Phil Borges. Tibet's Portraits | Culture on the Edge

Phil Borges. Tibet's Portraits | Culture on the Edge
Dal 14 Marzo 2015 al 04 Maggio 2015
Torino
Luogo: Paola Meliga Galleria d'Arte
Indirizzo: via Maria Vittoria 46/c
Orari: da mercoledì a sabato 11-12,30 / 15,30-19,30. Martedì 15,30-19,30 o su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 011 2079983
E-Mail info: paolameliga@libero.it
Sito ufficiale: http://philborges.com/
"Voglio vedere questa gente come individui, conoscere i loro nomi e un po’ della loro storia.
Non vederli come un’anonima parte di un’etnia remota”.
Ritorna ad esporre con immenso piacere a Torino (per la seconda volta), presso la Galleria d'arte Paola Meliga, Phil Borges.
Phil Borges fa parte dei “maestri artisti” della fotografia americana e non, che da oltre 25 anni documenta con passione la vita delle popolazioni tribali di tutto il mondo, utilizzando il veicolo del “ritratto ambientale” per sollevare le problematiche delle popolazioni indigene e per diffonderne la loro conoscenza.
Pluripremiato reporter umanitario, Borges è mosso da una missione e un cammino spirituale e di vita che lo portano a spingersi negli angoli più remoti del mondo per dar voce attraverso la sua fotografia a realtà straordinarie e uniche, che altrimenti non avrebbero modo di essere svelate. La sua poetica capacità di cogliere l’attimo sospeso e la denuncia della realtà nella sua sfumatura più veritiera uniscono testimonianza e arte per dar vita a una vera vocazione.
La sua è una fotografia tesa a dar voce a chi non ce l’ha, che ha come missione la rivalutazione delle culture che stanno via via scomparendo, mettendo l’accento sul loro valore e rappresentando le sfide che le attendono. Il suo lavoro cerca di rendere più comprensibili le tematiche riguardanti le popolazioni in via di sviluppo: “Voglio che lo spettatore veda queste persone come individui, che conosca i loro nomi e un po’ della loro storia, non che le veda solamente come degli estranei che abitano terre lontane.” Pluripremiato per il suo impegno umanitario nel 2008 ha collaborato con Amnesty International pubblicando Enduring Spirit, le sue raccolte fotografiche sono tradotte in 4 lingue e le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
In mostra i suoi ultimi scatti sul Tibet.
I ritratti che vedrete in esposizione mostrano queste popolazioni straordinarie, che vivono in uno degli ambienti più fragili della terra e che di fronte alle sfide del ventunesimo secolo cercano di mantenere quello che hanno di più caro: la loro pratica buddista, la loro cultura tibetana ed i loro usi. Fotografie delicate, commoventi, piene di pathos, di fierezza. Altamente importante è anche la perfezione della cromaticità, infatti in questo suo ultimo lavoro Phil Borges ci presenta i suoi scatti a colori. Tibet Culture on the Edge è anche un bellissimo libro, in vendita on line.
Non vederli come un’anonima parte di un’etnia remota”.
Ritorna ad esporre con immenso piacere a Torino (per la seconda volta), presso la Galleria d'arte Paola Meliga, Phil Borges.
Phil Borges fa parte dei “maestri artisti” della fotografia americana e non, che da oltre 25 anni documenta con passione la vita delle popolazioni tribali di tutto il mondo, utilizzando il veicolo del “ritratto ambientale” per sollevare le problematiche delle popolazioni indigene e per diffonderne la loro conoscenza.
Pluripremiato reporter umanitario, Borges è mosso da una missione e un cammino spirituale e di vita che lo portano a spingersi negli angoli più remoti del mondo per dar voce attraverso la sua fotografia a realtà straordinarie e uniche, che altrimenti non avrebbero modo di essere svelate. La sua poetica capacità di cogliere l’attimo sospeso e la denuncia della realtà nella sua sfumatura più veritiera uniscono testimonianza e arte per dar vita a una vera vocazione.
La sua è una fotografia tesa a dar voce a chi non ce l’ha, che ha come missione la rivalutazione delle culture che stanno via via scomparendo, mettendo l’accento sul loro valore e rappresentando le sfide che le attendono. Il suo lavoro cerca di rendere più comprensibili le tematiche riguardanti le popolazioni in via di sviluppo: “Voglio che lo spettatore veda queste persone come individui, che conosca i loro nomi e un po’ della loro storia, non che le veda solamente come degli estranei che abitano terre lontane.” Pluripremiato per il suo impegno umanitario nel 2008 ha collaborato con Amnesty International pubblicando Enduring Spirit, le sue raccolte fotografiche sono tradotte in 4 lingue e le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
In mostra i suoi ultimi scatti sul Tibet.
I ritratti che vedrete in esposizione mostrano queste popolazioni straordinarie, che vivono in uno degli ambienti più fragili della terra e che di fronte alle sfide del ventunesimo secolo cercano di mantenere quello che hanno di più caro: la loro pratica buddista, la loro cultura tibetana ed i loro usi. Fotografie delicate, commoventi, piene di pathos, di fierezza. Altamente importante è anche la perfezione della cromaticità, infatti in questo suo ultimo lavoro Phil Borges ci presenta i suoi scatti a colori. Tibet Culture on the Edge è anche un bellissimo libro, in vendita on line.
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