Promemoria

Remo Salvadori, La stanza delle tazze

Remo Salvadori, La stanza delle tazze, Promemoria, RAM, Roma

 

Dal 30 Maggio 2012 al 31 Luglio 2012

Roma

Luogo: RAM radioartemobile

Indirizzo: via Conte Verde 15

Orari: da martedì a sabato 16.30-19.30 e su appuntamento

Telefono per informazioni: +39 06 44704249

E-Mail info: info@radioartemobile.it

Sito ufficiale: http://www.radioartemobile.it


Promemoria nasce dalla volontà di mostrare oggi opere realizzate in occasioni espositive specifiche e distanti nel tempo. Questo progetto si misura con la disattenzione che allontana vertiginosamente il passato più recente. Il modulo spaziale ed espositivo delle Camere, che accoglie PROMEMORIA, ne amplifica come un dispositivo le potenzialità e il presente allestimento, creato in dialogo con agli artisti, è l’occasione per creare nuovi incontri e altre visioni. L’opera di Marco Bagnoli ripropone parte dell’allestimento de La macchina stanca. Tre tentativi di fermare il tempo, ospitato nel 1983 nella Galleria Pieroni. L’opera nasceva con precisa scansione e progettualità temporale fissate nelle sessantaquattro sagome lignee, dislocate nello spazio e che, nella loro conformazione, moltiplicavano e potenziavano le possibilità visive dello spettatore. Mobile? è l’opera che Bruna Esposito realizzò nel 2005, in occasione di Accumulazioni, progetto a cura di Zerynthia, a Palazzo Lantieri di Gorizia. Pensata come una postazione per la diretta di RAM, l’installazione occupa lo spazio come una articolazione dialogica, in piena consonanza con l’amplificazione comunicativa della radio. La Stanza delle Tazze di Remo Salvadori, esposta nella Galleria Pieroni nel 1986, gioca sul volume delle superfici piatte, tra il pieno e il vuoto, tra la semplicità delle forme e il loro dissolvimento nello spazio. Nell’energia che si crea nel momento dell’interazione tra luogo e sguardo dello spettatore, le Tazze di Salvadori sono la possibilità di una attenzione diversa e divisa. Con questo nuovo progetto critico-espositivo RAM intende ampliare il concetto di mostra e rendere problematico lo sguardo ed il pensiero, in una ricerca che predilige le direzioni multiple ad una unica direttrice lineare. Testo critico di Maura Favero.

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