In Visita - Carol Rama

© Patrimonio artistico Intesa Sanpaolo | Carol Rama, Composizione 71, 1955. Collezioni Gallerie d'Italia - Intesa Sanpaolo I Ph. Paolo Vandrasch

 

Dal 3 Ottobre 2026 al 14 Febbraio 2027

Luogo: Palazzo de’ Rossi

Indirizzo: Via de’ Rossi 26

Curatori: Monica Preti, Annamaria Iacuzzi

E-Mail info: info@pistoiamusei.it

Sito ufficiale: http://www.pistoiamusei.it


Dal 3 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027, a Palazzo de’ Rossi di Pistoia torna In Visita, il progetto di Fondazione Pistoia Musei che propone approfondimenti dedicati ad autrici e autori di riferimento del secolo scorso e di quello attuale, attraverso l’esposizione temporanea di una o più opere all’interno delle Collezioni del Novecento, percorso stabile dedicato agli artisti attivi a Pistoia nel corso del secolo.

Dopo l’appuntamento su Giacomo Balla, la quinta edizione di In Visita è dedicata a Carol Rama (Torino, 1918-2015), artista tra le più indipendenti e provocatorie del Novecento, riconosciuta a livello internazionale, per la sua ricerca autonoma e radicale su temi quali il corpo, il desiderio, la malattia e l’identità, anticipando molte delle questioni centrali dell’arte contemporanea.

Il progetto, curato da Monica Preti, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei, e Annamaria Iacuzzi, conservatrice delle collezioni del Novecento, con la collaborazione dell’Archivio Carol Rama, presenta sette opere dell’artista torinese, provenienti dalle Collezioni Gallerie d’Italia - Intesa Sanpaolo e da una collezione privata. Si tratta di una serie di dipinti rappresentativi dell’evoluzione creativa di Carol Rama, realizzati tra l’inizio degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Settanta. Opere che consentono un approfondimento su fasi meno note del percorso dell’artista: dal periodo di adesione all’astrazione con il Movimento Arte Concreta (MAC) degli anni Cinquanta, allo sviluppo di una originale poetica informale con i “Bricolages” dove associa alla macchia oggetti di scarto carichi di vissuto nei Sessanta; dalle sperimentazioni con le camere d’aria di bicicletta nelle “Gomme” della serie Luoghi e segno, ai lavori con filo cucito su stoffa dei ‘diagrammi’ nei primi anni Settanta.

In Visita
è un progetto di Fondazione Pistoia Musei, realizzato con il supporto di Fondazione Caript, con la partnership di Intesa Sanpaolo e il sostegno delle aziende della Corporate Membership di Pistoia Musei.
Accompagna l’iniziativa un volume edito da Gli Ori-Pistoia con interventi Monica Preti e Annamaria Iacuzzi e un pregevole contributo critico di Maria Grazia Messina.

Carol Rama
(Olga Carolina Rama, Torino 1918–2015)
Carol Rama è stata un’artista centrale e autonoma nel panorama dell’arte italiana del Novecento. Attiva sin dagli anni Trenta, si forma in modo indipendente, sviluppando fin dagli esordi un linguaggio personale che si confronta apertamente con temi e immagini considerate marginali o perturbanti, spesso accolte con diffidenza dalla critica e dalle istituzioni.
Nel corso degli anni Cinquanta entra in relazione con l’ambiente torinese del Movimento Arte Concreta, avviando una fase di sperimentazione non figurativa che segna una svolta decisiva nel suo percorso. A partire dagli anni Sessanta, la sua pratica si orienta verso soluzioni sempre più libere e materiali, attraverso l’impiego di supporti e tecniche eterogenee, che danno forma a opere in cui superficie, segno e materia assumono un ruolo centrale.
Dagli anni Settanta, Carol Rama amplia ulteriormente il proprio vocabolario espressivo, realizzando lavori di carattere tridimensionale caratterizzati dall’uso di elementi non convenzionali, che contribuiscono a consolidare l’immagine di un’artista refrattaria a classificazioni e appartenenze stilistiche. A partire dagli anni Ottanta, anche grazie all’attenzione critica di Lea Vergine, la sua opera viene progressivamente riscoperta e inserita in una più ampia rilettura della storia dell’arte del Novecento.
Nel 2003 le viene conferito il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia. Oggi il lavoro di Carol Rama è riconosciuto a livello internazionale per la capacità di anticipare, con assoluta indipendenza, alcuni dei nodi più complessi della contemporaneità artistica.
 

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