Steve Panariti. Juice
© Steve Panariti
Dal 23 March 2017 al 23 April 2017
Torino
Luogo: Unique Gallery
Indirizzo: via Fratelli Calandra 8/E
Telefono per informazioni: +39 011.5617049
E-Mail info: info@galerieunique.com
Sito ufficiale: http://www.stevepanariti.com
Negli ultimi dieci anni Steve Panariti ha girato il mondo, immortalando modelli per i grandi brand e, allo stesso tempo, documentando la vita "vera" dietro le quinte. Con la polaroid e la pellicola ha fotografato ciò che accade dietro la macchina fotografica: gesti, sguardi sospesi e affaticati di modelle sorprese nei momenti di relax, di ignari addetti alle pulizie e di semplici passanti che trasmettono, tutti, un senso di disagio ed inquietudine.
Questa raccolta di immagini di backstage viene per la prima volta esposta nella mostra "Juice" alla Unique Gallery di Torino dal 23 marzo al 23 aprile. Le fotografie, nell'apparente e ricercato disordine espositivo, mostrano l'invisibile nel visibile e rendono protagonista il "fuori fuoco", dando un'identità alla scena relegata in secondo piano.
TESTO CRITICO DI CORINNA CONCI
Gli occhi non ci sono perché a volte esiste qualcosa che va oltre lo sguardo. Panariti usa un paradosso percettivo per presentarsi: su una fototessera che lo ritrae giovanissimo interviene privandosi della vista. Quest'immagine per un fotografo è una contraddizione in termini che sembra introdurre la poetica della mostra, interrogandoci sulle caratteristiche dell'invisibile/visibile.
Juice si propone così come un laboratorio dove trasformare il "fuori fuoco" in materia non più immaginata né immaginifica, ma crudamente reale e finalmente protagonista. Si tratta di un puzzle di quotidiano dove compaiono abitanti senza nome di spazi periferici, architetture vuote e luci abbandoniche della fine del giorno.
"Non saremo mai più giovani come stanotte" sosteneva sempre Buster Casey, ogni notte lasciamo andare un po' della nostra purezza e della nostra audacia.
Emerge dalle fotografie quel concetto che è nell'atteggiamento imprudente dell'adolescente, lo stesso di chi perde coscienza addormentandosi per strada. La fragilità dell'essenza svela la nostra parte difettosa, quella che non ha vergogna, capace di sporcarsi perché spesso a contatto con il suolo. Ciò che di prassi non piace, quell'angolo di noi che vogliamo tenere nascosto, che esiste ma non si può illuminare. Questa parte che non vuole responsabilità ha altro a cui pensare, qualcosa di più importante: stare nell'instabilità che più si avvicina all'autenticità della vita. E in questo modo si è forti, molto di più di quello che si può credere. Perché forse è solo così che si arriva al punto, al senso, al succo.
Opening: giovedì 23 marzo dalle ore 18.30
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