Giuseppe Penone al Festival dei Due Mondi
Giuseppe Penone al Festival dei Due Mondi, Spoleto
Dal 27 Giugno 2026 al 27 Gennaio 2027
Spoleto | Perugia | Visualizza tutte le mostre a Perugia
Luogo: Palazzo Collicola
Indirizzo: Piazza Collicola 1
Enti promotori:
- Fondazione Carla Fendi
Telefono per informazioni: +39 06 68307420
E-Mail info: fondazione@fondazionecarlafendi.it
La Fondazione Carla Fendi, in continuità con il suo ruolo di Main Partner di Spoleto Festival dei Due Mondi e in sinergia con i Musei Civici di Spoleto e il Museo di Palazzo Collicola, partecipa all’omaggio reso dal Festival all’artista Giuseppe Penone, con eventi realizzati in collaborazione con lo Studio Penone e Gagosian.
In stretta connessione con il tema Radici, l’artista si inserisce nel contesto del Festival con una presenza diffusa e di grande forza poetica. Piazza Pianciani, nel cuore delcentro storico, accoglierà Le foglie delle radici, una grande scultura che sarà visibile a tutti coloro che attraverseranno Spoleto durante la rassegna, testimonianza en plein air della’inconfondibile poetica dell’artista e immagine utilizzata dal Festival come manifesto di questa edizione.
La presenza dell’artista si estenderà anche ad altre sedi.La Fondazione Carla Fendi presenterà una mostra di video allestita nell’ex Battistero della Manna d’Oro e contribuisce inoltre alla mostra che il Festival realizzerà nel Museo di Palazzo Collicola. Entrambi i progetti espositivi sono a cura di Saverio Verini.
Le opere disseminate in città formeranno un circuito diffuso integralmente dedicato a Penone e alla sua pratica, focalizzata sulla relazione dialettica tra uomo e natura.
EPHEMĔRIS
27 giugno – 2 agosto 2026
(tutti i giorni dal 27 giugno al 12 luglio e nei weekend fino al 2 agosto)
Ex Battistero della Manna d’Oro
La Fondazione Carla Fendi presenta nell’ex battistero della Manna d’Oro sette video del ciclo Epheměris, a cura di Saverio Verini.
Nelle opere Penone si cimenta in gesti minimi, in cui l’azione fisica sulla materia “libera l’anima delle cose”, rivolgendo l’attenzione non all’opera finita, ma al processo artistico.
Il termine ephemeris ("giornaliero") deriva dal greco e storicamente si riferisce a diari o tabelle che registrano eventi variabili nel tempo, suggerendo un senso di transitorietà ispirato dalle azioni elementari compiute dall’artista, come raccogliere acqua, dividere l'argilla o lasciare impronte.
Accompagnati dai suoni di fondo del suo lavoro in studio o all’aperto – il fruscio di foglie, il ronzio di insetti – i video di Epheměrismettono in luce una parte meno nota della produzione di Penone, ricontestualizzando le opere nel particolare ambiente della Manna d’Oro.
Nel quadro degli eventi dedicati a Penone, Epheměris si pone in dialogo con la mostra Anafora, presentata a Palazzo Collicola.
“ È coinvolgente poter entrare nel mondo di Giuseppe Penone attraverso i mezzi espressivi diversi che l’artista utilizza per interpretare il rapporto dell’uomo con la natura e il tempo. L’itinerario tocca alcuni luoghi iconici di Spoleto ricomponendo in senso poetico il suo percorso artistico, tra scultura monumentale, parola scritta e immagini, mezzi che dialogano con il contesto. In particolare penso che il ciclo di video presentato nell’installazione alla Manna d’Oro, una riflessione sui molti risvolti dell’effimero, riesca a trasmettere un immaginario narrativo che mette in relazione il minimalismo gestuale dell’artista con la mistica del Battistero, uno spazio che emana un significato particolare per chi lo visita.” Maria Teresa Venturini Fendi
ANAFORA
27 giugno – gennaio 2027
Palazzo Collicola
Il museo di Palazzo Collicola ospiterà Anafora, mostra personale dell’artista. Prodotta dal Festival di Spoleto con il contributo della Fondazione Carla Fendi, il progetto espositivo presenta una serie di sculture scelte e allestite in risposta alle stanze del Piano Nobile, sottolineandone le qualità architettoniche. La mostra, a cura di Saverio Verini, propone una selezione di opere tra le più significative della produzione di Penone e, insieme, una lettura inedita degli ambienti di Palazzo Collicola. In particolar modo, saranno toccati il Salone d’onore e la Galleria del Piano Nobile, nei quali l’artista installerà otto sculture: nel Salone d’onore sarà l’imponente Albero di 11 metri a dare il benvenuto ai visitatori, mentre la Galleria accoglierà il corpo maggiore di opere, con una serie di sculture allestite in corrispondenza delle grandi finestre presenti in quell’ambiente, instaurando una relazione tra l’interno e l’esterno dello spazio, ma soprattutto creando un ritmo, come suggerisce il titolo dell’intero progetto espositivo, Anafora.
“È un vero onore poter ospitare a Palazzo Collicola un ciclo di opere così rappresentative della poetica di un artista del calibro di Giuseppe Penone. Il suo nome è sinonimo di “scultura” a livello internazionale e ritengo particolarmente appropriato che le sue opere trovino posto a Spoleto, città che proprio alla scultura ha legato il proprio nome, grazie alla presenza di artisti come Leoncillo Leonardi e alla mitologica mostra Sculture nella città, curata da Giovanni Carandente nel 1962, in occasione della quinta edizione del Festival dei Due Mondi. Altro aspetto che mi preme sottolineare è la collaborazione tra alcune delle realtà culturali più attive della città: il Festival dei Due Mondi, i Musei Civici di Spoleto e la Fondazione Carla Fendi si sono infatti unite per questo omaggio a Penone, che toccherà diversi luoghi del centro storico”. Saverio Verini
I quattro diversi interventi con cui Giuseppe Penone è presente al Festival dei Due Mondi vogliono rappresentare un omaggio a uno dei più importanti artisti contemporanei, mostrando il rigore e l’eclettismo della sua ricerca. Il programma espositivo verrà inaugurato in concomitanza con l’inizio del Festival e accompagnerà il pubblico per tutta la durata della rassegna e non solo: le mostre di Palazzo Collicola e della Manna d’Oro si estenderanno anche successivamente, abbracciando una varietà di linguaggi artistici e rivolgendosi a un pubblico ampio.
Nato a Garessio nel 1947, Giuseppe Penone vive e lavora a Torino. Alla fine degli anni Sessanta tiene le sue prime mostre al Deposito d’Arte Presente e alla Galleria Sperone a Torino. In quegli stessi anni si rivela tra i protagonisti dell’Arte Povera e partecipa a rassegne internazionali dedicate alle ricerche d’avanguardia.
Sin dai primi anni Settanta il lavoro di Penone è oggetto di importanti riconoscimenti che dall’Italia si estendono rapidamente all’Europa, agli Stati Uniti e al Giappone. Ha tenuto mostre personali presso numerose istituzioni italiane e straniere, tra cui: Stedelijk Museum, Amsterdam (1980); Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1984); Castello di Rivoli (1991); Toyota Municipal Museum of Art (1997); Centre Georges Pompidou Parigi (2004, 2022); Accademia di Francia a Roma - Villa Medici Roma (2008); MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna (2008); Château de Versailles (2013); Madison Square Park New York (2013); Nasher Sculpture Center, Dallas (2015); MART. Rovereto e Rijksmuseum, Amsterdam (2016); Palazzo della Civiltà Italiana, Roma (2017); Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (2019); Galleria degli Uffizi, Firenze e Bibliothèque Nationale de France, Parigi (2021); Frick Collection, New York e Philadelphia Museum of Art (2022), Galleria Borghese, Roma (2023); Serpentine Galleries, Londra (2025); Gagosian, New York (2026). Penone ha rappresentato l'Italia alla 52a Biennale di Venezia nel 2007. È stato insignito del Præmium Imperiale nel 2014 e, dal 2022, è membro associato straniero (sezione scultura) dell’Académie des Beaux-Arts di Parigi.
Saverio Verini è curatore di progetti espositivi, festival, cicli di incontri legati all’arte e alla cultura contemporanea. Ha collaborato con istituzioni quali La Galleria Nazionale, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Accademia Nazionale di San Luca, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, MACRO, Quadriennale di Roma, Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, American Academy in Rome, Fondazione Memmo, Fondazione Ermanno Casoli, Civitella Ranieri Foundation, la fiera ArtVerona. Attualmente è direttore dei Musei Civici di Spoleto. Ha curato mostre e pubblicazioni monografiche di artisti di livello internazionale, tra cui William Kentridge e Chiara Camoni. Collabora con la rivista Artribune e scrive testi critici in occasione di mostre personali e collettive in musei, gallerie private e altri spazi espositivi. Nel 2018 ha pubblicato per PostmediaBooks la monografia Roberto Fassone. Quasi tutti i racconti; è inoltre autore de La stagione fatata, edito da Castelvecchi nel 2022, saggio sul rapporto tra infanzia e arte contemporanea italiana
In stretta connessione con il tema Radici, l’artista si inserisce nel contesto del Festival con una presenza diffusa e di grande forza poetica. Piazza Pianciani, nel cuore delcentro storico, accoglierà Le foglie delle radici, una grande scultura che sarà visibile a tutti coloro che attraverseranno Spoleto durante la rassegna, testimonianza en plein air della’inconfondibile poetica dell’artista e immagine utilizzata dal Festival come manifesto di questa edizione.
La presenza dell’artista si estenderà anche ad altre sedi.La Fondazione Carla Fendi presenterà una mostra di video allestita nell’ex Battistero della Manna d’Oro e contribuisce inoltre alla mostra che il Festival realizzerà nel Museo di Palazzo Collicola. Entrambi i progetti espositivi sono a cura di Saverio Verini.
Le opere disseminate in città formeranno un circuito diffuso integralmente dedicato a Penone e alla sua pratica, focalizzata sulla relazione dialettica tra uomo e natura.
EPHEMĔRIS
27 giugno – 2 agosto 2026
(tutti i giorni dal 27 giugno al 12 luglio e nei weekend fino al 2 agosto)
Ex Battistero della Manna d’Oro
La Fondazione Carla Fendi presenta nell’ex battistero della Manna d’Oro sette video del ciclo Epheměris, a cura di Saverio Verini.
Nelle opere Penone si cimenta in gesti minimi, in cui l’azione fisica sulla materia “libera l’anima delle cose”, rivolgendo l’attenzione non all’opera finita, ma al processo artistico.
Il termine ephemeris ("giornaliero") deriva dal greco e storicamente si riferisce a diari o tabelle che registrano eventi variabili nel tempo, suggerendo un senso di transitorietà ispirato dalle azioni elementari compiute dall’artista, come raccogliere acqua, dividere l'argilla o lasciare impronte.
Accompagnati dai suoni di fondo del suo lavoro in studio o all’aperto – il fruscio di foglie, il ronzio di insetti – i video di Epheměrismettono in luce una parte meno nota della produzione di Penone, ricontestualizzando le opere nel particolare ambiente della Manna d’Oro.
Nel quadro degli eventi dedicati a Penone, Epheměris si pone in dialogo con la mostra Anafora, presentata a Palazzo Collicola.
“ È coinvolgente poter entrare nel mondo di Giuseppe Penone attraverso i mezzi espressivi diversi che l’artista utilizza per interpretare il rapporto dell’uomo con la natura e il tempo. L’itinerario tocca alcuni luoghi iconici di Spoleto ricomponendo in senso poetico il suo percorso artistico, tra scultura monumentale, parola scritta e immagini, mezzi che dialogano con il contesto. In particolare penso che il ciclo di video presentato nell’installazione alla Manna d’Oro, una riflessione sui molti risvolti dell’effimero, riesca a trasmettere un immaginario narrativo che mette in relazione il minimalismo gestuale dell’artista con la mistica del Battistero, uno spazio che emana un significato particolare per chi lo visita.” Maria Teresa Venturini Fendi
ANAFORA
27 giugno – gennaio 2027
Palazzo Collicola
Il museo di Palazzo Collicola ospiterà Anafora, mostra personale dell’artista. Prodotta dal Festival di Spoleto con il contributo della Fondazione Carla Fendi, il progetto espositivo presenta una serie di sculture scelte e allestite in risposta alle stanze del Piano Nobile, sottolineandone le qualità architettoniche. La mostra, a cura di Saverio Verini, propone una selezione di opere tra le più significative della produzione di Penone e, insieme, una lettura inedita degli ambienti di Palazzo Collicola. In particolar modo, saranno toccati il Salone d’onore e la Galleria del Piano Nobile, nei quali l’artista installerà otto sculture: nel Salone d’onore sarà l’imponente Albero di 11 metri a dare il benvenuto ai visitatori, mentre la Galleria accoglierà il corpo maggiore di opere, con una serie di sculture allestite in corrispondenza delle grandi finestre presenti in quell’ambiente, instaurando una relazione tra l’interno e l’esterno dello spazio, ma soprattutto creando un ritmo, come suggerisce il titolo dell’intero progetto espositivo, Anafora.
“È un vero onore poter ospitare a Palazzo Collicola un ciclo di opere così rappresentative della poetica di un artista del calibro di Giuseppe Penone. Il suo nome è sinonimo di “scultura” a livello internazionale e ritengo particolarmente appropriato che le sue opere trovino posto a Spoleto, città che proprio alla scultura ha legato il proprio nome, grazie alla presenza di artisti come Leoncillo Leonardi e alla mitologica mostra Sculture nella città, curata da Giovanni Carandente nel 1962, in occasione della quinta edizione del Festival dei Due Mondi. Altro aspetto che mi preme sottolineare è la collaborazione tra alcune delle realtà culturali più attive della città: il Festival dei Due Mondi, i Musei Civici di Spoleto e la Fondazione Carla Fendi si sono infatti unite per questo omaggio a Penone, che toccherà diversi luoghi del centro storico”. Saverio Verini
I quattro diversi interventi con cui Giuseppe Penone è presente al Festival dei Due Mondi vogliono rappresentare un omaggio a uno dei più importanti artisti contemporanei, mostrando il rigore e l’eclettismo della sua ricerca. Il programma espositivo verrà inaugurato in concomitanza con l’inizio del Festival e accompagnerà il pubblico per tutta la durata della rassegna e non solo: le mostre di Palazzo Collicola e della Manna d’Oro si estenderanno anche successivamente, abbracciando una varietà di linguaggi artistici e rivolgendosi a un pubblico ampio.
Nato a Garessio nel 1947, Giuseppe Penone vive e lavora a Torino. Alla fine degli anni Sessanta tiene le sue prime mostre al Deposito d’Arte Presente e alla Galleria Sperone a Torino. In quegli stessi anni si rivela tra i protagonisti dell’Arte Povera e partecipa a rassegne internazionali dedicate alle ricerche d’avanguardia.
Sin dai primi anni Settanta il lavoro di Penone è oggetto di importanti riconoscimenti che dall’Italia si estendono rapidamente all’Europa, agli Stati Uniti e al Giappone. Ha tenuto mostre personali presso numerose istituzioni italiane e straniere, tra cui: Stedelijk Museum, Amsterdam (1980); Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1984); Castello di Rivoli (1991); Toyota Municipal Museum of Art (1997); Centre Georges Pompidou Parigi (2004, 2022); Accademia di Francia a Roma - Villa Medici Roma (2008); MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna (2008); Château de Versailles (2013); Madison Square Park New York (2013); Nasher Sculpture Center, Dallas (2015); MART. Rovereto e Rijksmuseum, Amsterdam (2016); Palazzo della Civiltà Italiana, Roma (2017); Yorkshire Sculpture Park, Wakefield (2019); Galleria degli Uffizi, Firenze e Bibliothèque Nationale de France, Parigi (2021); Frick Collection, New York e Philadelphia Museum of Art (2022), Galleria Borghese, Roma (2023); Serpentine Galleries, Londra (2025); Gagosian, New York (2026). Penone ha rappresentato l'Italia alla 52a Biennale di Venezia nel 2007. È stato insignito del Præmium Imperiale nel 2014 e, dal 2022, è membro associato straniero (sezione scultura) dell’Académie des Beaux-Arts di Parigi.
Saverio Verini è curatore di progetti espositivi, festival, cicli di incontri legati all’arte e alla cultura contemporanea. Ha collaborato con istituzioni quali La Galleria Nazionale, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Accademia Nazionale di San Luca, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, MACRO, Quadriennale di Roma, Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, American Academy in Rome, Fondazione Memmo, Fondazione Ermanno Casoli, Civitella Ranieri Foundation, la fiera ArtVerona. Attualmente è direttore dei Musei Civici di Spoleto. Ha curato mostre e pubblicazioni monografiche di artisti di livello internazionale, tra cui William Kentridge e Chiara Camoni. Collabora con la rivista Artribune e scrive testi critici in occasione di mostre personali e collettive in musei, gallerie private e altri spazi espositivi. Nel 2018 ha pubblicato per PostmediaBooks la monografia Roberto Fassone. Quasi tutti i racconti; è inoltre autore de La stagione fatata, edito da Castelvecchi nel 2022, saggio sul rapporto tra infanzia e arte contemporanea italiana
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