Katsu Ishida. Meditation

Dal 03 Luglio 2015 al 31 Luglio 2015
Gubbio | Perugia
Luogo: Museo Diocesano
Indirizzo: via Federico da Montefeltro
Curatori: Matilde Orsini, Arnaldo Pauselli
Telefono per informazioni: +39 075 9220904
E-Mail info: info@museogubbio.it
Sito ufficiale: http://www.museogubbio.it
L’associazione culturale Nautartis ed il Polo Museale Diocesano di Gubbio ospitano nel mese di luglio la mostra dell’artista giapponese Katsu Ishida. La retrospettiva del maestro nipponico dal titolo Meditation sarà presentata sabato 11 luglio alle ore 16.00, ma aperta al pubblico già a partire da venerdì 3, presso il Museo Diocesano di Gubbio, alla presenza dei curatori Matilde Orsini ed Arnaldo Pauselli. Artista poliedrico ed eclettico, capace di lavorare con rara disinvoltura e maestria con materiali molto diversi tra di loro, come il legno, la carta e la tela, attraverso il progetto artistico Meditation, trasporta il Giappone in Occidente, illuminando gli spazi del Palazzo dei Canonici con le sue pergamene davvero uniche. Katsu Ishida è il rappresentante della nouvelle vogue del Nipponism, egli usa una carta che produce personalmente da circa 20 anni. E’ abituato a lavorare nella più profonda intimità, infatti è solito ritirarsi nella sua casa-studio sulle montagne dell'Himalaya. Dipinge principalmente con gli strumenti tipici della tradizione giapponese, inchiostro e tecniche miste ed ha sviluppato un suo stile inconfondibile. Insignito di numerosi premi a livello internazionale, lavora anche con la fotografia, altro mezzo di espressione a lui particolarmente congeniale. Le sue creazioni sono opere ibride tipiche di uno stile Nippon e di una sperimentazione che passa attraverso forme, racconti e materiali diversi. La stessa carta fotografica è prodotta con un suo procedimento segreto direttamente dall’artista. Katsu Ishida interviene poi sulle fotografie con pennello e l'inchiostro, elaborando forme e piccoli disegni a completamento dei propri lavori. “Una visione del mondo che ancora prima di essere estetica è simbolica”, spiega Catia Monacelli, Responsabile di area del Museo Diocesano, “alla base del suo lavoro una matrice narrativa che racconta della sua civiltà, tra memoria e visione di un universo fatto di archetipi e simbologie oniriche. Emergono dai fondi bianchi o neri labirinti di immagini che con un ritmo denso tracciano, appena accennati, volti, corpi e figure totemiche. La forza del segno e la capacità d’imprimere un ritmo quasi frenetico alla narrazione, trasportano lo spettatore dentro un viaggio sospeso tra realtà e fantasia: una sorta di vortice dal quale ci si sente inevitabilmente risucchiati”.
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