Gioberto Noro. Elogio della mano

© Gioberto Noro | Gioberto Noro, Aurora, pennino

 

Dal 03 Maggio 2018 al 23 Settembre 2018

Torino

Luogo: Officina della Scrittura

Enti promotori:

  • Associazione Aurea Signa - Officina della Scrittura
  • Ecomuseo del Freidano

Costo del biglietto: intero € 8, ridotto € 6 per possessori di Abbonamento Musei, under 26 ed over 65. Gratuito per bambini fino a 12 anni, disabili con accompagnatore

Telefono per informazioni: +39 011 034 30 90

E-Mail info: info@officinadellascrittura.it

Sito ufficiale: http://www.officinadellascrittura.it


Comunicato Stampa:
Officina della Scrittura, nella sua continua esplorazione delle tematiche legate al Segno, inaugura il prossimo 3 maggio alle 18.30 la sua prima mostra fotografica:“Elogio della mano”. Il noto duo torinese Gioberto Noro, al secolo Sergio Gioberto e Marilena Noro, ha reso omaggio all’antica sapienza artigiana, realizzando per l’occasione 15 scatti all’interno della quasi centenaria Manifattura Aurora Penne.
 
Questo nuovo approccio al Segno è nato dalla collaborazione con Fo.To - Fotografi a Torino, una manifestazione che, dal 3 maggio e al 29 luglio, proporrà un fitto calendario di mostre e di eventi legati al mondo fotografico, mettendo in rete oltre 70 strutture cittadine: si va da spazi storici come il Museo del Cinema, il Museo del Risorgimento, Palazzo Chiablese fino a quelli di più recente apertura, come il Museo Ettore Fico.
 
«Fotografia è, letteralmente, “scrivere con la luce”»spiega Cesare Verona, Amministratore Delegato e Presidente di Aurora Penne, che poco più di un anno fa ha inaugurato Officina della Scrittura e che ha accolto da allora ben quattro mostre d’arte «non solo è Arte, ma è tecnica, saper fare, saper lasciare una traccia. E come l’alto artigianato italiano è un sapere eccezionale da elogiare e da custodire per non rischiarne la dispersione e l’oblio».

Una sensibilità condivisa con l’Ecomuseo del Freidano, importante hub culturale “aperto”, con sede nel Comune di Settimo Torinese, che fonda la sua attività sull’intreccio fra le caratteristiche naturali del contesto di riferimento, le sue vicende storiche e la crescita infrastrutturale e tecnologicache in esso sono avvenute. 
 
Da qui l’idea di collaborare, mettendo “a fuoco” il sapere racchiuso nella produzione degli strumenti da scrittura, profondamente e storicamente legato al territorio della periferia di Torino, affidando l’infrastruttura critica della mostra alla competenza di Vito Antonio Lupo, autore di saggi ed esperto di paesaggio industriale che opera sul progetto ecomuseale per la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana.
 
15 scatti in mostra: in un’epoca di mestieri e saperi in via di estinzione, documentare il ruolo delle mani nei processi produttivi e la loro posizione nelle sequenze delle lavorazioni è un gesto tutt’altro che banale. Attraverso l’obiettivo di Gioberto Noro viene resa possibile la conservazione stessa di un patrimonio intangibile collettivo.
 
E a questo si unisce una vera e propria esaltazione dello strumento-mano, fin dal titolo, citazione del celebre saggio di Henry Focillon: “la mano tocca l’universo, lo sente, lo domina, lo trasforma. A lei si debbono straordinarie avventure nella materia. Non le basta afferrare ciò che è: deve operare a ciò che non è, deve aggiungere un nuovo regno ai regni della natura”. È un intero alfabeto. E’ un sillabario. E’ un ponte fra pensiero e scrittura; fra pensiero e disegno.
 
GIOBERTO NORO
(Sergio Gioberto 1952, Torino – Marilena Noro 1961, Rosta. Vivono e lavorano a Torino)
 
La fotografia, medium oggetto della loro indagine, è vista sia come peculiare espressione dell’alienazione dell’Occidente, sia come possibilità di recupero della realtà fisica.
I due artisti operano facendo dialogare il selvatico con il domestico, il caos con l’ordine, l’orientamento con il disorientamento, l’aleatorio con il concreto.
Confronto dialettico come anima della realtà.
Durante la loro formazione entrano in contatto con: il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski; il Living Theatre di Julian Beck; il fotografo Frank Horvat, del quale sono stati allievi ed assistenti; il Metodo Strasberg di Lee Strasberg; il Ballett Frankfurt di William Forsythe; il Metodo Feuerstein di Reuven Feurestein.
Tra le personali più recenti: Aperture – Alberto Peola, Torino 2016; Transizioni di fase – PAV, Torino 2015; Elogio della nuvola – Alberto Peola, Torino 2013; Alfonso Artiaco Project Space, Napoli 2010; Sguardi a Occidente – Alberto Peola, Torino 2010.
Tra le partecipazioni: Intuition – Palazzo Fortuny, Venezia 2017; 30th Anniversary – Alfonso Artiaco, Napoli 2016; ARTEFIERA 40 Storia di una collezione – Mambo, Bologna 2016; Proportio – Palazzo Fortuny, Venezia 2015; Mare Motus –Castello di Lipari 2015;Scenario di terra – Mart, Rovereto 2014; Senza rete – Loft project ETAGI, St.Petersburg 2011. 
 
OFFICINA DELLA SCRITTURA 
È il primo museo al mondo interamente dedicato al Segno ed alla Scrittura. 
È il luogo in cui viene raccontato, promosso e valorizzato tutto ciò che, in ogni ambito, è legato alla cultura della scrittura e, più in generale, al segno dell’uomo: dalle pitture rupestri fino alle forme della comunicazione contemporanea. 
Nata da un sogno di Cesare Verona, Presidente di Aurora Penne, appassionato di storia del segno e tra i più noti collezionisti italiani di strumenti per la scrittura, OFFICINA DELLA SCRITTURA, sorge all’interno di una ex filanda settecentesca sita in Strada Abbadia di Stura a Torino, là dove dal 1943 ha trovato sede la storica azienda e manifattura Aurora, brand italiano ambasciatore nel mondo della sapienza, dell’eleganza e della qualità del Made in Italy.

ECOMUSEO DEL FREIDANO
L'Ecomuseo del Freidano è un piano di valorizzazione culturale e ambientale della Città di Settimo Torinese istituito nel 1999 dalla Regione Piemonte (L.R. 31/1995) e incluso nella Rete dei 25 Ecomusei Piemontesi (REP). Il suo progetto, oggi curato dalla Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana, è intitolato al più importante canale motore del territorio ed è stato ideato a partire dal 1985.
Il rio Freidano, lungo il suo percorso da Torino (Abbadia di Stura) a Chivasso, si presenta come un itinerario di archeologia industriale ricco di testimonianze in discreto stato di conservazione. Tra queste, emblematico è il Mulino Nuovo di Settimo, dove l’ecomuseo trova la sua sede centrale: un pregevole complesso industriale dell’800 interamente recuperato ad uso pubblico. Qui si sviluppano progetti di ricerca sul paesaggio e sul patrimonio industriale, laboratori ed eventi per le scuole e le famiglie, attività museali e visite rivolte ad un ampio pubblico del territorio.
Il Mulino Nuovo e il territorio ecomuseale sono inseriti nel sistema della cicloturistica VEnTO.

Orari: Giorni feriali, escluso il mercoledì dalle 9.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.00). Ogni primo e ultimo weekend del mese dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00)


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