I programmi dal 18 al 23 agosto
La settimana dell’arte in tv, dal Rinascimento a Rauschenberg
Fondazione Palazzo Te |
Giulio Romano e allievi, Volta della Camera dei Giganti, 1530-1534, affresco. Mantova, Palazzo Te I Ph. Gianmaria Pontiroli
Francesca Grego
18/08/2026
I prodigi di Castel del Monte in onda su Rai Storia
Prosegue il viaggio attraverso lo Stivale del programma Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco. Questa settimana è la volta di Castel del Monte, la celebre fortezza voluta da Federico II nella Puglia settentrionale. Giovedì 20 agosto alle 20.05 su Rai Storia scopriremo i segreti di un monumento ancora misterioso, che ha sempre incuriosito specialisti e profani per i suoi simboli e le corrispondenze tra matematica, arte e astronomia. Costruito nel 1240 su un’altura che domina il territorio di Andria, Castel del Monte è considerato un capolavoro dell’architettura militare medievale e riflette la cultura composita e cosmopolita di Federico, che amava soggiornarvi per dedicarsi alle sue amate battute di caccia. Tra le peculiarità del castello c’è il ricorrere del numero otto, dal valore fortemente simbolico, nell’architettura. La perfezione e l’armonia delle forme sono il risultato della fusione di influenze del Nord Europa, del mondo arabo e dell’antichità classica coltivate alla corte del sovrano svevo, che per coltivare le sue passioni - matematica, poesia, filosofia, astronomia - si circondò di eruditi greci, italici, musulmani ed ebrei.

Castel del Monte | Foto: canadastock
Dagli Impressionisti a Van Gogh: una stagione rivoluzionaria va in scena su Sky Arte
Un tuffo in uno dei momenti decisivi della storia dell’arte, per conoscere da vicino i suoi rivoluzionari protagonisti: è la proposta di Sky Arte per la serata di giovedì 20 agosto, con due documentari in onda a partire dalle 21.15 (repliche venerdì 21 dalle 13.10). Il primo è L’alba dell’Impressionismo: Parigi 1874, girato dalla regista Ali Ray in occasione della grande mostra che nel 2024 ha celebrato i 150 anni dalla nascita del movimento al Musée d’Orsay. In scena ben 130 capolavori che hanno cambiato per sempre il modo di pensare la pittura: un’avventura da ripercorrere attraverso le voci dei maestri della luce, da Claude Monet a Edgar Degas e Pierre-Auguste Renoir.
Alle 22.50, invece, il docufilm di David Bickerstaff Van Gogh: Poeti e Amanti ci condurrà nelle sale della National Gallery di Londra per l’esposizione evento dedicata al maestro olandese tra il 2024 e il 2025. Dipinti iconici come la Notte stellata sul Rodano e i Girasoli saranno l’occasione per approfondire i temi della ricerca artistica di Van Gogh, dalle innovative scelte stilistiche e cromatiche al rapporto con la natura, la poesia, l'amore. Il documentario dedica poi ampio spazio all’ultimo scorcio di vita del pittore, gli anni drammatici ma estremamente fecondi trascorsi in Provenza, all’origine di una lunga serie di capolavori, dalla Stanza gialla alla Sedia di Van Gogh.

Edouard Manet (1832-1883), Le Chemin de fer, 1873. Huile sur toile, 93,3 × 111,5 cm. Washington, National Gallery of Art © Photo courtesy of National Gallery of Art, Washington
Giulio Romano a Palazzo Te, un’avventura da rivivere sullo schermo
Splendida dimora rinascimentale alle porte di Mantova, Palazzo Te ha da poco compiuto 500 anni. Venerdì 21 agosto alle 15.10 su Rai Storia, il programma Italia: Viaggio nella bellezza ci invita a una visita esclusiva nel documentario La stravagante maniera. Palazzo Te e il genio di Giulio Romano, di Emanuele Colarossi con la regia di Antonio Carbone.
Luogo di delizie voluto da Federico II Gonzaga, Palazzo Te è un’opera d’arte totale dove la fantasia di Giulio Romano si esprime a 360 gradi, affascinando viaggiatori e appassionati d’arte di ogni epoca con la sua originalità e potenza espressiva. Allievo prediletto ed erede di Raffaello, nella Mantova dei Gonzaga Giulio Romano fu architetto, pittore, urbanista, impresario e prefetto delle fabbriche cittadine. La sua visione, ispirata a Roma antica, trasformò profondamente l’immagine della città. Dopo Palazzo Te, il suo genio si sprigiona in altri luoghi simbolici, dentro e fuori dalle mura cittadine: dai magnifici interventi a Palazzo Ducale alle ristrutturazioni del Duomo di Mantova e dell’Abbazia di San Benedetto in Polirone. In poco più di vent’anni, il maestro manierista ha ridisegnato il volto della città, lasciando un’impronta che ancora oggi stupisce.

Andy Warhol e Robert Rauschenberg al Museo Pergamon 1983 | © Christopher Makos, 1983, christophermakos.com
Art Night racconta Robert Rauschenberg
Torna su Rai 5 il docufilm Rauschenberg. Tutto è arte (titolo originale Robert Rauschenberg: All is Art) di Susanne Brand, che nel 2025 ha salutato il centenario dell’artista statunitense: l’appuntamento è per sabato 22 agosto alle 13 nell’ambito del programma Art Night. Testimonianze di curatori e storici dell’arte, accanto a rari materiali d’archivio, esplorano la duratura eredità di un artista profetico e versatile, che ha spaziato tra pittura, scultura e performance art. Il film ricostruisce come Rauschenberg abbia infranto il confine tra arte “alta” e cultura popolare, trasformato l’Espressionismo Astratto e anticipato l’avvento della Pop Art, convinto del legame inestricabile tra arte e vita quotidiana. Restituendo la biografia e la creatività di Rauschenberg - primo statunitense premiato alla Biennale di Venezia, nel 1964 - e illustrando il contesto storico in cui operò, il film getta nuova luce sulla forza trasformativa interna al canone artistico americano.
Prosegue il viaggio attraverso lo Stivale del programma Siti italiani del Patrimonio Mondiale Unesco. Questa settimana è la volta di Castel del Monte, la celebre fortezza voluta da Federico II nella Puglia settentrionale. Giovedì 20 agosto alle 20.05 su Rai Storia scopriremo i segreti di un monumento ancora misterioso, che ha sempre incuriosito specialisti e profani per i suoi simboli e le corrispondenze tra matematica, arte e astronomia. Costruito nel 1240 su un’altura che domina il territorio di Andria, Castel del Monte è considerato un capolavoro dell’architettura militare medievale e riflette la cultura composita e cosmopolita di Federico, che amava soggiornarvi per dedicarsi alle sue amate battute di caccia. Tra le peculiarità del castello c’è il ricorrere del numero otto, dal valore fortemente simbolico, nell’architettura. La perfezione e l’armonia delle forme sono il risultato della fusione di influenze del Nord Europa, del mondo arabo e dell’antichità classica coltivate alla corte del sovrano svevo, che per coltivare le sue passioni - matematica, poesia, filosofia, astronomia - si circondò di eruditi greci, italici, musulmani ed ebrei.

Castel del Monte | Foto: canadastock
Dagli Impressionisti a Van Gogh: una stagione rivoluzionaria va in scena su Sky Arte
Un tuffo in uno dei momenti decisivi della storia dell’arte, per conoscere da vicino i suoi rivoluzionari protagonisti: è la proposta di Sky Arte per la serata di giovedì 20 agosto, con due documentari in onda a partire dalle 21.15 (repliche venerdì 21 dalle 13.10). Il primo è L’alba dell’Impressionismo: Parigi 1874, girato dalla regista Ali Ray in occasione della grande mostra che nel 2024 ha celebrato i 150 anni dalla nascita del movimento al Musée d’Orsay. In scena ben 130 capolavori che hanno cambiato per sempre il modo di pensare la pittura: un’avventura da ripercorrere attraverso le voci dei maestri della luce, da Claude Monet a Edgar Degas e Pierre-Auguste Renoir.
Alle 22.50, invece, il docufilm di David Bickerstaff Van Gogh: Poeti e Amanti ci condurrà nelle sale della National Gallery di Londra per l’esposizione evento dedicata al maestro olandese tra il 2024 e il 2025. Dipinti iconici come la Notte stellata sul Rodano e i Girasoli saranno l’occasione per approfondire i temi della ricerca artistica di Van Gogh, dalle innovative scelte stilistiche e cromatiche al rapporto con la natura, la poesia, l'amore. Il documentario dedica poi ampio spazio all’ultimo scorcio di vita del pittore, gli anni drammatici ma estremamente fecondi trascorsi in Provenza, all’origine di una lunga serie di capolavori, dalla Stanza gialla alla Sedia di Van Gogh.

Edouard Manet (1832-1883), Le Chemin de fer, 1873. Huile sur toile, 93,3 × 111,5 cm. Washington, National Gallery of Art © Photo courtesy of National Gallery of Art, Washington
Giulio Romano a Palazzo Te, un’avventura da rivivere sullo schermo
Splendida dimora rinascimentale alle porte di Mantova, Palazzo Te ha da poco compiuto 500 anni. Venerdì 21 agosto alle 15.10 su Rai Storia, il programma Italia: Viaggio nella bellezza ci invita a una visita esclusiva nel documentario La stravagante maniera. Palazzo Te e il genio di Giulio Romano, di Emanuele Colarossi con la regia di Antonio Carbone.
Luogo di delizie voluto da Federico II Gonzaga, Palazzo Te è un’opera d’arte totale dove la fantasia di Giulio Romano si esprime a 360 gradi, affascinando viaggiatori e appassionati d’arte di ogni epoca con la sua originalità e potenza espressiva. Allievo prediletto ed erede di Raffaello, nella Mantova dei Gonzaga Giulio Romano fu architetto, pittore, urbanista, impresario e prefetto delle fabbriche cittadine. La sua visione, ispirata a Roma antica, trasformò profondamente l’immagine della città. Dopo Palazzo Te, il suo genio si sprigiona in altri luoghi simbolici, dentro e fuori dalle mura cittadine: dai magnifici interventi a Palazzo Ducale alle ristrutturazioni del Duomo di Mantova e dell’Abbazia di San Benedetto in Polirone. In poco più di vent’anni, il maestro manierista ha ridisegnato il volto della città, lasciando un’impronta che ancora oggi stupisce.

Andy Warhol e Robert Rauschenberg al Museo Pergamon 1983 | © Christopher Makos, 1983, christophermakos.com
Art Night racconta Robert Rauschenberg
Torna su Rai 5 il docufilm Rauschenberg. Tutto è arte (titolo originale Robert Rauschenberg: All is Art) di Susanne Brand, che nel 2025 ha salutato il centenario dell’artista statunitense: l’appuntamento è per sabato 22 agosto alle 13 nell’ambito del programma Art Night. Testimonianze di curatori e storici dell’arte, accanto a rari materiali d’archivio, esplorano la duratura eredità di un artista profetico e versatile, che ha spaziato tra pittura, scultura e performance art. Il film ricostruisce come Rauschenberg abbia infranto il confine tra arte “alta” e cultura popolare, trasformato l’Espressionismo Astratto e anticipato l’avvento della Pop Art, convinto del legame inestricabile tra arte e vita quotidiana. Restituendo la biografia e la creatività di Rauschenberg - primo statunitense premiato alla Biennale di Venezia, nel 1964 - e illustrando il contesto storico in cui operò, il film getta nuova luce sulla forza trasformativa interna al canone artistico americano.
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