Jeff Bark. Paradise Garage

Jeff Bark, Closed Set, Dalla serie CLOSED SET, In Paradise Garage Palazzo delle Esposizioni, Roma 2019 | Courtesy of Jeff Bark

 

Dal 07 Giugno 2019 al 28 Luglio 2019

Roma

Luogo: Palazzo delle Esposizioni

Indirizzo: Via Nazionale 194

Orari: Dom / Mar / Mer / Gio 10 - 20 Ven / Sab 10 - 22.30 | Lun chiuso

Curatori: Alessio de'Navasques

Enti promotori:

  • Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale e Azienda Speciale Palaexpo

Costo del biglietto: Intero 10 € | Ridotto 8 €

Telefono per informazioni: +39 06 3996 7500

Sito ufficiale: http://www.palazzoesposizioni.it


Comunicato Stampa:
Palazzo delle Esposizioni presenta dal 7 giugno al 28 luglio Jeff Bark - Paradise Garage, la prima personale in Italia del fotografo statunitense Jeff Bark che riunirà un corpus composto da più di cinquanta opere inedite, dedicate alla Città Eterna. La mostra è promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale eorganizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo.

La mostra, curata da Alessio de'Navasques, è pensata come un percorso che coinvolgerà il pubblico, trasportandolo nel mondo onirico ideato dal fotografo: ogni immagine è sapientemente costruita da Bark come fosse il frammento sospeso di una storia; nel suo garage nell'Upstate New York, è lui stesso a trasformare gli spazi e le pareti nude in scenari evocativi ed enigmatici in cui convivono riferimenti iconografici all'arte del passato e dettagli stranianti. I set ideati dal fotografo per la mostra a Palazzo delle Esposizioni - frutto di un processo di studio e di creazione artigianale - diventano paesaggi surreali, scene conviviali, ritratti monumentali che rievocano, in chiave contemporanea, lo spirito delle grandi quadrerie allestite per temi nei palazzi barocchi romani.
 FOTO – Paradise Garage, o del Viaggio in Italia di Jeff Bark
Interni domestici, nature morte, paesaggi naturalistici, wunderkammer assemblate sono alcuni dei soggetti ricorrenti, dove il falso diventa reale e la realtà assume forme ingannevoli, in un gioco di prospettive e ribaltamenti. I dettagli ingigantiti, le inaspettate proporzioni aprono nuove letture di oggetti e situazioni, mettendo in discussione convenzioni temporali e stilistiche.
Jeff Bark ha iniziato questo progetto oltre due anni fa: una breve visita nella capitale italiana ha innescato un singolare processo creativo di ricostruzione del Gran Tour nel Bel Paese, tra immaginario e reale. Il suo punto di vista restituisce poesia agli oggetti, in parte souvenir trovati nei flea market americani, che diventano il punto di partenza di grandiose composizioni e solenni ritratti: rappresentazioni simboliche e allegoriche della natura umana, concepite grazie ad un uso sapiente della luce e alla ricchezza dei dettagli,  che sono spesso elementi spiazzanti e inaspettati. Ogni immagine appare, quindi, come estrapolata da una misteriosa sequenza, di cui non si conosce l'inizio e l'epilogo.
L’autenticità e l’ambiguità, la bellezza sensuale, le luci e le ombre, sono le coordinate di un Viaggio in Italia privo di una precisa connotazione spaziale e cronologica, che evoca momenti artistici che vanno dal Rinascimento, al Barocco, ai film di Fellini e Visconti.

Il limite di uno spazio ridotto come quello del suo garage, ha stimolato Bark in questo approccio meticoloso e cinematografico, che rende il lavoro profondamente pittorico, mettendolo in relazione con tutta la storia dell'arte europea, italiana e fiamminga.
Nato nel 1963 in Minnesota, Jeff Bark vive e lavora a New York. Le sue fotografie sono presenti in famose collezioni statunitensi ed internazionali tra cui: il North Carolina Museum of Art, il Wilson Center of Photography, la Sir Elton John Collection e il 21 Century Museum.
Recentemente ha partecipato alla mostra collettiva No Fashion, Please! allestita alla Kunsthalle di Vienna, insieme a grandi fotografi come Phillip-Lorca di Corcia, Erwin Olaf, Hanna Putz, Viviane Sassen, Sophia Wallace e Bruce Weber. È conosciuto in tutto il mondo per i suoi iconici editoriali e copertine di riviste come Dazed & Confused, Another magazine, I-D, V Magazine, Pop Magazine Dust.

Le monumentali fotografie di Jeff Bark raccontano di un'esperienza umana collettiva alla maniera dei grandi maestri della storia come Jacques-Louis David, mentre attingono dalla tradizione della natura morta della pittura barocca italiana per esplorare le complesse sfumature della sua personalità.
Il fotografo americano è conosciuto per la sua estetica sensuale e per la padronanza tecnica, che eleva la pratica della fotografia di paesaggio ad un'arte singolare e unica. Le sue spettacolari rappresentazioni trasmettono una particolare atmosfera surreale e sospesa, unita alla sensazione di trovarsi in mezzo ad un racconto. Ogni elemento è meticolosamente scelto o creato da Bark, che costruisce articolate scenografie con le proprie mani, trasformando le nude pareti del suo studio in paesaggi onirici.

Il Palazzo delle Esposizioni vede nel lavoro di Jeff Bark l’espressione contemporanea del racconto di un viaggiatore. Il suo voler dare forma alla memoria, alle sue visioni, che si materializzano in immagini fotografiche che rimandano ad un romanticismo scientifico. Quello delle ricerche e dei diari di Goethe, del Grand Tour, del souvenir dell’artista che vuole spiegarci quello che ha visto e che, forse, noi non riusciamo a vedere. Questa natura, artistica e scientifica, lo colloca nella filosofia espositiva del nuovo corso di Palazzo delle Esposizioni” dichiara Clara Tosi Pamphili, vicepresidente dell’Azienda Speciale Palaexpo.

"Questa mostra si chiama Paradise Garage perché le foto sono state scattate tutte nel mio garage. Ho trasformato questo piccolo spazio in una scatola magica per raccontare la mia storia. È l'illusione la parte che preferisco di più, rendere temporaneamente possibile ogni universo: come fosse un film racchiuso in uno scatto, dove ogni immagine è traccia della mia presenza. In questo modo la mia fotografia è come scultura”, dichiara Jeff Bark, fotografo e artista della mostra Jeff Bark- Paradise Garage.

“La tensione verso la bellezza classica, il mito del Grand Tour hanno innescato un processo di catarsi attraverso un viaggio in Italia che non è mai successo. Il recupero della costruzione barocca dell'opera d'arte che simula un gesto, una finzione, una messa in scena, permette a Jeff Bark di raccontare le complessità del suo mondo interiore: la tartaruga, i fiori carnali, le ciliegie, la lumaca sono miti senza tempo. La decadenza e la rinascita, il ciclo della vita che ritorna, evocati da una quotidianità tutta americana”, dichiara Alessio de'Navasques, curatore della mostra Jeff Bark - Paradise Garage.

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