Marta Vezzoli. Confini d'identità
Marta Vezzoli. Confini d'identità, Massenzio Arte, Roma
Dal 3 Ottobre 2014 al 12 Ottobre 2014
Luogo: Massenzio Arte
Indirizzo: via del Commercio 12
Orari: da lunedì a sabato 17-19.30
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 83086162
E-Mail info: massenzioarte@massenzioarte.it
Sito ufficiale: http://www.massenzioarte.it
Marta Vezzoli (Bs), classe ’76, si racconta nella sua prima personale romana negli spazi della Massenzio Arte. La sua ricerca, da sempre focalizzata sul tempo nella sua dimensione più intima, si arricchisce in questa mostra attraverso l’analisi del suo rapporto ancestrale ed imprescindibile con l’elemento spazio.
I confini sono qui quanto mai metafisici, sono confini personali, confini mentali, confini indefiniti e potenzialmente infiniti. L’identità è profondamente legata al luogo e alle esperienze vissute in relazione ad esso. L’opera si azzera e si ricompone di volta in volta, assecondando il contesto in cui si inserisce, esattamente come fa l’uomo del nostro tempo, pronto ad annullare la propria lingua, i propri costumi, le proprie abitudini per entrare una dimensione nuova, una nuova patria e scoprire così la molteplicità del proprio essere.
Ne emerge un ‘io’ ricco di sfaccettature e di contrasti. Contrasti di luce e di materia: il ferro, con la sua storia millenaria, racconta di legami sempre nuovi, di forme mutevoli, di ombre nette, del tempo dell’azione; la garza, materiale tra i più elementari nella gamma delle stoffe, è insieme la ferita e la cura, la lacerazione e la mummificazione, l’azione meditata, il tempo della riflessione.
Specchi, scatole di legno, garze e ferro per raccontare un’esperienza vissuta, la storia di un trasferimento in terra straniera. La storia di tanti.
I confini sono qui quanto mai metafisici, sono confini personali, confini mentali, confini indefiniti e potenzialmente infiniti. L’identità è profondamente legata al luogo e alle esperienze vissute in relazione ad esso. L’opera si azzera e si ricompone di volta in volta, assecondando il contesto in cui si inserisce, esattamente come fa l’uomo del nostro tempo, pronto ad annullare la propria lingua, i propri costumi, le proprie abitudini per entrare una dimensione nuova, una nuova patria e scoprire così la molteplicità del proprio essere.
Ne emerge un ‘io’ ricco di sfaccettature e di contrasti. Contrasti di luce e di materia: il ferro, con la sua storia millenaria, racconta di legami sempre nuovi, di forme mutevoli, di ombre nette, del tempo dell’azione; la garza, materiale tra i più elementari nella gamma delle stoffe, è insieme la ferita e la cura, la lacerazione e la mummificazione, l’azione meditata, il tempo della riflessione.
Specchi, scatole di legno, garze e ferro per raccontare un’esperienza vissuta, la storia di un trasferimento in terra straniera. La storia di tanti.
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