Gabriels and the Italian cute nymphet
Paolo Gabrielli. Gabriels and the Italian cute nymphet, Museo Pietro Canonica, Roma
Dal 9 Novembre 2012 al 6 Gennaio 2013
Luogo: Museo Pietro Canonica
Indirizzo: viale Pietro Canonica
Orari: 10-16
Curatori: Giancarlo Carpi
Enti promotori:
- Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale
- Sovraintendenza ai Beni Culturali
- con la collaborazione del Centro Italiano Studi e Indagini (C.I.S.I)
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 4; residenti € 4/ € 3
Telefono per informazioni: +39 06 0608
Sito ufficiale: http://www.museocanonica.it
Ideata dallo studioso di avanguardie storiche Giancarlo Carpi che ne è anche curatore, Gabriels and the Italian Cute Nymphet è la prima personale di un artista neo-pop italiano in una sede istituzionale romana. Paolo Gabrielli ha già esposto in varie gallerie americane (Tulsa, Los Angeles, Santa Monica, New York) ed è uno dei pochi scultori italiani di questa corrente.
L’esposizione avvicina le opere di Gabriels e quelle di Pietro Canonica in una sorta di montaggio critico, al cui centro è il nesso tra la Ninfa moderna (étant Dunny) dell’artista romano e La raffica di Canonica. I due artisti dialogano attraverso l’accostamento di immagini legate al pathos della Ninfa; alla sua progressiva caduta e degradazione nel mondo moderno e contemporaneo, fino all’attuale incarnazione nella merce: il giocattolo cute Ninfa moderna (étant Dunny). Gabriels reinterpreta secondo la tradizione culturale europea, con sottile ironia intellettuale, lo stereotipo della forma infantile enfatizzata (cuteness), sul quale sono fondate le principali correnti Neo-Pop: il Superflat giapponese (Murakami, Nara) e ilPop-Surrealism americano (Ryden, Schorr, Williams).
La rilettura dei temi classici della fine dell’arte, più o meno consapevolmente compiuta dalle estetiche Neo-Pop globalizzate, è dunque riportata alle sue radici simboliste e Art Nouveau. Passando attraverso la categoria estetica della cuteness, i “giocattoli per malinconici” di Gabriels mettono in scena singolari immagini dialettiche (nel senso di Benjamin): piccole illuminazioni rispetto al mondo di sogno dei feticci industriali, preziosi soprassalti, improvvisi risvegli di auratica ironia dall’interno della fantasmagoria della merce.
La mostra raccoglie tutta la produzione dell’artista, inclusi i gioielli.
Si tratta di sculture in bronzo lucidato a specchio, generalmente pezzi unici di dimensioni ridotte e di non comune virtuosismo tecnico, sia per quanto riguarda la finitura sia per quanto riguarda la progettazione. In alcuni casi le opere si possono scomporre in più di cento pezzi ad incastro, come modelli anatomici fantastici, o trasformare mediante complessi meccanismi, o suonare, grazie a carillon interni.
Gabriels and the Italian Cute Nymphet si collega ad un progetto più ampio per valorizzare l’identità autonoma delle espressioni Neo-Pop in Europa, sulla base di collaborazioni già definite con artisti finlandesi in rapporto con i maggiori esponenti del Neo-Pop nipponico. Esemplare in questo senso la partecipazione ufficiale all’inaugurazione della mostra di Katja Tukiainen – che ha recentemente organizzato un simposio su questi temi nel principale museo d’arte contemporanea finlandese (KIASMA) – e dell’ambasciatore di Finlandia.
L’esposizione avvicina le opere di Gabriels e quelle di Pietro Canonica in una sorta di montaggio critico, al cui centro è il nesso tra la Ninfa moderna (étant Dunny) dell’artista romano e La raffica di Canonica. I due artisti dialogano attraverso l’accostamento di immagini legate al pathos della Ninfa; alla sua progressiva caduta e degradazione nel mondo moderno e contemporaneo, fino all’attuale incarnazione nella merce: il giocattolo cute Ninfa moderna (étant Dunny). Gabriels reinterpreta secondo la tradizione culturale europea, con sottile ironia intellettuale, lo stereotipo della forma infantile enfatizzata (cuteness), sul quale sono fondate le principali correnti Neo-Pop: il Superflat giapponese (Murakami, Nara) e ilPop-Surrealism americano (Ryden, Schorr, Williams).
La rilettura dei temi classici della fine dell’arte, più o meno consapevolmente compiuta dalle estetiche Neo-Pop globalizzate, è dunque riportata alle sue radici simboliste e Art Nouveau. Passando attraverso la categoria estetica della cuteness, i “giocattoli per malinconici” di Gabriels mettono in scena singolari immagini dialettiche (nel senso di Benjamin): piccole illuminazioni rispetto al mondo di sogno dei feticci industriali, preziosi soprassalti, improvvisi risvegli di auratica ironia dall’interno della fantasmagoria della merce.
La mostra raccoglie tutta la produzione dell’artista, inclusi i gioielli.
Si tratta di sculture in bronzo lucidato a specchio, generalmente pezzi unici di dimensioni ridotte e di non comune virtuosismo tecnico, sia per quanto riguarda la finitura sia per quanto riguarda la progettazione. In alcuni casi le opere si possono scomporre in più di cento pezzi ad incastro, come modelli anatomici fantastici, o trasformare mediante complessi meccanismi, o suonare, grazie a carillon interni.
Gabriels and the Italian Cute Nymphet si collega ad un progetto più ampio per valorizzare l’identità autonoma delle espressioni Neo-Pop in Europa, sulla base di collaborazioni già definite con artisti finlandesi in rapporto con i maggiori esponenti del Neo-Pop nipponico. Esemplare in questo senso la partecipazione ufficiale all’inaugurazione della mostra di Katja Tukiainen – che ha recentemente organizzato un simposio su questi temi nel principale museo d’arte contemporanea finlandese (KIASMA) – e dell’ambasciatore di Finlandia.
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