Lee Jeffries. Homeless
Lee Jeffries. Homeless, Museo di Roma in Trastevere
Dal 19 October 2013 al 12 January 2014
Roma
Luogo: Museo di Roma in Trastevere
Indirizzo: piazza S. Egidio 1B
Orari: da martedì a domenica 10-20
Curatori: Giovanni Cozzi
Enti promotori:
- Assessorato alla Cultura
- Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale
- LoolitArT
Costo del biglietto: intero € 7.50, ridotto € 6.50
Telefono per informazioni: +39 060608
E-Mail info: f.magri@zetema.it
Sito ufficiale: http://www.museodiromaintrastevere.it
I soggetti di Lee Jeffries, fotografo quarantunenne di Manchester, sono persone senza fissa dimora, emarginati, uomini e donne esclusi dall’attività sociale incontrati camminando per le strade dell’Europa e degli Stati Uniti. Il suo orientamento artistico muta con l’incontro casuale nelle vie di Londra di una ragazza senzatetto di cui ruba con il teleobiettivo una foto. Questo primo approccio gli insegna ad anteporre la conoscenza di ciascuno dei soggetti all’urgenza di fare loro un ritratto fotografico e, da allora, i suoi scatti diventano immagine delle sue convinzioni e della sua compassione per il mondo.
Lo straordinario lavoro di Lee Jeffries, Homeless, è presentato in prima mondiale al Museo di Roma in Trastevere dal 19 ottobre 2013al 12 gennaio 2014 dopo essere stato accessibile al pubblico solamente in rete, dove ha peraltro già ottenuto fama, riconoscimenti e premi. L’artista è fortemente legato alla particolare atmosfera di spiritualità e tolleranza della città di Roma, dove ha scattato molte delle immagini più significative della sua ricerca. La mostra fotografica è promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolinaai Beni Culturali e da LoolitArT ed è a cura di Giovanni Cozzi, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. La mostra fa parte del Circuito della XII edizione di Fotografia, Festival Internazionale di Roma.
In esposizione cinquanta scatti in bianco e nero, senza didascalie o date, come senza tempo è la sofferenzarivelata dai volti fotografati, il disagio diventato stile di vita. Immagini che Jeffries ha colto vagando per le vie di Londra, Parigi, Roma, New York, Miami, Los Angeles o Las Vegas, spesso ritraendo persone che quelle stesse strade hanno come dimora. Il suo stile si evidenzia nel trattamento della luce e dell’ombra, nella semplice inquadratura frontale, spesso con sfondi monocromatici scuri. Le persone che attraggono istintivamente lo sguardo di Jeffries sono uomini e donne emarginati, personaggi insoliti, outsider con storie personali drammatiche, prive delle apparenze del decoro sociale. La loro vita quotidiana come sopravvissuti è visibile sui loro volti.
Primo intento etico di queste immagini è secondo l’autore “urlare l’ingiustizia” con la semplice speranza di “scattare un fotogramma che abbia alla fine il potere di influenzare …. di rendere l’attenzione dello spettatore abbastanza forte per volere conoscere e fare di più”. E la luce di questi scatti, nelle parole del curatore della mostra Giovanni Cozzi, “è la stessa Luce che affiorava dai volti dei peccatori, dei santi, degli uomini e delle donne del popolo dipinti o scolpiti nel marmo ai piedi della Divinità, sia essa Cristo o Madonna, da Caravaggio, Leonardo, Michelangelo, Bernini, e nelle opere più grandi dell’arte rinascimentale e barocca europea. Più che di fotografia, è di Arte Sacra che si tratta. Ed è questo, ciò che resta della divina tragedia di Jeffries: il Sacro, il senso vero dell’essere Umano, troppo Umano, nella discesa agli Inferi e nella risalita al Cielo”.
Lo straordinario lavoro di Lee Jeffries, Homeless, è presentato in prima mondiale al Museo di Roma in Trastevere dal 19 ottobre 2013al 12 gennaio 2014 dopo essere stato accessibile al pubblico solamente in rete, dove ha peraltro già ottenuto fama, riconoscimenti e premi. L’artista è fortemente legato alla particolare atmosfera di spiritualità e tolleranza della città di Roma, dove ha scattato molte delle immagini più significative della sua ricerca. La mostra fotografica è promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolinaai Beni Culturali e da LoolitArT ed è a cura di Giovanni Cozzi, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. La mostra fa parte del Circuito della XII edizione di Fotografia, Festival Internazionale di Roma.
In esposizione cinquanta scatti in bianco e nero, senza didascalie o date, come senza tempo è la sofferenzarivelata dai volti fotografati, il disagio diventato stile di vita. Immagini che Jeffries ha colto vagando per le vie di Londra, Parigi, Roma, New York, Miami, Los Angeles o Las Vegas, spesso ritraendo persone che quelle stesse strade hanno come dimora. Il suo stile si evidenzia nel trattamento della luce e dell’ombra, nella semplice inquadratura frontale, spesso con sfondi monocromatici scuri. Le persone che attraggono istintivamente lo sguardo di Jeffries sono uomini e donne emarginati, personaggi insoliti, outsider con storie personali drammatiche, prive delle apparenze del decoro sociale. La loro vita quotidiana come sopravvissuti è visibile sui loro volti.
Primo intento etico di queste immagini è secondo l’autore “urlare l’ingiustizia” con la semplice speranza di “scattare un fotogramma che abbia alla fine il potere di influenzare …. di rendere l’attenzione dello spettatore abbastanza forte per volere conoscere e fare di più”. E la luce di questi scatti, nelle parole del curatore della mostra Giovanni Cozzi, “è la stessa Luce che affiorava dai volti dei peccatori, dei santi, degli uomini e delle donne del popolo dipinti o scolpiti nel marmo ai piedi della Divinità, sia essa Cristo o Madonna, da Caravaggio, Leonardo, Michelangelo, Bernini, e nelle opere più grandi dell’arte rinascimentale e barocca europea. Più che di fotografia, è di Arte Sacra che si tratta. Ed è questo, ciò che resta della divina tragedia di Jeffries: il Sacro, il senso vero dell’essere Umano, troppo Umano, nella discesa agli Inferi e nella risalita al Cielo”.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
-
Dal 21 November 2026 al 11 April 2027
Londra | The National Gallery
Van Eyck: The Portraits
-
Dal 18 February 2026 al 19 July 2026
Parigi | Musée du Luxembourg
Leonora Carrington
-
Dal 17 March 2026 al 23 July 2026
Milano | Thaddaeus Ropac Milano | Palazzo Belgioioso
Dialogues are mostly fried snowballs
-
Dal 20 March 2026 al 19 July 2026
Genova | Palazzo Ducale
Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra
-
Dal 15 April 2026 al 20 July 2026
Parigi | Musée du Louvre
Michelangelo Rodin. Corpi viventi
-
Dal 14 March 2026 al 19 July 2026
Ferrara | Palazzo dei Diamanti
Andy Warhol. Ladies and Gentlemen