Tre mostre alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma

 

Dal 17 Giugno 2019 al 29 Settembre 2019

Roma

Luogo: Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Indirizzo: viale delle Belle Arti 131

Orari: dal martedì alla domenica 8.30-19.30; ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura

Costo del biglietto: intero € 10, ridotto € 2

Telefono per informazioni: +39 06 32298221

Sito ufficiale: http://lagallerianazionale.com


Comunicato Stampa:
Lunedì 17 giugno dalle 19 alle 21, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura tre mostre in apertura della stagione espositiva estiva.

Giuseppe Uncini. Realtà in equilibrio
a cura di Giuseppe Appella
 
Connection Gallery
a cura di Massimo Mininni
 
Ritratto di famiglia
a cura di Claudia Palma con Alessia Tobia

            Con la mostra che rende omaggio a Giuseppe Uncini, la Galleria Nazionale conclude il percorso di Realtà in equilibrio curato da Giuseppe Appella. Dopo le personali di Carlo Lorenzetti, Bruno Conte e Giulia Napoleone, il curatore si sofferma ora su questa importante figura, legata a questi artisti in quegli aspetti che Fausto Melotti aveva colto e affiancato nella storica mostra collettiva della galleria Il Segno di Roma nel 1982.
Negli spazi della Sala Via Gramsci, il lavoro di Uncini è illustrato attraverso 58 sculture e 30 disegni che spaziano tra il 1957 e il 2008, per restituire le varie tappe di un’intensa ricerca battuta sul solco della sperimentazione continua e della ricerca sulla materia e le sue potenzialità espressive, ben leggibili negli intenti di questa mostra.
 
            Connection Gallery è un progetto della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, a cura di Massimo Mininni, nato per promuovere il lavoro di giovani artisti, chiamati a realizzare un’opera site specific per il museo. Il primo dei tre momenti dedicati ad altrettanti artisti italiani contemporanei, selezionati e abbinati ciascuno a un diverso curatore, è con Andrea Mastrovito, autore dell’intervento Very Bad Things, a cura di Ilaria Bernardi.
Un’indagine sul rapporto tra uomo e donna visto nei suoi lati più ambigui e sofferti è inserita a sua volta in una cornice di riflessione più ampia sul dramma attuale dell’impossibilità di una comunicazione veritiera e affidabile, in un mondo dominato da fake news ed infinite sovrapposizioni di informazioni.
Questo ciclo espositivo si snoda attraverso tre momenti dedicati alle opere di altrettanti artisti italiani contemporanei, selezionati e abbinati ciascuno ad un diverso curatore.
Le opere saranno visibili all’interno del corridoio che collega le grandi sale espositive della Galleria, uno spazio liminare e, appunto, con prerogativa funzionale di connessione. Qui, l’opera assimila elementi dallo spazio museale, dalla luce e dalle forme architettoniche con cui l’artista si misura, mentre si crea la dimensione di una connessione tangibile col pubblico e con il sistema dell’arte, a conferma dell’impegno della Galleria verso le nuove generazioni di artisti.
Per il secondo momento del progetto Connection Gallery Massimo Mininni ha invitato il duo milanese Invernomuto (ottobre 2019), mentre per il terzo appuntamento Lucrezia Longobardi coinvolgerà Eugenio Tibaldi insieme a Carlo e Fabio Ingrassia (gennaio 2020).
 
              La mostra Ritratto di famiglia, a cura di Claudia Palma con Alessia Tobia, espone un nucleo fotografico di artisti che sono stati presenti in Galleria e che, al tempo stesso, sono stati rappresentativi per il museo, accomunati dall’aver messo al centro del loro obiettivo la Galleria stessa. 
Non solo fotografie, per le quali si conferma il prezioso dinamismo dell’Archivio bioiconografico della Galleria Nazionale, ma anche opere d’arte della collezione in dialogo con le immagini in mostra.
Dopo l’esperienza della mostra di Marina Malabotti, all’interno dei Soppalchi Aldrovandi, si moltiplicano gli sguardi di quanti hanno visto in un periodo recente la Galleria ora oggetto di un’indagine, ora oggetto di una sincera fascinazione, ma sempre soggetto da ritrarre.
 
 

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