Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915
Dal 14 March 2026 al 28 June 2026
Parma
Luogo: Fondazione Magnani-Rocca
Indirizzo: Via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo
Orari: martedì-venerdì: 10-18 (biglietteria chiude alle 17), sabato, domenica e festivi: 10-19 (biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso (aperto Lunedì di Pasqua)
Costo del biglietto: € 15 intero (valido anche per Raccolte permanenti e Parco Romantico), € 13 gruppi (minimo 15 persone), € 5 scuole e sotto i quattordici anni. Il biglietto comprende la visita agli Armadi segreti della Villa. Per meno di quindici persone non occorre prenotare; i biglietti si acquistano all’arrivo alla Fondazione
Telefono per informazioni: +39 0521 848327 / 848148
E-Mail info: prenotazioni@magnanirocca.it
Sito ufficiale: http://www.magnanirocca.it
La natura come organismo vivente, il mito come esperienza perturbante, la figura femminile come presenza ambivalente, il paesaggio come spazio dell'interiorità, il segno grafico come veicolo dell'invisibile: sono i nuclei tematici delle sette sezioni della mostra, concepite per restituire tutta la complessità e l'ampiezza dell'immaginario simbolista italiano.
Nella celebre Villa dei Capolavori, una delle più importanti istituzioni artistiche italiane, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo presso Parma, a pochi passi dalle sale che ospitano opere capitali di Monet, Renoir, Cézanne, Tiziano, Dürer, Goya, Canova, Morandi, Burri, dal 14 marzo al 28 giugno 2026 viene finalmente ricostruita la mappa di un movimento che trasformò il sogno, il mito e il mistero in linguaggio pittorico.
La mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915, curata da Francesco Parisi e Stefano Roffi, compie un'operazione critica necessaria: distingue gli artisti che elaborarono consapevolmente un lessico simbolista da quelli che aderirono occasionalmente a mode iconografiche. Ne emerge la ricostruzione filologica di un linguaggio autonomo, sviluppato in dialogo serrato con le ricerche europee ma dotato di caratteri propri.
Tra gli artisti in mostra: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones, Franz von Stuck, Max Klinger, Domenico Morelli, Giulio Aristide Sartorio, Galileo Chini, Luigi Russolo, Leonardo Bistolfi, Adolfo Wildt, Giulio Bargellini, Adolfo De Carolis, Francesco Paolo Michetti, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Ettore Tito, Carlo Fornara, Duilio Cambellotti, Felice Carena, Alberto Martini, Cesare Saccaggi, Libero Andreotti, Ettore Ximenes, Mario De Maria, Mariano Fortuny.
Il percorso espositivo illumina le ragioni storiche di una ricezione più tarda rispetto a Francia, Belgio e area mitteleuropea, e documenta gli scambi decisivi: la permanenza di Arnold Böcklin a Firenze, il milieu preraffaellita attivo tra Roma e Firenze, i soggiorni di Max Klinger, l'influenza della colonia dei Deutsch-Römer. Ne emerge un quadro in cui l'Italia non è periferia, ma laboratorio di soluzioni formali elaborate in costante confronto con l’Europa.
"L'arte nuova non vuole rappresentare le cose, ma l'alone di mistero che le circonda. Non la realtà, ma il sogno della realtà; non il visibile, ma l'invisibile che nel visibile traspare"
Angelo Conti, da La beata riva, 1900.
Sette sezioni per un viaggio nell'immaginario simbolista:
Sezione I — Alle soglie del Simbolismo: tra teoria e letteratura
Il contesto culturale degli anni Ottanta e Novanta dell'Ottocento, con le figure di D'Annunzio, Angelo Conti, Vittore Grubicy. Le prime esperienze pittoriche coerenti con la nuova sensibilità: Marius Pictor, Giuseppe Cellini, il gruppo di In Arte Libertas, gli esordi di Giulio Aristide Sartorio. In mostra l'Isaotta Guttadauro, esempio eminente della declinazione preraffaellita romana.
Sezione II — Dalla storia al simbolo
La pittura di storia in Italia veniva progressivamente rielaborata alla luce di una nuova sensibilità alimentata e da un rinnovato interesse per il mito. I soggetti dell’antico cessavano di essere trattati in chiave narrativa per assumere una dimensione evocativa e sacrale. In questo contesto si collocavano i percorsi di Francesco Netti, Cesare Maccari Domenico Morelli, Giulio Bargellini, Luigi Conconi.
Sezione III — Nei boschi e nei mari degli dei
L'universo panico e visionario che legò l'Italia alla cultura mitteleuropea attraverso la ricezione dell’opera di Arnold Böcklin, Max Klinger e Franz von Stuck. In mostra Abisso verde di Sartorio, tra i capolavori assoluti del Simbolismo italiano, insieme ai lavori di Discovolo, Plinio Nomellini, Edoardo Dalbono, Cesare Laurenti e gli stessi Böcklin, Klinger e von Stuck.
Sezione IV — Veleno, desiderio e redenzione. La visione femminile
La figura femminile nei suoi poli simbolisti: santa e peccatrice, angelo e demone, corpo spirituale e corpo seduttivo. Opere di Galileo Chini, Alberto Martini, Cesare Ferro, una rara prova giovanile di Marussig. Particolare rilievo assume la Salomé di Glauco Cambon, conservata per oltre trent'anni in Israele, torna ora per la prima volta in Italia.
Sezione V — Geografie dell'invisibile. Il paesaggio Il paesaggio diventa spazio mentale, proiezione di stati interiori. Dalle prime formulazioni del paysage d'âme fino ai divisionisti: Segantini, Longoni, Benvenuti.
Sezione VI — Il segno oscuro. L'illustrazione simbolista
Il disegno e le tecniche grafiche come ambiti di raffinatezza particolare. Opere di Alberto Martini, Costetti, Sartorio, Cambellotti.
Sezione VII — Ultime tendenze e sviluppi La persistenza del Simbolismo oltre il 1910. Opere di Ferenzona, Ferrazzi, Gabrielli, Crema: testimonianze di una sopravvivenza elaborata e personale.
Il Parco Romantico: un paesaggio dell'anima. La mostra si estende idealmente nel Parco Romantico che circonda la Villa dei Capolavori: dodici ettari di giardino all'inglese, giardino all'italiana e nuovo giardino contemporaneo ispirato al New Perennial Movement. Un paysage d'âme vivente, dove il visitatore può prolungare l'esperienza simbolista immerso in spazi di contemplazione e mistero. Luigi Magnani volle questo parco come estensione della sua sensibilità estetica: una visione in cui arte e natura, bellezza e tutela, si fondono in un'unica esperienza.
Prestiti prestigiosi. Le opere provengono da prestigiose istituzioni, tra cui la Presidenza della Repubblica Italiana, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo del Novecento di Milano, il Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, e importanti raccolte private. Un'occasione irripetibile. Molte delle opere in mostra provengono da collezioni private raramente accessibili: un'occasione unica per vedere riuniti capolavori che difficilmente torneranno insieme.
Catalogo e apparato scientifico. Il catalogo della mostra, curato da Francesco Parisi e Stefano Roffi, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, costituisce un importante strumento critico sul Simbolismo italiano. Saggi di Alessandro Botta, Niccolò D’Agati, Mario Finazzi, Eugenia Querci, Sergio Rebora, Alessandra Tiddia, oltre ai contributi dei curatori.
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