NERONE
© Courtesy of Palazzo Massimo - Roma | Nerone, Palazzo Massimo - Roma
Nerone, Palazzo Massimo - Roma
Dal 12 Aprile 2011 al 18 Settembre 2011
Luogo: Area Archeologica Centrale
Indirizzo: Piazza del Colosseo
Orari: 8.30-17.30
Curatori: Maria Antonietta Tomei, Rossella Rea
Costo del biglietto: Intero €12,00; ridotto € 7,50
Telefono per prevendita: +39.06.39967700
Telefono per informazioni: +39 06 47 497 462
E-Mail info: press.electamusei@mondadori.it
Sito ufficiale: http://www.electaweb.it/mostre/
Dopo il successo della mostra su Vespasiano ‘Divus Vespasianus’, la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, in collaborazione con Electa, ha in programma per il 2011 l’esposizione sulla figura di un altro imperatore, Nerone.
La mostra, curata per questa Soprintendenza da Maria Antonietta Tomei e Rossella Rea, vede la partecipazione nel comitato scientifico di Heinz-Jürgen Beste, Fedora Filippi, Andrea Giardina, Henner von Hesberg, Anna Maria Moretti, Clementina Panella, Marisa Ranieri Panetta, Alessandro Viscogliosi, i quali hanno collaborato alla redazione del progetto espositivo.
La gallery delle immagini
La mostra si terrà dal 12 aprile al 18 settembre 2011 nell’area espositiva al II ordine del Colosseo, nella Curia Iulia e nel Tempio di Romolo al Foro romano, nel Criptoportico neroniano sul Palatino e comprenderà un percorso di visita nei luoghi neroniani dell’area archeologica centrale di Roma.
Con questa mostra sull’ultimo imperatore giulio-claudio, si intende rivisitare la figura di Nerone, fortemente penalizzata ai suoi tempi dalla propaganda dell’aristocrazia, e valorizzare le novità riguardanti due aspetti del regno: l’incendio, che distrusse buona parte della città nel 64 d.C., e la conseguente politica di ricostruzione avviata dall’imperatore a Roma dal 64 al 68 d.C. L’esposizione si svolgerà nell’area archeologica centrale di Roma, in più spazi antichi, creando così un rapporto diretto con i luoghi in cui lo stesso Nerone visse e intervenne sia prima sia dopo l’incendio. Lo scopo è offrire una nuova lettura dell’ambiziosa attività edilizia dell’imperatore, illustrata anche dalle recenti scoperte condotte negli edifici neroniani nell’area del Palatino e dalla presentazione al grande pubblico degli importanti scavi della valle del Colosseo che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l’incendio. La mostra sarà accompagnata da un esame più ampio della figura di Nerone, attraverso i suoi rapporti familiari, la propaganda del tempo e la fortuna che ha reso così “famigerato” il nome dell’imperatore fino a oggi. Sono quindi previste una sezione sull’immagine antica e moderna di Nerone, una sezione sui ritratti dei suoi familiari e in particolare di Claudio, della madre Agrippina e delle mogli dell’imperatore, un’altra sulla propaganda neroniana, che vide l’assimilazione dell’imperatore al Sole e la sua celebrazione come auriga e come vincitore dei Parti. Sarà il Colosseo a ospitare la ricostruzione dell’incendio, che è fondata sui materiali rinvenuti negli scavi recenti. Essi hanno permesso di riconoscere la situazione della valle del Colosseo il giorno prima dell’incendio, il giorno stesso della catastrofe (il 18 luglio del 64 d.C.) e poi l’inizio della ricostruzione dell’area. In questa sezione saranno esaminati anche i grandiosi programmi edilizi dell’imperatore e la decorazione architettonica del suo tempo, con un inedito tour virtuale della Domus Aurea.
La mostra, curata per questa Soprintendenza da Maria Antonietta Tomei e Rossella Rea, vede la partecipazione nel comitato scientifico di Heinz-Jürgen Beste, Fedora Filippi, Andrea Giardina, Henner von Hesberg, Anna Maria Moretti, Clementina Panella, Marisa Ranieri Panetta, Alessandro Viscogliosi, i quali hanno collaborato alla redazione del progetto espositivo.
La gallery delle immagini
La mostra si terrà dal 12 aprile al 18 settembre 2011 nell’area espositiva al II ordine del Colosseo, nella Curia Iulia e nel Tempio di Romolo al Foro romano, nel Criptoportico neroniano sul Palatino e comprenderà un percorso di visita nei luoghi neroniani dell’area archeologica centrale di Roma.
Con questa mostra sull’ultimo imperatore giulio-claudio, si intende rivisitare la figura di Nerone, fortemente penalizzata ai suoi tempi dalla propaganda dell’aristocrazia, e valorizzare le novità riguardanti due aspetti del regno: l’incendio, che distrusse buona parte della città nel 64 d.C., e la conseguente politica di ricostruzione avviata dall’imperatore a Roma dal 64 al 68 d.C. L’esposizione si svolgerà nell’area archeologica centrale di Roma, in più spazi antichi, creando così un rapporto diretto con i luoghi in cui lo stesso Nerone visse e intervenne sia prima sia dopo l’incendio. Lo scopo è offrire una nuova lettura dell’ambiziosa attività edilizia dell’imperatore, illustrata anche dalle recenti scoperte condotte negli edifici neroniani nell’area del Palatino e dalla presentazione al grande pubblico degli importanti scavi della valle del Colosseo che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l’incendio. La mostra sarà accompagnata da un esame più ampio della figura di Nerone, attraverso i suoi rapporti familiari, la propaganda del tempo e la fortuna che ha reso così “famigerato” il nome dell’imperatore fino a oggi. Sono quindi previste una sezione sull’immagine antica e moderna di Nerone, una sezione sui ritratti dei suoi familiari e in particolare di Claudio, della madre Agrippina e delle mogli dell’imperatore, un’altra sulla propaganda neroniana, che vide l’assimilazione dell’imperatore al Sole e la sua celebrazione come auriga e come vincitore dei Parti. Sarà il Colosseo a ospitare la ricostruzione dell’incendio, che è fondata sui materiali rinvenuti negli scavi recenti. Essi hanno permesso di riconoscere la situazione della valle del Colosseo il giorno prima dell’incendio, il giorno stesso della catastrofe (il 18 luglio del 64 d.C.) e poi l’inizio della ricostruzione dell’area. In questa sezione saranno esaminati anche i grandiosi programmi edilizi dell’imperatore e la decorazione architettonica del suo tempo, con un inedito tour virtuale della Domus Aurea.
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Giudizio della redazione:
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