Dal 18 settembre la mostra Marmora Romana
Racconti di marmo tra Roma e l’Oriente. Si amplia il percorso dell’Antiquarium Torlonia
Testa e busto del cosiddetto Alessandro. Installation view Marmora Romana, Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma. Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia
Francesca Grego
17/09/2026
Roma - È una storia di lussi, esotismi e riappropriazioni stratificate nei secoli quella che da domani, venerdì 18 settembre, andrà in scena nei nuovi ambienti dell’Antiquarium Torlonia a Villa Albani. Con la mostra Marmora Romana raddoppia il percorso espositivo attraverso una delle più preziose raccolte di sculture antica esistenti al mondo, inaugurato nel 2024 nelle scuderie della dimora settecentesca. Venti nuovi pezzi, di cui 15 restaurati di recente con il sostegno della Fondazione Bulgari, ampliano il colpo d’occhio offerto al pubblico gratuitamente sulla Collezione Torlonia, fino a qualche anno fa inaccessibile e circonfusa da un alone di mistero.
“Questo spazio consentirà al pubblico romano di avere uno scorcio permanente su quello che accade dietro le quinte del lavoro della Fondazione con la Collezione Torlonia”, ha affermato il presidente Alessandro Poma Murialdo: “Qui i visitatori potranno vedere i restauri che realizziamo e che magari poi raggrupperemo in piccole mostre con un tema curatoriale come Marmora Romana”.

Installation view Marmora Romana, Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma. Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia
Se nella grande mostra itinerante The Torlonia Marbles, che nel 2019 ha per la prima volta alzato il sipario sui tesori dei Principi di Roma Vecchia, dominava il candore, questa volta lo spettro cromatico si apre su un caleidoscopio di sfumature, per riportarci a una pagina intrigante del passato.
Siamo all’inizio del I secolo avanti Cristo quando l’austera Roma repubblicana comincia a cedere al fascino delle terre d’Oriente via via conquistate. Nelle dimore patrizie pavimenti, colonne e arredi in marmi colorati provenienti dalle regioni più remote imitano i fasti delle corti ellenistiche. Porfido, alabastro, graniti di ogni provenienza affluiscono nell’Urbe, mentre l’attività di estrazione, lavorazione e trasporto del marmo diventerà una delle voci principali dell’economia dell’Impero.
Nei secoli successivi i monumenti romani in abbandono forniranno materiali preziosi per la costruzione di chiese, edifici pubblici, ville e residenze private. Nell’arredo degli interni sculture ed elementi in marmi rari evocano i fasti del passato: busti moderni dalle tinte vistose, collocati su rocchi di colonne, esaltano il valore dei ritratti in marmo bianco.

Installation view Marmora Romana, Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma. Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia
La mostra Marmora romana rende omaggio allo studioso Raniero Gnoli (1930-2025) che in un saggio così intitolato ha ricostruito queste vicende. Nell’allestimento curato da Carlo Gasparri per l’Antiquarium Torlonia ne scopriamo le testimonianze, tra busti femminili e maschili, sculture, capitelli e arredi preziosi come la monumentale Tazza Medici, oggi ribattezzata Tazza Torlonia: un imponente cratere in breccia verde egiziana, databile all'età romana con piede cinquecentesco. La rarissima pietra con cui fu realizzata, estratta dalle cave dello Wadi Hammamat, in Egitto, e nota in greco come ectontalitis ("mille pietre") rappresentava uno dei materiali più preziosi e ricercati del mondo antico.
Ancora più interessante è la storia del cosiddetto Alessandro, proveniente dalla storica Collezione Giustiniani: una testa femminile, in realtà, oggi identificata con una sacerdotessa di Iside, o con la dea stessa, sulla scorta della tipica acconciatura. Fu scolpita in basanite, un fine marmo nero egiziano, per la cui estrazione era necessaria un’autorizzazione imperiale, cosa che fa pensare a una committenza di altissimo livello. La testa apparteneva probabilmente a una scultura di proporzioni maggiori del vero destinata a un santuario isiaco a Roma, forse l’Iseo del Campo Marzio.
In secoli recenti fu rivestita di elmo e corazza e le fu attribuita un’identità maschile: nell’inventario della Collezione Giustiniani del 1638 era presentata come Alessandro Magno, mentre nell’Ottocento fu identificata con Achille.
Installation view Marmora Romana, Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma. Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia
Leggi anche:
• Una piramide a Roma. Riapre il mausoleo di Caio Cestio
• Visita alla Collezione Torlonia. Cinque capolavori da non perdere
• Quando le statue erano a colori. Un viaggio nel tempo con le collezioni del MANN
“Questo spazio consentirà al pubblico romano di avere uno scorcio permanente su quello che accade dietro le quinte del lavoro della Fondazione con la Collezione Torlonia”, ha affermato il presidente Alessandro Poma Murialdo: “Qui i visitatori potranno vedere i restauri che realizziamo e che magari poi raggrupperemo in piccole mostre con un tema curatoriale come Marmora Romana”.

Installation view Marmora Romana, Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma. Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia
Se nella grande mostra itinerante The Torlonia Marbles, che nel 2019 ha per la prima volta alzato il sipario sui tesori dei Principi di Roma Vecchia, dominava il candore, questa volta lo spettro cromatico si apre su un caleidoscopio di sfumature, per riportarci a una pagina intrigante del passato.
Siamo all’inizio del I secolo avanti Cristo quando l’austera Roma repubblicana comincia a cedere al fascino delle terre d’Oriente via via conquistate. Nelle dimore patrizie pavimenti, colonne e arredi in marmi colorati provenienti dalle regioni più remote imitano i fasti delle corti ellenistiche. Porfido, alabastro, graniti di ogni provenienza affluiscono nell’Urbe, mentre l’attività di estrazione, lavorazione e trasporto del marmo diventerà una delle voci principali dell’economia dell’Impero.
Nei secoli successivi i monumenti romani in abbandono forniranno materiali preziosi per la costruzione di chiese, edifici pubblici, ville e residenze private. Nell’arredo degli interni sculture ed elementi in marmi rari evocano i fasti del passato: busti moderni dalle tinte vistose, collocati su rocchi di colonne, esaltano il valore dei ritratti in marmo bianco.

Installation view Marmora Romana, Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma. Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia
La mostra Marmora romana rende omaggio allo studioso Raniero Gnoli (1930-2025) che in un saggio così intitolato ha ricostruito queste vicende. Nell’allestimento curato da Carlo Gasparri per l’Antiquarium Torlonia ne scopriamo le testimonianze, tra busti femminili e maschili, sculture, capitelli e arredi preziosi come la monumentale Tazza Medici, oggi ribattezzata Tazza Torlonia: un imponente cratere in breccia verde egiziana, databile all'età romana con piede cinquecentesco. La rarissima pietra con cui fu realizzata, estratta dalle cave dello Wadi Hammamat, in Egitto, e nota in greco come ectontalitis ("mille pietre") rappresentava uno dei materiali più preziosi e ricercati del mondo antico.
Ancora più interessante è la storia del cosiddetto Alessandro, proveniente dalla storica Collezione Giustiniani: una testa femminile, in realtà, oggi identificata con una sacerdotessa di Iside, o con la dea stessa, sulla scorta della tipica acconciatura. Fu scolpita in basanite, un fine marmo nero egiziano, per la cui estrazione era necessaria un’autorizzazione imperiale, cosa che fa pensare a una committenza di altissimo livello. La testa apparteneva probabilmente a una scultura di proporzioni maggiori del vero destinata a un santuario isiaco a Roma, forse l’Iseo del Campo Marzio.
In secoli recenti fu rivestita di elmo e corazza e le fu attribuita un’identità maschile: nell’inventario della Collezione Giustiniani del 1638 era presentata come Alessandro Magno, mentre nell’Ottocento fu identificata con Achille.
Installation view Marmora Romana, Antiquarium di Villa Albani Torlonia, Roma. Foto Agostino Osio © Fondazione Torlonia
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