ARCHIVIO AMORETTI. Il volto della città nel secolo breve, Parma 1922 – 1997
Archivio Amoretti, ritratto, anni '50
Dal 8 Settembre 2023 al 5 Novembre 2023
Luogo: Palazzo Pigorini
Indirizzo: Strada della Repubblica 29/A
Orari: mercoledì - domenica dalle 10 alle 19
Curatori: Cristina Casero e Andrea Tinterri
Enti promotori:
- Comune di Parma in collaborazione con il Centro Studi Movimenti
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0521 218967
E-Mail info: pigorini@comune.parma.it
Sabato 9 settembre, presso Palazzo Pigorini (Parma), apre al pubblico la mostra ARCHIVIO AMORETTI. Il volto della città nel secolo breve, Parma 1922 – 1997, curata da Cristina Casero e Andrea Tinterri e organizzata dal Comune di Parma in collaborazione con il Centro Studi Movimenti.
Il progetto espositivo vuole restituire, seppur in maniera molto parziale, l’archivio fotografico Amoretti, in occasione della donazione al Comune di Parma dell’intero patrimonio iconografico contenuto al suo interno che supera le 80.000 immagini.
I curatori hanno individuato nel ritratto una chiave di lettura dell’archivio fotografico, consapevoli dell’impossibilità di proporre un’esamina esaustiva dell’intera raccolta.
I ritratti selezionati sono messi a confronto con un centinaio di immagini, che testimoniano attraverso episodi, personaggi e luoghi, la storia della città di Parma dal 1922 al 1997.
Gli estremi cronologici individuati segnalano due momenti simbolo della città, le barricate antifasciste e l’inaugurazione del monumento dedicato alle barricate stesse.
Tre generazioni di fotografi, Armando, Mario e Giovanni, l’apertura dello studio nel 1938, ma preceduta dal lungo apprendistato di Armando che si concluse presso l’atelier di Luigi Vaghi. Una storia generazionale in cui la fotografia oltre ad essere strumento di lavoro, diventa pratica quotidiana, come testimoniato dai ritratti di famiglia che caratterizzano una delle prime sezioni della mostra.
Le immagini presentate in mostra vogliono dimostrare la duttilità dello studio fotografico Amoretti, che nel corso del Novecento ha lavorato per diversi committenti sia pubblici che privati. Un processo di stratificazione eterogenea che portò Giovanni Amoretti (il più giovane dei fratelli) ad autodefinirsi “fotografo condotto”, a sottolineare la sua capacità di assecondare le esigenze e rispondere al bisogno di immagini di una città.
In questo modo, il ritratto può essere interpretato come elemento in grado di evidenziare un cambiamento sociale, politico, iconografico, ma anche come necessaria costruzione di un immaginario privato e pubblico.
Per questa ragione i ritratti che restituiscono volti conosciuti come quello del ciclista Coppi, della cantante lirica Tebaldi o dell’imprenditore Pietro Barilla o semplicemente anonimi come quello dei due bambini selezionato per il concept della mostra, saranno messi in relazione alle fotografie che immortalano alcuni momenti della storia del Novecento parmigiano, dalla visita di Benito Mussolini alla Liberazione, dai comizi per le elezioni del 1948 con la presenza di Palmiro Togliatti alla visita di Papa Giovanni Paolo II, ma anche a significativi episodi culturali come la mostra di Bruno Munari del 1979.
Durante il periodo espositivo saranno organizzate alcune visite guidate e alcuni momenti di approfondimento sulle tematiche storico/fotografiche emerse in mostra.
Inaugurazione: 8 settembre, ore 18.00
Il progetto espositivo vuole restituire, seppur in maniera molto parziale, l’archivio fotografico Amoretti, in occasione della donazione al Comune di Parma dell’intero patrimonio iconografico contenuto al suo interno che supera le 80.000 immagini.
I curatori hanno individuato nel ritratto una chiave di lettura dell’archivio fotografico, consapevoli dell’impossibilità di proporre un’esamina esaustiva dell’intera raccolta.
I ritratti selezionati sono messi a confronto con un centinaio di immagini, che testimoniano attraverso episodi, personaggi e luoghi, la storia della città di Parma dal 1922 al 1997.
Gli estremi cronologici individuati segnalano due momenti simbolo della città, le barricate antifasciste e l’inaugurazione del monumento dedicato alle barricate stesse.
Tre generazioni di fotografi, Armando, Mario e Giovanni, l’apertura dello studio nel 1938, ma preceduta dal lungo apprendistato di Armando che si concluse presso l’atelier di Luigi Vaghi. Una storia generazionale in cui la fotografia oltre ad essere strumento di lavoro, diventa pratica quotidiana, come testimoniato dai ritratti di famiglia che caratterizzano una delle prime sezioni della mostra.
Le immagini presentate in mostra vogliono dimostrare la duttilità dello studio fotografico Amoretti, che nel corso del Novecento ha lavorato per diversi committenti sia pubblici che privati. Un processo di stratificazione eterogenea che portò Giovanni Amoretti (il più giovane dei fratelli) ad autodefinirsi “fotografo condotto”, a sottolineare la sua capacità di assecondare le esigenze e rispondere al bisogno di immagini di una città.
In questo modo, il ritratto può essere interpretato come elemento in grado di evidenziare un cambiamento sociale, politico, iconografico, ma anche come necessaria costruzione di un immaginario privato e pubblico.
Per questa ragione i ritratti che restituiscono volti conosciuti come quello del ciclista Coppi, della cantante lirica Tebaldi o dell’imprenditore Pietro Barilla o semplicemente anonimi come quello dei due bambini selezionato per il concept della mostra, saranno messi in relazione alle fotografie che immortalano alcuni momenti della storia del Novecento parmigiano, dalla visita di Benito Mussolini alla Liberazione, dai comizi per le elezioni del 1948 con la presenza di Palmiro Togliatti alla visita di Papa Giovanni Paolo II, ma anche a significativi episodi culturali come la mostra di Bruno Munari del 1979.
Durante il periodo espositivo saranno organizzate alcune visite guidate e alcuni momenti di approfondimento sulle tematiche storico/fotografiche emerse in mostra.
Inaugurazione: 8 settembre, ore 18.00
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