Noncorpi
stampa fotografica
Dal 10 Dicembre 2011 al 20 Dicembre 2011
Luogo: Siena Art Institute / Galleria FuoriCampo
Indirizzo: via Tommaso Pendola, 37/ Via Salicotto 1/3
Orari: Galleria FuoriCampo: dom e lun su app., mart e merc 11-13 e 15.30-19.30. Siena Art Institute lun-ven 11-13 e 15.30-19.30, il sab e dom 15.30-18.
Curatori: Dejan Atanackovic, Di Volo & Tancredi, Mauro De Lillo
Enti promotori:
- Siena Art Institute
- Galleria FuoriCampo
Costo del biglietto: ingresso libero
Telefono per informazioni: 0577 5320017 / 339 5225192
E-Mail info: info@sienaart.org / info@galleriafuoricampo.com
Sito ufficiale: http://www.sienaart.org/noncorpi.html / www.galleriafuoricampo.com
Noncorpi, a Siena una mostra multimediale racconta l'immaginario del corpo del nostro tempo
Video e audio installazioni, fotografie, oggetti luminosi e performance con strumenti acustici ed elettronici per indagare il rapporto fra il corpo e le società nell’epoca del capitalismo globale
Ogni epoca produce delle immagini dei corpi come metafore delle condizioni sociali, culturali e politiche che la caratterizzano. Noncorpi è una mostra multimediale sull’immaginario del corpo del nostro tempo che, da sabato 10 dicembre a martedì 20 dicembre, proporrà negli spazi del Siena Art Institute e della Galleria FuoriCampo di Siena video e audio installazioni, fotografie, oggetti luminosi, interventi performativi con strumenti acustici ed elettronici che indagano il rapporto fra il corpo e le società nell’epoca del capitalismo globale.
Dieci gli artisti in mostra: Robert Gligorov, Andrea Marini, Ongakuaw & see|zee_vizual, Elisa Biagini, Mauro Magrini e Dejan Atanackovic, curatore dell'evento, in collaborazione con il duo Di Volo & Tancredi e Mauro De Lillo .
A partire dal concetto di nonluogo come spazio concepito per il veloce attraversamento di masse, informazioni, servizi, in cui il segno prevale sul contenuto fino quasi a sostituirlo, i noncorpi sono l'esito di una società sempre più consumistica, in cui anche il c orpo viene ridotto a puro segno, sezionato, frammentato, frugato fin nelle cavità, attraversato esattamente come un nonluogo: dall’ interno, ad opera di industrie farmaceutiche, produttori di fast food, promotori di prodotti per la salute; dall’ esterno, dalle industrie della moda, della chirurgia estetica e dello spettacolo. Ogni centimetro della sua superficie è un potenziale spazio d’economia, d’investimento, di segni e simboli che richiamano varie forme di desiderio - il desiderio erotico, il desiderio di possesso - e che, come tali, sono più reali di ciò che devono rappresentare. “È un corpo della modernità invecchiata e stanca - si legge nel catalogo della mostra - Ma è allo stesso tempo un corpo mai compiuto, la cui classificazione non è mai stata completata, e come tale un corpo che si sta ancora nominando , eternamente imprimendo su se stesso dei segni e dei nomi.” I noncorpi sono, quindi, la metafora di una modernità mai compiuta che ha ormai da tempo abbandonato le sue numerose utopie, il simbolo della precarietà, della resa all'omologazione e della profonda solitudine dell’uomo.
Su queste dinamiche faranno riflettere i lavori distribuiti fra gli spazi del Siena Art Institute e della Galleria FuoriCampo, entrambi recentemente inaugurati nel cuore di Siena: le forme embrionali di origine sconosciuta e inquietante al centro dell’installazione di Andrea Marini ; l’embrione stesso che, attraverso percezioni del proprio ambiente organico-affettivo, realizza un primigenio dialogo con la madre nell’installazione acustica di Elisa Biagini ; un cervello, catturato dallo sguardo fra la sua primordialità acquosa e le sue cartesiane similitudini con uno strumento tecnologico, nato dalla collaborazione fra Ongakuaw & Simona Canacci ; un corpo-nido, ambiguo nella sua intenzione di proteggere oppure di divorare, nel video di Robert Gligorov ; immagini dei neonati - bambole iper-realistiche, nelle fotografie di Mauro Magrini , create nell’ambiente commerciale noto come Reborn con lo scopo di soddisfare un angosciante desiderio di affetto mancato; un concerto per un video di Dejan Atanackovic e strumenti acustici ed elettronici ( Duo Di Volo&Tancredi + Mauro De Lillo ) con un golem -cantante, una reminiscenza delle retoriche del potere e della metafora corpo-terra.
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