Cave of Tales by Alice Pasquini
Cave of Tales by Alice Pasquini, Casa dell’Architettura, Roma
Dal 18 Aprile 2013 al 30 Agosto 2013
Luogo: Casa dell’Architettura
Indirizzo: piazza Manfredo Fanti 47
Curatori: Giorgio de Finis
Telefono per informazioni: +39 06 97604598
E-Mail info: info@casadellarchitettura.it
Sito ufficiale: http://www.alicepasquini.com
Il prossimo 17 aprile alla Casa dell’Architettura di Roma inaugurerà “Cave of Tales”, la stanza d’artista realizzata dalla street artista e illustratrice Alice Pasquini per la -1 art gallery, che festeggia con questa mostra il suo primo anno di attività. A detta del suo ideatore, il fatto che si riesca ogni volta a trasformare il corridoio che conduce ai bagni (la -1 coincide con l’accesso ai servizi aperti al pubblico dell’edificio, n.d.r.) in una stanza delle meraviglie è la prova provata che l’arte può cambiare il mondo. L’intervento di AliCè, una grotta preistorica del Terzo Millennio, fa la sua comparsa nello spazio “underground” dell’ex Acquario Romano dopo il “Cabinet of Natural History” di Lucamaleonte, la “Chinese Room” di Diamond e la “Sancta Sanctoroom” di Mr. Klevra e Omino71.
Realizzata a partire da un fondo nero, quello utilizzato per coprire la irriverente fine del mondo pop rappresentata nella precedente wunderkemmer, la pittura di AliCè ci immerge (quasi calandoci in una boccia per pesci rossi) in una città notturna che è labirinto e racconto, di cui ci sfugge la trama come in un film già cominciato, e che solo al primo sguardo si può confondere col mondo di fuori. Un viaggio nel sottosuolo, un passaggio speleologico nelle profondità dell’inconscio, che appartiene all’artista, ma che in qualche modo il visitatore, come in un déjà vu, sembra riconoscere. Una stanza muta (i muri hanno orecchie, non bocche) ma dove si ha l’impressione che avvicinandosi alle pareti sia possibile ascoltare, magari sussurrate, le storie dei personaggi che in primo piano e sullo sfondo si affollano al di là del vetro di questo acquario rovesciato.
“Lavorare al piano sottostante l'acquario mi ha fatto subito pensare ad un’immersione – ci racconta Alice. Mi sono lasciata ispirare dalle volte per dipingere la notte ed ho immaginato una città sommersa nel dormiveglia. Il racconto scorre lungo le pareti. Il sonno non arriva, i pensieri si affollano nel blu della stanza, diventano ombre e restano ad aleggiare tutte intorno a me. La città prende forma nel buio, Il soffitto è trafitto da piccole stelle rare che ora girano vorticosamente.
Vorrei aggrapparmi ad una di esse e lasciarmi trasportare, ma continuano a sgusciar via come pesci. Un’automobile scivola sul bagnato e i riflessi svelano un viso nel silenzio. Sopra ad un tetto guardo al limite della città e al mio futuro. All'improvviso ho le vertigini”.
Alice Pasquini è nata nel 1980. Dopo essersi diplomata all’Accademia delle Belle arti di Roma ha vissuto per lunghi periodi in Inghilterra, Spagna - dove ha conseguito il MA in “Critical art studies” alla Universidad Computense di Madrid - e Francia. Presto decide di lasciare l’ambito accademico-istituzionale per fare della città lo scenario privilegiato per la sua arte, diventando una delle poche donne al mondo a praticare la street art. Nel corso della sua carriera, iniziata nei primi anni del 2000, ha realizzato più di mille opere pubbliche in decine di Paesi, tra i quali Marocco, Australia, Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Olanda, Russia oltre che, ovviamente, in Italia.
Ha firmato collaborazioni con Microsoft, Nike, Range Rover, Renault, Toyota, El Corte Ingles, Pitti Uomo, Gazzetta dello Sport e SKY. È stata testimonial per HTC e ha illustrato Vertigine una graphicnovel scritta da Melissa P. edita da Rizzoli.
Realizzata a partire da un fondo nero, quello utilizzato per coprire la irriverente fine del mondo pop rappresentata nella precedente wunderkemmer, la pittura di AliCè ci immerge (quasi calandoci in una boccia per pesci rossi) in una città notturna che è labirinto e racconto, di cui ci sfugge la trama come in un film già cominciato, e che solo al primo sguardo si può confondere col mondo di fuori. Un viaggio nel sottosuolo, un passaggio speleologico nelle profondità dell’inconscio, che appartiene all’artista, ma che in qualche modo il visitatore, come in un déjà vu, sembra riconoscere. Una stanza muta (i muri hanno orecchie, non bocche) ma dove si ha l’impressione che avvicinandosi alle pareti sia possibile ascoltare, magari sussurrate, le storie dei personaggi che in primo piano e sullo sfondo si affollano al di là del vetro di questo acquario rovesciato.
“Lavorare al piano sottostante l'acquario mi ha fatto subito pensare ad un’immersione – ci racconta Alice. Mi sono lasciata ispirare dalle volte per dipingere la notte ed ho immaginato una città sommersa nel dormiveglia. Il racconto scorre lungo le pareti. Il sonno non arriva, i pensieri si affollano nel blu della stanza, diventano ombre e restano ad aleggiare tutte intorno a me. La città prende forma nel buio, Il soffitto è trafitto da piccole stelle rare che ora girano vorticosamente.
Vorrei aggrapparmi ad una di esse e lasciarmi trasportare, ma continuano a sgusciar via come pesci. Un’automobile scivola sul bagnato e i riflessi svelano un viso nel silenzio. Sopra ad un tetto guardo al limite della città e al mio futuro. All'improvviso ho le vertigini”.
Alice Pasquini è nata nel 1980. Dopo essersi diplomata all’Accademia delle Belle arti di Roma ha vissuto per lunghi periodi in Inghilterra, Spagna - dove ha conseguito il MA in “Critical art studies” alla Universidad Computense di Madrid - e Francia. Presto decide di lasciare l’ambito accademico-istituzionale per fare della città lo scenario privilegiato per la sua arte, diventando una delle poche donne al mondo a praticare la street art. Nel corso della sua carriera, iniziata nei primi anni del 2000, ha realizzato più di mille opere pubbliche in decine di Paesi, tra i quali Marocco, Australia, Gran Bretagna, Francia, Norvegia, Olanda, Russia oltre che, ovviamente, in Italia.
Ha firmato collaborazioni con Microsoft, Nike, Range Rover, Renault, Toyota, El Corte Ingles, Pitti Uomo, Gazzetta dello Sport e SKY. È stata testimonial per HTC e ha illustrato Vertigine una graphicnovel scritta da Melissa P. edita da Rizzoli.
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