José Antonio Suárez Londoño. Dibujos y Grabados
José Antonio Suárez Londoño, ‘The Journal of Eugène Delacroix’, 1999, detail, ink, watercolor, gouache, pencil on paper, wooden frame, glass, 12 frames, 80 x 120 x 6 cm. each. Photo by: Miguel Suárez Londoño
Dal 16 June 2021 al 5 September 2021
Luogo: Galleria Continua
Indirizzo: Via Vittorio E. Orlando 3
Orari: da martedì a sabato 11-19 su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 3333870553
E-Mail info: roma@galleriacontinua.com
Sito ufficiale: http://www.galleriacontinua.com
Galleria Continua è lieta di presentare per la prima volta a Roma, dopo l’importante personale ospitata a San Gimignano, la mostra “Dibujos y Grabados” di José Antonio Suárez Londoño.
“Fare sempre lo stesso e farlo sempre diverso” questa è l’essenza del lavoro di ricerca dell’artista colombiano: un percorso intimo, rigoroso, metodico che utilizza fin dagli esordi mezzi tradizionali quali il disegno ad acquarello, a matita, a inchiostro e l’incisione.
Il disegno, elemento centrale della sua pratica artistica, è regolato da una disciplina che richiede concentrazione e si fa abile strumento conoscitivo del mondo. L’atto del disegnare viene svolto dall’artista nello spazio intimo di un taccuino, di un foglio A4 o supporti incontrati occasionalmente: frammenti di materiali che giacciono nel suo studio, come biglietti da visita, petali di fiori, matrici di biglietti e bustine da tè. La maniacalità onirica di Londoño, delicata ma caleidoscopica, consente all’osservatore di perdersi, con lo sguardo e non solo, nel suo straniante campionario di figure composto da ballerine, animali, foglie, figure surreali, elementi naturali, macchie, edifici, geometrie che posseggono una preziosità individuale e insieme acquistano senso nel loro moltiplicarsi e accumularsi.
È proprio la formazione in ambito biologico dell’artista e la sua ossessione infantile per il dizionario enciclopedico illustrato Larousse che dà origine a questo vasto repertorio di disegni a varie scale di dimensioni, in cui si mescolano riferimenti a scrittori, canzoni pop, illustrazioni, ritagli di carta e fotografie di testi classici. I suoi quaderni di appunti, sotto forma di diario visivo, portatore di un linguaggio iconografico in perenne elaborazione, traggono ispirazione da un ventaglio estremamente ampio di fonti letterarie e non solo: da Ovidio a Rimbaud, da Kafka a Pamuk, fino a Patti Smith e gli autori della Beat Generation, passando da Rembrandt, Delacroix, Degas e Klee.
“Dibujos y Grabados” è la prima personale che l’artista colombiano realizza nella capitale, presentando uno dei suoi lavori più complessi “The Journal of Eugene Delacroix”, una mostra che conta disegni e incisioni scelti dall’artista nell’arco di due decenni di lavoro.
L’opera è composta da 365 disegni, eseguiti quotidianamente tra il 1° gennaio il 31 dicembre 1991, e trae ispirazione dalla lettura de “The Journal of Eugene Delacroix” nell’edizione Phaidon, il diario di uno dei più grandi artisti della stagione romantica francese. Le dodici teche di vetro ospitate negli spazi della Galleria contengono studi su alcuni dei soggetti più cari al pittore d’Oltralpe e schizzi ispirati a momenti della sua vita. Attraverso questa serie di disegni numerati da 1 a 365, l’artista crea un calendario visivo, mese per mese, che riunisce piccole rappresentazioni, elementi ispirati alla letteratura, musica, cultura visiva ed esperienze quotidiane.
L’opera, sotto forma di annuario, rappresenta una pratica ossessiva che l’artista traduce in un diario poetico e visionario composto da immagini ed accompagnato, alle volte, da minuscole note scritte a mano. Un magico atlante visivo, dove attraverso un linguaggio iconografico in perenne elaborazione, figure più disparate si intrecciano tra di loro: piante, forme meccaniche, lettere, indici numerati.
La ricca produzione artistica di José Antonio Suárez Londoño può essere letta solo alla luce di questa vocazione alla completezza, al metodo, alla delicatezza e all’intimità della sua pratica, in perenne oscillazione tra immagine e testo.
José Antonio Suárez Londoño nasce nel 1955 a Medellín in Colombia, vive e lavora a Medellin. Conclusi gli studi di biologia presso la Universidad de Antioquia, dal 1978 al 1984 frequenta l’Ecole Supérieure des Arts Visuels di Ginevra. Tra le mostre internazionali più importanti ricordiamo: “The Yearbooks”, Drawing Center, New York, USA (2012) e “The Modern Myth: Drawing Mythologies in Modern Times”, MoMA, New York, USA (2010). Le sue opere sono in collezione al Banco de la República, Colombia, al Graphische Sammlung Albertina, Vienna, Austria, al Museum of Modern Art (MoMA), New York, USA e in numerose collezioni private in Germania, Brasile, Gran Bretagna, Stati Uniti e Colombia. Ha preso parte alla 24° e 32° Biennale di San Paolo in Brasile. In Italia ha esposto per la prima volta nel 2013 all’interno della 55° Biennale di Venezia.
“Fare sempre lo stesso e farlo sempre diverso” questa è l’essenza del lavoro di ricerca dell’artista colombiano: un percorso intimo, rigoroso, metodico che utilizza fin dagli esordi mezzi tradizionali quali il disegno ad acquarello, a matita, a inchiostro e l’incisione.
Il disegno, elemento centrale della sua pratica artistica, è regolato da una disciplina che richiede concentrazione e si fa abile strumento conoscitivo del mondo. L’atto del disegnare viene svolto dall’artista nello spazio intimo di un taccuino, di un foglio A4 o supporti incontrati occasionalmente: frammenti di materiali che giacciono nel suo studio, come biglietti da visita, petali di fiori, matrici di biglietti e bustine da tè. La maniacalità onirica di Londoño, delicata ma caleidoscopica, consente all’osservatore di perdersi, con lo sguardo e non solo, nel suo straniante campionario di figure composto da ballerine, animali, foglie, figure surreali, elementi naturali, macchie, edifici, geometrie che posseggono una preziosità individuale e insieme acquistano senso nel loro moltiplicarsi e accumularsi.
È proprio la formazione in ambito biologico dell’artista e la sua ossessione infantile per il dizionario enciclopedico illustrato Larousse che dà origine a questo vasto repertorio di disegni a varie scale di dimensioni, in cui si mescolano riferimenti a scrittori, canzoni pop, illustrazioni, ritagli di carta e fotografie di testi classici. I suoi quaderni di appunti, sotto forma di diario visivo, portatore di un linguaggio iconografico in perenne elaborazione, traggono ispirazione da un ventaglio estremamente ampio di fonti letterarie e non solo: da Ovidio a Rimbaud, da Kafka a Pamuk, fino a Patti Smith e gli autori della Beat Generation, passando da Rembrandt, Delacroix, Degas e Klee.
“Dibujos y Grabados” è la prima personale che l’artista colombiano realizza nella capitale, presentando uno dei suoi lavori più complessi “The Journal of Eugene Delacroix”, una mostra che conta disegni e incisioni scelti dall’artista nell’arco di due decenni di lavoro.
L’opera è composta da 365 disegni, eseguiti quotidianamente tra il 1° gennaio il 31 dicembre 1991, e trae ispirazione dalla lettura de “The Journal of Eugene Delacroix” nell’edizione Phaidon, il diario di uno dei più grandi artisti della stagione romantica francese. Le dodici teche di vetro ospitate negli spazi della Galleria contengono studi su alcuni dei soggetti più cari al pittore d’Oltralpe e schizzi ispirati a momenti della sua vita. Attraverso questa serie di disegni numerati da 1 a 365, l’artista crea un calendario visivo, mese per mese, che riunisce piccole rappresentazioni, elementi ispirati alla letteratura, musica, cultura visiva ed esperienze quotidiane.
L’opera, sotto forma di annuario, rappresenta una pratica ossessiva che l’artista traduce in un diario poetico e visionario composto da immagini ed accompagnato, alle volte, da minuscole note scritte a mano. Un magico atlante visivo, dove attraverso un linguaggio iconografico in perenne elaborazione, figure più disparate si intrecciano tra di loro: piante, forme meccaniche, lettere, indici numerati.
La ricca produzione artistica di José Antonio Suárez Londoño può essere letta solo alla luce di questa vocazione alla completezza, al metodo, alla delicatezza e all’intimità della sua pratica, in perenne oscillazione tra immagine e testo.
José Antonio Suárez Londoño nasce nel 1955 a Medellín in Colombia, vive e lavora a Medellin. Conclusi gli studi di biologia presso la Universidad de Antioquia, dal 1978 al 1984 frequenta l’Ecole Supérieure des Arts Visuels di Ginevra. Tra le mostre internazionali più importanti ricordiamo: “The Yearbooks”, Drawing Center, New York, USA (2012) e “The Modern Myth: Drawing Mythologies in Modern Times”, MoMA, New York, USA (2010). Le sue opere sono in collezione al Banco de la República, Colombia, al Graphische Sammlung Albertina, Vienna, Austria, al Museum of Modern Art (MoMA), New York, USA e in numerose collezioni private in Germania, Brasile, Gran Bretagna, Stati Uniti e Colombia. Ha preso parte alla 24° e 32° Biennale di San Paolo in Brasile. In Italia ha esposto per la prima volta nel 2013 all’interno della 55° Biennale di Venezia.
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