicoanalisi in Italia, il ministro Guido Gonella, l’editore Ugo Mursia e il sociologo, scrittore e giornalista Sabino Acquaviva.
Il papiro, inoltre, è la chiave di accesso attraverso cui poter entrare nella storia di Padova, della sua università, del movimento goliardico. Ma l’itinerario della mostra offre anche l’opportunità di seguire l’evoluzione degli stili grafici, lo sviluppo degli stilemi illustrativi nei quali si riflettono alcuni elementi della storia d’Italia e dei suoi movimenti artistici.
«Cinque anni di lavoro, oltre 16 mila papiri archiviati. Sono questi i numeri che possono dare la misura del progetto che sta alle spalle della mostra sui papiri di laurea. Un progetto che oggi la città di Padova potrà conoscere e apprezzare negli spazi del San Gaetano. È stato naturale intitolare questa mostra “Patavina Libertas”, perché riprende il motto dell’Università di Padova "Universa Universis Patavina Libertas". E come l’Ateneo è un patrimonio culturale e scientifico riconosciuto in tutto il mondo, così i papiri sono un patrimonio culturale e artistico unico per la nostra città. Senza ombra di dubbio, si tratta di un progetto di archeologia del sapere fra i più interessanti in Italia, e non solo. Perché grazie a una meticolosa opera di digitalizzazione e archiviazione di questi documenti, ora Padova può godere e fare esperienza di una tradizione prettamente cittadina. Solo nella nostra città, infatti, la laurea è diventata un rito di passaggio così importante. Come testimoniano alcuni papiri, è una tradizione che risale addirittura al 600 e che oggi preserva tutto il suo valore simbolico. Da sempre, la laurea è qualcosa di più di un titolo di studio, è uno snodo esistenziale decisivo, nel passato come nel presente. Lo testimoniano i reperti documentali esposti, ma anche quella forma di liturgia laica che ogni giorno si ripete alle porte del Palazzo del Bo. Gli oltre 130 papiri esposti sono la chiave di accesso per leggere quello che è il continuo scambio fra l’opera dei papiristi e il contesto storico, culturale e stilistico in cui sono vissuti. È un punto di vista insolito, una prospettiva nuova attraverso cui scoprire e ripercorrere il racconto dell’Università di Padova».
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