Attraversare il ricordo. Riflessioni sui nuovi linguaggi per la trasmissione della Memoria

Ariela Böhm, Che la memoria di ciò che è stato si fonda con la materia che ospita il nostro pensiero, elaborazione fotografica del monumento in ricordo dei cittadini ebrei deportati ed assassinati negli anni 1943-1945. 2004, 70x230x60 cm, bronzo, Cimitero di Bolzano

 

Dal 27 January 2026 al 27 February 2026

Roma

Luogo: Casa della Memoria e della Storia

Indirizzo: Via di San Francesco di Sales 5

Enti promotori:

  • Associazioni della Casa della Memoria e della Storia
  • FIAP Federazione Italiana Associazioni Partigiane con il Patrocinio dell'UCEI - Unione delle Comunità ebraiche Italiane e della Fondazione Museo della Shoah



Insieme all'artista partecipano
Fiorella Bassan, Filosofa, Sapienza Università di Roma
Dario Evola, Docente di Estetica Accademia Belle Arti Roma
Gadi Luzzatto Voghera, Direttore Fondazione CDEC
David Meghnagi, Università Roma Tre, Psicoanalista SPI, Editor in Chief Trauma and Memory
Coordina: Bianca Cimiotta Lami, vicePresidente FIAP Federazione Italiana Associazioni Partigiane



Il cuore della proposta che vogliamo presentare in occasione del Giorno della Memoria muove dalla riflessione dall’artista Ariela Böhm che partendo dalla propria storia familiare ha indagato la Shoah non solo come evento storico, ma come sistema di estrema pianificazione e controllo. Attraverso il simbolo della "fila", il progetto artistico immagina un percorso d'ingresso ai luoghi della memoria capace di far vivere al visitatore una breve e simbolica esperienza di discriminazione e ubbidienza a regole arbitrarie.
Il dialogo che vorremmo proporre esplora proprio questo: l'efficacia di una esperienza artistica come strumento di conoscenza e di pensiero, accanto alla imprescindibile conoscenza storica e documentale della Shoah.
L’arte ha un ruolo importante nella trasmissione della memoria perché usando un linguaggio evocativo risuona diversamente in ciascuno di noi arrivando in maniera diretta, non filtrata da strumenti cognitivi.

Durante l'incontro approfondiremo come l’immedesimazione possa generare una traccia indelebile nel vissuto delle persone, discutendo al contempo le implicazioni psicologiche ed etiche di un approccio così immersivo. È un invito a riflettere su nuove forme di partecipazione attiva che aiutino le generazioni future a comprendere la portata della sopraffazione vissuta dai deportati.

In Attraversare il ricordo Ariela Böhm interroga la propria memoria in maniera assolutamente personale, in quanto artista, donna ebrea della diaspora, nipote di nonni assassinati dai nazisti: voglio esprimere le emozioni, le riflessioni e le suggestioni che ho vissuto in questi anni attraverso le opere e i progetti che qui propongo. Sono opere che parlano di un vissuto personale, quindi necessariamente “di parte” e io credo che ascoltando e conoscendo i contributi personali si possa progredire nella costruzione dell’empatia che si dovrà sostituire alla contrapposizione violenta. Ben vengano dunque tutti i contributi personali che abbiano come scopo l’approfondimento della conoscenza tramite la condivisione della storia e delle storie delle persone e dei loro sentimenti, affinché la memoria storica aiuti ad aprire la strada del dialogo.
La memoria spesso è frammentata, conflittuale, concorrente, ma può essere anche una via per il dialogo, su cui costruire un futuro di reciproco riconoscimento.

Le opere di Ariela Böhm in mostra nelle sale espositive della Casa della Memoria sono quasi tutte successive al trauma del 7 ottobre. Esprimono la paura, come Nodi frattali, un groviglio di nodi sempre più grosso che incombe nel cielo, ma anche la speranza, nonostante tutto. Shalom ci mostra parole di pace che nascono dopo l’orrore, e Give peace a chance è un tentativo di ricucire la frattura. Frattura del 2025 esprime invece la distanza, la spaccatura, tra società e opinioni diverse, ma anche una frattura interiore. Senza parole vuole essere una constatazione o, se vogliamo, un monito. Si tratta dell’evoluzione dell’opera Che la memoria di ciò che è stato si fonda con la materia che ospita il nostro pensiero, dove i neuroni rappresentati nell’opera originale (1999 e 2004) non sono più fusi con le immagini che ricordano l’orrore ma stanno avvizzendo e se ne stanno distaccando, prospettando quindi un deprecabile oblio negli anni futuri. Oblio dovuto al passare del tempo, ma anche e soprattutto a scivolamenti semantici, slittamenti di significato, slegati dal loro preciso ancoraggio storico, che attualmente si fanno sempre più insistenti. Infine il video Attraversare il ricordo, che dà il titolo alla mostra, preceduto da una breve intervista con l’artista.

L’iniziativa verrà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook della FIAP: https://www.facebook.com/FIAPItalia

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