Ivan Theimer. Selva simbolica

Ivan Theimer, Uomo con carpa, cm. 25

 

Dal 11 Giugno 2021 al 19 Settembre 2021

Torino

Luogo: Fondazione Accorsi Ometto – Museo delle Arti Decorative

Indirizzo: Via Po 55

Orari: Da martedì a venerdì 10.00-18.00 │ Sabato, domenica e festivi 10.00-19.00 Lunedì chiuso │ La biglietteria chiude mezz’ora prima

Curatori: Marco Meneguzzo

Costo del biglietto: intero € 14,00; ridotto € 12,00* Gratuito: bambini fino a 12 anni; possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte card; diversamente abili + un accompagnatore; giornalisti *Ridotto: studenti fino a 26 anni; over 65; convenzioni; insegnanti

Telefono per informazioni: +39 011 837 688

E-Mail info: info@fondazioneaccorsi-ometto.it

Sito ufficiale: http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it


La Fondazione Accorsi-Ometto ritorna al contemporaneo con una strepitosa mostra dedicata all’artista franco-ceco Ivan Theimer. Mai come in questo periodo abbiamo bisogno di simboli e di miti e l’opera di Theimer ne è l’emblema. La sua vita e il suo lavoro sono l’incontro di due aspetti: uno, minoritario, di rappresentazione della realtà e uno, preponderante, di allegoria, metafora, mito, simbolo. E un simbolo caro a Theimer è proprio quello del mito.
La mostra, curata da Marco Meneguzzo, intende esaltare le caratteristiche espressive dell’artista nell’incontro con gli ambienti fortemente caratterizzati del Museo Accorsi-Ometto. Figurativo, ridondante, vagamente rétro, dichiaratamente simbolico, il lavoro di Ivan Theimer ha costruito la sua fama internazionale su alcune tipologie plastiche che sono presenti in forze nella mostra torinese.
Obelischi, stele, tartarughe e bambini, tipici della sua produzione scultorea, contribuiscono a dare corpo e senso al titolo della rassegna – “Selva simbolica” – in cui l’accento critico è posto sull’aspetto simbolico della sua opera, ma anche sul suo sviluppo plastico in verticale – la “selva” appunto, con le sue tipologie ripetute – che si riverbera nel cortile e nelle sale arredate del Museo.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Nel cortile del Museo Accorsi-Ometto una serie di obelischi fa da cornice a un gruppo di bambini che “gioca”. Su di essi trionfa la scultura di Arione, un unicum nella produzione dell’artista. La galleria del Museo, invece, è dedicata ad alcuni quadri caratterizzanti la pima produzione dell’artista, i cosiddetti “trous”, buchi, e a una serie di disegni su carta. Dopo la Sala Tartaruga dedicata a Ercole e al suo mito, il Salone cinese vede la rappresentazione scenografica della “selva simbolica” con le opere concentrate al centro e svettanti sin quasi a toccare il soffitto, creando una sorta di foresta di obelischi. Un gatto che sormonta un’erma trova il suo corrispondente “reale” in un gatto di terracotta.

L’allestimento di questo ambiente mira così a creare uno spazio etereo, ma coinvolgente che consente di isolare lo spettatore dallo spazio museale. La sala attigua è occupata da altre opere bidimensionali dell’artista come i d’après di grandi pittori del passato e dal bozzetto del monumento per il bicentenario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, eretto in Champ de Mars a Parigi, nel 1989. Il percorso espositivo si conclude con dei pilastri/lampade e gli acquerelli di viaggio dedicati ai luoghi visitati dall’artista nell’arco della sua vita, in cui prevale uno sguardo attento e appassionato sul rapporto dell’uomo con la natura e lo spazio.

Ivan Theimer nasce nel 1944 a Olomouc, in Moravia, storica regione dell’attuale Repubblica Ceca. In seguito all’invasione sovietica del 1968 lascia il suo paese per stabilirsi a Parigi dove riprende, all’Ecole des Beaux-Arts, gli studi di arte già conclusi in patria. Negli anni Settanta partecipa a numerose mostre in Francia distinguendosi nel vivace ambiente artistico della capitale tanto che dieci anni dopo il suo arrivo è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia nel Padiglione francese, dove ritorna nel 1982 e nel 1995 per il centenario a Palazzo Grassi. Nel 1989, quando la Rivoluzione di velluto e l’elezione di Václav Havel a nuovo presidente portano al tanto auspicato cambiamento politico, Theimer riprende i contatti con il suo paese d’origine e partecipa con entusiasmo al clima di rinnovamento. A ricompensare il suo ritorno e la sua partecipazione alla vita artistica del paese è lo stesso Havel che decide di dedicargli una grande mostra antologica al Belvedere del Castello di Praga che inaugura egli stesso nel 1996. Nel frattempo, in tutta Europa si susseguono mostre personali e collettive. Molte città italiane dedicano all’artista esposizioni nei centri storici e nei propri musei. Oltre alla scultura, alla pittura e alla grafica, Ivan Theimer si dedica anche a progetti per committenze pubbliche e private, realizzando sculture monumentali in Francia, Germania, Italia e Repubblica Ceca. In questi lavori, dalle dimensioni imponenti, Theimer si inserisce sempre con rispetto nel contesto storico, culturale e geografico preesistente alle sue opere. Negli ultimi anni, infine, crea scenografie e costumi per l’opera lirica, coniugando l’amore per la musica con i suoi numerosi talenti. Vive fra Parigi e Pietrasanta e viaggia ancora in luoghi lontani alla ricerca di paesaggi che ama fissare nei suoi acquerelli

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