Luoghi, figure, nature morte. Opere della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale
Luoghi, figure, nature morte. Opere della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale
Dal 19 Novembre 2011 al 30 Settembre 2012
Luogo: Galleria Comunale d'Arte Moderna
Indirizzo: via Francesco Crispi 24
Orari: da martedì a domenica 10-18
Curatori: Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani, Cinzia Virno
Enti promotori:
- Roma Capitale
- Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali
Costo del biglietto: intero € 5.50, ridotto € 4.50
Telefono per informazioni: +39 06 0608
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.galleriaartemodernaroma.it
La mostra arriva dopo il successo delle ultime iniziative romane volte a valorizzare le opere della collezione – in particolare la mostra "Percorsi del Novecento romano dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna", tenutasi nel Casino dei Principi di Villa Torlonia nel 2010, e "Poesia della natura. Acquerelli di Onorato Carlandi dalle collezioni della Galleria Comunale d’Arte Moderna", tenutasi al Museo di Roma nel 2011.
Articolate su tre temi - Figura, Veduta e visione di Roma e Natura Morta - accompagnati da un percorso trasversale attraverso la scultura, le opere esposte – circa 140 delle oltre 3.000 in collezione - offrono un quadro esaustivo della cultura a Roma dall’ultimo quarto dell’Ottocento fino al secondo dopoguerra. Un periodo che con la nascita di Roma Capitale vede importanti trasformazioni storiche e sociali e che vive, con la realtà delle due guerre mondiali, le importanti dinamiche culturali della prima metà del Novecento.
La sezione dedicata alla figura esordisce al primo piano con Alla fonte di Nino Costa, manifesto del simbolismo a Roma, proseguendo con i ritratti della Secessione e il classicismo degli anni Venti rappresentato dal grande dipinto Serenità di Felice Carena. Giunge quindi agli anni Trenta con opere come Giocatore di Ping-Pong di Giuseppe Capogrossi, Giovani in riva al mare di Franco Gentilini, Combattimento di gladiatori di Giorgio de Chirico e un prezioso nucleo di dipinti della Scuola Romana.
Al secondo piano la città di Roma si mostra nelle vedute della pittura ottocentesca, nell’adesione al Novecento di Francalancia e Trombadori arrivando alle interpretazioni visionarie del Sic Transit di Hirémy Hirschl e de Il Cardinal Decano di Scipione, uno dei pezzi più noti della collezione.
Al terzo piano, nella sezione sulla natura morta genere caro al Novecento, le dissoluzioni formali di Giorgio Morandi e il tonalismo romano di Cavalli e Capogrossi contraltano con le composizioni poetiche di Casorati dove fissità ed estraniamento degli oggetti suggeriscono nuove letture.
Il dialogo tra tradizione e modernità, nella scultura tra Otto e Novecento, è ben rappresentato infine dal Busto di Signora di Auguste Rodin e dal realismo di Vincenzo Gemito fino ai capolavori degli anni Trenta dove Il Pastore di Arturo Martini e la Bagnante di Marino Marini offrono immagini fortemente innovative, estranee alla retorica del regime.
A partire dal week-end di Pasqua è stato introdotta una importante novità che renderà ancora più piacevole la visita alla Galleria: il museo è stato dotato di un impianto di filodiffusione che trasmette quattro selezioni musicali differenti nelle diverse sezioni della mostra. Le musiche sono state scelte dal Maestro Luca Bernardini tra il repertorio musicale dell’epoca a cui appartengono le opere in mostra.
Articolate su tre temi - Figura, Veduta e visione di Roma e Natura Morta - accompagnati da un percorso trasversale attraverso la scultura, le opere esposte – circa 140 delle oltre 3.000 in collezione - offrono un quadro esaustivo della cultura a Roma dall’ultimo quarto dell’Ottocento fino al secondo dopoguerra. Un periodo che con la nascita di Roma Capitale vede importanti trasformazioni storiche e sociali e che vive, con la realtà delle due guerre mondiali, le importanti dinamiche culturali della prima metà del Novecento.
La sezione dedicata alla figura esordisce al primo piano con Alla fonte di Nino Costa, manifesto del simbolismo a Roma, proseguendo con i ritratti della Secessione e il classicismo degli anni Venti rappresentato dal grande dipinto Serenità di Felice Carena. Giunge quindi agli anni Trenta con opere come Giocatore di Ping-Pong di Giuseppe Capogrossi, Giovani in riva al mare di Franco Gentilini, Combattimento di gladiatori di Giorgio de Chirico e un prezioso nucleo di dipinti della Scuola Romana.
Al secondo piano la città di Roma si mostra nelle vedute della pittura ottocentesca, nell’adesione al Novecento di Francalancia e Trombadori arrivando alle interpretazioni visionarie del Sic Transit di Hirémy Hirschl e de Il Cardinal Decano di Scipione, uno dei pezzi più noti della collezione.
Al terzo piano, nella sezione sulla natura morta genere caro al Novecento, le dissoluzioni formali di Giorgio Morandi e il tonalismo romano di Cavalli e Capogrossi contraltano con le composizioni poetiche di Casorati dove fissità ed estraniamento degli oggetti suggeriscono nuove letture.
Il dialogo tra tradizione e modernità, nella scultura tra Otto e Novecento, è ben rappresentato infine dal Busto di Signora di Auguste Rodin e dal realismo di Vincenzo Gemito fino ai capolavori degli anni Trenta dove Il Pastore di Arturo Martini e la Bagnante di Marino Marini offrono immagini fortemente innovative, estranee alla retorica del regime.
A partire dal week-end di Pasqua è stato introdotta una importante novità che renderà ancora più piacevole la visita alla Galleria: il museo è stato dotato di un impianto di filodiffusione che trasmette quattro selezioni musicali differenti nelle diverse sezioni della mostra. Le musiche sono state scelte dal Maestro Luca Bernardini tra il repertorio musicale dell’epoca a cui appartengono le opere in mostra.
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