Al via EXPOSED Torino Photo Festival
A Torino la fotografia che mette a nudo
Dean Chalkley, Playa d’en Bossa, Back in Ibiza 1998-2003 © Dean Chalkley
Samantha De Martin
09/04/2026
Torino - È possibile mettersi a nudo, osservare se stessi e gli altri, senza filtri, davanti a un obiettivo? Secondo EXPOSED Torino Photo Festival, giunto alla sua terza edizione, la risposta è racchiusa nel tema scelto per il 2026, appunto Mettersi a nudo, un invito a superare le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, tra ciò che si mostra e ciò che resta nascosto.
Dal 9 aprile al 2 giugno questo leitmotiv attraversa l’intero programma del Festival, connettendo mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse, e coinvolgendo artisti e istituzioni nazionali e internazionali, in alcune delle principali sedi culturali torinesi e in diversi spazi distribuiti nell’intero perimetro della città.
Mettersi a nudo diventa così un gesto simbolico di autenticità: liberarsi dalle sovrastrutture, una tensione che la fotografia, più di ogni altro linguaggio, sa rendere concreta nella verità di un volto, di un paesaggio, di un corpo, e nella pluralità degli sguardi che li attraversano.
Bernard Plossu, Isola di Linosa, 2004
Promossa dalla Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT in sinergia con Fondazione Arte CRT e Intesa Sanpaolo, e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione di EXPOSED, curata e realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, rafforza la vocazione di Torino come città della fotografia.
L’agenda del Festival, che vede la direzione artistica di Walter Guadagnini, prevede 18 mostre temporanee indoor e outdoor, incontri, letture portfolio, proiezioni.
Il programma delle mostre indoor si articola in un percorso diffuso, un vero e proprio “miglio della fotografia” che attraversa alcune tra le principali istituzioni culturali della città. Il “miglio della fotografia” ha inizio idealmente da CAMERA Torino e dalla sua Project Room, dove viene presentata la mostra di Toni Thorimbert. Donne in vista, a cura di Walter Guadagnini. Il progetto, nato da un’idea di Luca Beatrice, è un omaggio di Thorimbert e Guadagnini all’amico prematuramente scomparso, attraverso una sessantina di fotografie dedicate a donne comuni, tra scatti privati e fotografie di moda, realizzate dal fotografo italo-svizzero in oltre trent’anni di carriera.
Lo sguardo perturbante del regista greco Yorgos Lanthimos guida i visitatori verso la Cripta di San Michele Arcangelo, dove i lavori al centro di Photographs, a cura di Giangavino Pazzola, omaggiano la continuità tra fotografia e cinema, evocando l’atmosfera creativa che ruota attorno alle pellicole Poor Things (2023) e Kinds of Kindness (2024).

Yorgos Lanthimos, Poor Things | Courtesy Yorgos Lanthimos studio © Yorgos Lanthimos
Al Museo Regionale di Scienze Naturali, Bernard Plossu. Dopo l’estate, a cura di Walter Guadagnini, accoglie i lavori realizzati da Plossu tra gli anni Ottanta e gli anni Dieci del Duemila, nelle piccole isole italiane in oltre trent’anni di viaggi, a comporre una fotografia essenziale e poetica, intesa come esperienza di libertà e conoscenza interiore.
Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Viva le donne! Il femminismo nelle fotografie di Paola Agosti, a cura di Giangavino Pazzola, celebra uno dei più importanti sguardi sulla nascita del movimento femminista italiano, con un focus su quello romano degli anni Settanta. Ottanta immagini vintage realizzate in bianco e nero da Paola Agosti restituiscono la radicalità di una stagione di partecipazione collettiva che ha trasformato la società italiana.
Se alle Gallerie d’Italia - Torino, Diana Markosian. Replaced, è dedicato alla memoria di un grande amore e al sentimento della “sostituzione”, all’Archivio di Stato di Torino, sezione Corte, trovano sede due mostre. Messi a nudo. Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino, a cura di Barbara Bergaglio esplora l’opera di tre figure chiave della storia della fotografia, analizzando l’evoluzione del nudo, da esercizio accademico a indagine introspettiva. Ralph Gibson. Self Exposed, a cura di Giangavino Pazzola, presenta invece una selezione di settanta opere che attraversano oltre cinquant’anni di carriera, rendendo omaggio a uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo.
Le mostre outdoor spingono il Festival nello spazio urbano trasformando Torino in una piattaforma espositiva diffusa in cui la fotografia entra in dialogo diretto con l’architettura, ridefinendo il rapporto tra immagine e spazio pubblico.
Nella Corte di Palazzo Carignano, Torino 4x4. Fotografie di una nuova era, a cura di François Hébel e Marco Rubiola, un progetto di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Fondazione Boscolo snocciola un ritratto innovativo e plurale della città, che intreccia arte, comunicazione e impegno sociale.
Toni Thorimbert, Janice Ragain, Los Angeles, 1988 © Toni Thorimbert
Sotto i portici di Piazza San Carlo si muovono gli Acrobati di Paolo Ventura, progetto a cura dello stesso artista con Walter Guadagnini, ispirato all’archivio di una coppia di acrobati italiani attivi negli anni Trenta, che intreccia i numeri di equilibrismo al delicato equilibrio dell’amore. Il pubblico vede i numeri circensi divenire metafora del corpo, della memoria e della fragilità dei legami.
Ventisei cimase diffuse nella città ospitano I Tuffatori (6x3), a cura di Walter Guadagnini, una mostra collettiva a cielo aperto che si sviluppa su ventisei billboard urbani, dedicata principalmente a giovani autrici e autori, tra i quali Federica Belli, Silvia Camporesi, Sara Lorusso, Claudio Majorana, Zoe Natale Mannella, Fabio Paleari, Camillo Pasquarelli, Leila Erdman Tabukashvili, con la partecipazione straordinaria del fotografo svizzero Walter Pfeiffer, omaggio a Il tuffatore del maestro Nino Migliori.
Dal 9 aprile al 2 giugno questo leitmotiv attraversa l’intero programma del Festival, connettendo mostre temporanee, incontri, eventi e iniziative diffuse, e coinvolgendo artisti e istituzioni nazionali e internazionali, in alcune delle principali sedi culturali torinesi e in diversi spazi distribuiti nell’intero perimetro della città.
Mettersi a nudo diventa così un gesto simbolico di autenticità: liberarsi dalle sovrastrutture, una tensione che la fotografia, più di ogni altro linguaggio, sa rendere concreta nella verità di un volto, di un paesaggio, di un corpo, e nella pluralità degli sguardi che li attraversano.
Bernard Plossu, Isola di Linosa, 2004
Promossa dalla Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT in sinergia con Fondazione Arte CRT e Intesa Sanpaolo, e coordinata da Fondazione per la Cultura Torino, la terza edizione di EXPOSED, curata e realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, rafforza la vocazione di Torino come città della fotografia.
L’agenda del Festival, che vede la direzione artistica di Walter Guadagnini, prevede 18 mostre temporanee indoor e outdoor, incontri, letture portfolio, proiezioni.
Il programma delle mostre indoor si articola in un percorso diffuso, un vero e proprio “miglio della fotografia” che attraversa alcune tra le principali istituzioni culturali della città. Il “miglio della fotografia” ha inizio idealmente da CAMERA Torino e dalla sua Project Room, dove viene presentata la mostra di Toni Thorimbert. Donne in vista, a cura di Walter Guadagnini. Il progetto, nato da un’idea di Luca Beatrice, è un omaggio di Thorimbert e Guadagnini all’amico prematuramente scomparso, attraverso una sessantina di fotografie dedicate a donne comuni, tra scatti privati e fotografie di moda, realizzate dal fotografo italo-svizzero in oltre trent’anni di carriera.
Lo sguardo perturbante del regista greco Yorgos Lanthimos guida i visitatori verso la Cripta di San Michele Arcangelo, dove i lavori al centro di Photographs, a cura di Giangavino Pazzola, omaggiano la continuità tra fotografia e cinema, evocando l’atmosfera creativa che ruota attorno alle pellicole Poor Things (2023) e Kinds of Kindness (2024).

Yorgos Lanthimos, Poor Things | Courtesy Yorgos Lanthimos studio © Yorgos Lanthimos
Al Museo Regionale di Scienze Naturali, Bernard Plossu. Dopo l’estate, a cura di Walter Guadagnini, accoglie i lavori realizzati da Plossu tra gli anni Ottanta e gli anni Dieci del Duemila, nelle piccole isole italiane in oltre trent’anni di viaggi, a comporre una fotografia essenziale e poetica, intesa come esperienza di libertà e conoscenza interiore.
Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Viva le donne! Il femminismo nelle fotografie di Paola Agosti, a cura di Giangavino Pazzola, celebra uno dei più importanti sguardi sulla nascita del movimento femminista italiano, con un focus su quello romano degli anni Settanta. Ottanta immagini vintage realizzate in bianco e nero da Paola Agosti restituiscono la radicalità di una stagione di partecipazione collettiva che ha trasformato la società italiana.
Se alle Gallerie d’Italia - Torino, Diana Markosian. Replaced, è dedicato alla memoria di un grande amore e al sentimento della “sostituzione”, all’Archivio di Stato di Torino, sezione Corte, trovano sede due mostre. Messi a nudo. Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino, a cura di Barbara Bergaglio esplora l’opera di tre figure chiave della storia della fotografia, analizzando l’evoluzione del nudo, da esercizio accademico a indagine introspettiva. Ralph Gibson. Self Exposed, a cura di Giangavino Pazzola, presenta invece una selezione di settanta opere che attraversano oltre cinquant’anni di carriera, rendendo omaggio a uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo.
Le mostre outdoor spingono il Festival nello spazio urbano trasformando Torino in una piattaforma espositiva diffusa in cui la fotografia entra in dialogo diretto con l’architettura, ridefinendo il rapporto tra immagine e spazio pubblico.
Nella Corte di Palazzo Carignano, Torino 4x4. Fotografie di una nuova era, a cura di François Hébel e Marco Rubiola, un progetto di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Fondazione Boscolo snocciola un ritratto innovativo e plurale della città, che intreccia arte, comunicazione e impegno sociale.
Toni Thorimbert, Janice Ragain, Los Angeles, 1988 © Toni Thorimbert
Sotto i portici di Piazza San Carlo si muovono gli Acrobati di Paolo Ventura, progetto a cura dello stesso artista con Walter Guadagnini, ispirato all’archivio di una coppia di acrobati italiani attivi negli anni Trenta, che intreccia i numeri di equilibrismo al delicato equilibrio dell’amore. Il pubblico vede i numeri circensi divenire metafora del corpo, della memoria e della fragilità dei legami.
Ventisei cimase diffuse nella città ospitano I Tuffatori (6x3), a cura di Walter Guadagnini, una mostra collettiva a cielo aperto che si sviluppa su ventisei billboard urbani, dedicata principalmente a giovani autrici e autori, tra i quali Federica Belli, Silvia Camporesi, Sara Lorusso, Claudio Majorana, Zoe Natale Mannella, Fabio Paleari, Camillo Pasquarelli, Leila Erdman Tabukashvili, con la partecipazione straordinaria del fotografo svizzero Walter Pfeiffer, omaggio a Il tuffatore del maestro Nino Migliori.
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