Dal 17 novembre una “mostra monumentale”

Marina Abramović festeggia i suoi 80 anni alla GNAMC

Marina Abramović, Transforming Energy © Marina Abramović
 

Francesca Grego

18/09/2026

Roma - Inaugurerà il 17 novembre alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea la retrospettiva che celebrerà gli ottant’anni di Marina Abramović, nata a Belgrado il 30 novembre 1946. Una “mostra monumentale”, la definiscono al museo romano, che riunirà le opere iconiche legate a ogni fase della carriera dell’artista, ricostruendone il percorso nel panorama dell’arte contemporanea internazionale. 
Un posto di primo piano sarà riservato al progetto Transforming Energy, presentato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia in occasione della 61° Biennale d’Arte, che a Roma vedremo in versione ampliata. Torneranno dunque in azione i Transitory Objects che, come ha spiegato la stessa artista, non sono sculture ma oggetti esoterici realizzati con minerali come il quarzo, l’ametista o l’agata: elementi attraverso cui Abramović indaga il potere occulto dei cristalli e l’energia che sono in grado di trasmettere. Il pubblico è invitato a interagire con le opere attraverso gesti essenziali e quotidiani – sdraiarsi, sedersi o stare in piedi sulle opere – in un’esperienza resa ancora più coinvolgente dall’uso di cuffie che isolano dai suoni esterni favorendo una dimensione contemplativa. 

Sviluppata nell’arco di oltre tre decenni, la serie Transitory Objects sposta la ricerca dell’artista sul corpo verso un’altra dimensione temporale: quella del tempo geologico dei minerali e della Terra stessa.L’interesse di Abramović per i cristalli e per il loro rapporto con l’energia e il corpo umano risale infatti al suo viaggio lungo la Grande Muraglia Cinese nel 1988. Qui l’artista entra in contatto con alcuni aspetti della medicina tradizionale cinese che avrebbero in seguito influenzato lo sviluppo dei Transitory Objects. Nei decenni successivi, queste opere sono diventate una componente significativa della sua ricerca, mettendo in relazione il corpo umano con materiali preziosi formatisi nelle diverse ere geologiche.

“Sono molto felice di presentare i nuovi Transitory Objects insieme alle opere storiche che hanno definito la mia carriera. Queste opere appartengono a momenti molto diversi della mia pratica e riunirle permette al pubblico di vedere come le idee alla base del mio lavoro si siano sviluppate nel corso del tempo”, ha detto l’artista presentando il progetto. 
Alla GNAMC avremo perciò occasione di rivedere lavori storici come Imponderabilia (1977), The Artist is Present (2010) o Balkan Baroque, con cui Abramović vinse il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1997, restituendo la memoria del recente conflitto dei Balcani in tutta la sua crudezza.  

“La mostra porta il lavoro di Marina Abramović alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea in una forma ampliata e articolata, rendendo un meritato omaggio all’artista in occasione dei suoi 80 anni”, afferma la direttrice della GNAMC Renata Cristina Mazzantini: “L’unione di lavori storici e recenti, il numero e la ricchezza delle opere esposte e del percorso espositivo che attraversa tutta la carriera di Abramović crea una mostra innovativa e dirompente nel contesto romano. Un viaggio imperdibile attraverso l’azione sovversiva della performance art, volto a emozionare profondamente il pubblico della Capitale”. 

Curata da Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum (MAM) di Shanghai, in stretta collaborazione con l’artista, e da Andrea Tarsia per la sezione storica, Marina Abramović: Historical Works and Transforming Energy sarà visitabile presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dal 19 novembre 2026 al 4 aprile 2027. 

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