Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Allegoria dell’Amor celeste, 1504 circa Olio su tavola. Collezione Chigi Saracini, Banca Monte dei Paschi di Siena, inv. 12 MPS

 

Dal 31 March 2026 al 6 September 2026

Torino

Luogo: Fondazione Accorsi - Ometto

Indirizzo: Via Po 55

Orari: Mar - Ven 10 - 18 | Sab - Dom 10 - 19 | Lun chiuso

Curatori: Serena D’Italia, Luca Mana, Vittorio Natale

Sito ufficiale: http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it


Dal 31 marzo la Fondazione Accorsi-Ometto ospita un’importante rassegna dedicata a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, a quasi ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che si tenne nel 1950 a Vercelli e a Siena.

La mostra, curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, con il comitato scientifico composto da Roberto Bartalini, Francesco Frangi ed Edoardo Villata, propone per la prima volta all’attenzione del pubblico la produzione iniziale del pittore, nella quale emerge un’elaborazione frenetica delle diverse esperienze maturate dall’artista che gli hanno permesso di sviluppare un linguaggio del tutto personale.

Le oltre cinquanta opere presenti in mostra, alcune delle quali inedite o mai esposte prima, provengono da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni pubbliche.

Dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), nel Senese, per giungere alle straordinarie puntate a Roma, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi, Sodoma compie un viaggio che il percorso espositivo tenta idealmente di ricostruire.

A confermare l’intensità degli scambi tra il Piemonte e il centro Italia, dalla fine del Quattro agli inizi del Cinquecento, sono esposte alcune importanti opere di Macrino d’Alba (come la Madonna col Bambino in trono e santi della Pinacoteca Capitolina di Roma e una inedita predella con Cristo e gli apostoli proveniente dalla residenza papale di Castel Gandolfo), di Gaudenzio Ferrari; di Eusebio Ferrari e di Gerolamo Giovenone una delle varie versioni della Madonna d’Orleans di Raffaello.


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