Renzo Vespignani | Tracce
Renzo Vespignani, Atterraggio, 1997, olio su tela, cm. 70x100. Collezione Galleria Edarcom Europa
Dal 13 Maggio 2021 al 12 Giugno 2021
Luogo: Galleria d'Arte Edarcom Europa
Indirizzo: Via Macedonia 12
Orari: da lunedì a sabato 10,30/13,00 e 15,30/19,30
Costo del biglietto: L'accesso è libero ma è consentito a non più di sei persone per volta. E’ obbligatorio indossare correttamente la mascherina e mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri
Telefono per informazioni: +39 06.7802620
Sito ufficiale: http://www.edarcom.it
Giovedì 13 maggio, presso la galleria d'arte Edarcom Europa in via Macedonia 12 a Roma, verrà inaugurata la mostra “Renzo Vespignani | Tracce”, dedicata al lavoro del celebre artista romano morto venti anni fa, il 26 aprile 2001.
Scriveva lo stesso Vespignani nel 1982 che “un quadro, una scultura sono il risultato di uno scontro durissimo; vinto, se viene vinto, solo dopo cariche e agguati, assalti e ritirate. L'immagine che ne esce è sempre piena di lividi e ferite”. E cosa sono lividi e ferite se non le tracce che restano di tutto ciò che nella vita affrontiamo, vittoriosi o sconfitti? Vespignani lasciava tracce che erano pennellate, segni di matita, incisioni e con ogni strumento scalfiva i supporti delle sue opere come a voler sempre raffigurare per poi trasfigurare l’immagine. La vita artistica di Vespignani ha prodotto una lunga serie di tracce e intento di questa mostra è quello di dare al visitatore alcuni strumenti per la loro riscoperta.
E appare degno di nota quanto osservava Valerio Rivosecchi nella presentazione all’interno del Catalogo ragionato dei dipinti, edito da Silvana Editoriale nel 2011: “L’intelligenza critica, la profondità intellettuale e la spinta etica che Vespignani mette in tutto quello che fa, costringono ad allargare il campo dell’indagine storico-artistica dalla pittura ai terreni insidiosi della sociologia e della politica, eppure aveva ragione Pasolini a dire che la motivazione profonda di tutto il suo lavoro è in ‘un fantasma poetico che l’ossessiona , e, come tale, tende a restare sempre uguale a se stesso, fuori dal moto della storia anche interiore’. Per tutta la vita Vespignani ha dipinto le molte apparizioni e travestimenti, spesso terrificanti, di quel fantasma, mettendoci di fronte a degli incubi di natura storica e sociale (i morti sotto le macerie di San Lorenzo, l’alienazione delle periferie, la falsità della società dei consumi, il crollo degli ideali, le ferite lasciate aperte dalla guerra, dal fascismo, dall’olocausto, quelle più recenti degli anni di piombo…), che tuttavia appaiono come manifestazioni esteriori di un’unica ossessione di carattere psicologico, che potremmo definire, semplificando, come la presenza costante della Morte nella Vita”.
La mostra si compone di dipinti, tecniche miste, incisioni e litografie che, seppur con salti e lacune, animano un percorso che si snoda dall'opera Primo esempio, piccolo cartoncino esposto alla 27^ Biennale di Venezia, passando per le Periferie dei primi anni ‘60, alle Bambine e ai Fiori e ai quadri americani dal ciclo Manhattan transfer fino all’Atterraggio del 1997. In tutto circa trenta pezzi per un doveroso omaggio ad un artista sempre attuale, capace di precorrere stili e tematiche di tanti filoni pittorici contemporanei.
APERTURA MOSTRA: Giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 maggio ore 10,30/13,00 e 15,30/19,30
Scriveva lo stesso Vespignani nel 1982 che “un quadro, una scultura sono il risultato di uno scontro durissimo; vinto, se viene vinto, solo dopo cariche e agguati, assalti e ritirate. L'immagine che ne esce è sempre piena di lividi e ferite”. E cosa sono lividi e ferite se non le tracce che restano di tutto ciò che nella vita affrontiamo, vittoriosi o sconfitti? Vespignani lasciava tracce che erano pennellate, segni di matita, incisioni e con ogni strumento scalfiva i supporti delle sue opere come a voler sempre raffigurare per poi trasfigurare l’immagine. La vita artistica di Vespignani ha prodotto una lunga serie di tracce e intento di questa mostra è quello di dare al visitatore alcuni strumenti per la loro riscoperta.
E appare degno di nota quanto osservava Valerio Rivosecchi nella presentazione all’interno del Catalogo ragionato dei dipinti, edito da Silvana Editoriale nel 2011: “L’intelligenza critica, la profondità intellettuale e la spinta etica che Vespignani mette in tutto quello che fa, costringono ad allargare il campo dell’indagine storico-artistica dalla pittura ai terreni insidiosi della sociologia e della politica, eppure aveva ragione Pasolini a dire che la motivazione profonda di tutto il suo lavoro è in ‘un fantasma poetico che l’ossessiona , e, come tale, tende a restare sempre uguale a se stesso, fuori dal moto della storia anche interiore’. Per tutta la vita Vespignani ha dipinto le molte apparizioni e travestimenti, spesso terrificanti, di quel fantasma, mettendoci di fronte a degli incubi di natura storica e sociale (i morti sotto le macerie di San Lorenzo, l’alienazione delle periferie, la falsità della società dei consumi, il crollo degli ideali, le ferite lasciate aperte dalla guerra, dal fascismo, dall’olocausto, quelle più recenti degli anni di piombo…), che tuttavia appaiono come manifestazioni esteriori di un’unica ossessione di carattere psicologico, che potremmo definire, semplificando, come la presenza costante della Morte nella Vita”.
La mostra si compone di dipinti, tecniche miste, incisioni e litografie che, seppur con salti e lacune, animano un percorso che si snoda dall'opera Primo esempio, piccolo cartoncino esposto alla 27^ Biennale di Venezia, passando per le Periferie dei primi anni ‘60, alle Bambine e ai Fiori e ai quadri americani dal ciclo Manhattan transfer fino all’Atterraggio del 1997. In tutto circa trenta pezzi per un doveroso omaggio ad un artista sempre attuale, capace di precorrere stili e tematiche di tanti filoni pittorici contemporanei.
APERTURA MOSTRA: Giovedì 13, venerdì 14 e sabato 15 maggio ore 10,30/13,00 e 15,30/19,30
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