Zigaina e Pasolini. Quando l’arte non può diventare moda
Zigaina e Pasolini. Quando l’arte non può diventare moda
Dal 8 March 2013 al 1 May 2013
Torino
Luogo: Museo Regionale di Scienze Naturali
Indirizzo: via Giolitti 36
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 2.50
Telefono per prevendita: +39 011 4326354
Telefono per informazioni: +39 011 8138726
E-Mail info: biglietteria.mrsn@regione.piemonte.it
Sito ufficiale: http://www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali/
L’associazione AIPS, Associazione Italiana Paralisi Spastica, presieduta da Angelo Catanzaro, organizza la terza edizione del ciclo di mostre “Lo Slancio”, dedicate a grandi pittori disabili del Novecento (nelle passate edizioni presentò Hans Hartung e Mattia Moreni), allestendo il progetto culturale e sociale più importante degli ultimi anni a livello nazionale.
È al via, infatti, il grande progetto culturale Zigaina e Pasolini – Quando l’arte non può diventare moda -, che sotto la curatela di Enzo Spadon vedrà esposte presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino più di 50 opere dei due artisti, di cui 12 disegni di Pier Paolo Pasolini, per la prima volta presentati a Torino ed in Piemonte.
Due artisti e amici sinceri, anzi, usando le parole stesse di Pasolini “ontologici l’uno per l’altro”, nonché sodali nel concepire l’arte e quindi la vita stessa.
Dobbiamo a Zigaina la decifrazione più esaustiva dell’opera di Pasolini: egli è riuscito a rivelare aspetti inediti dell’opera-vita dell’artista, come la tesi dell’organizzazione meticolosa della sua morte, decifrando il linguaggio criptico di Pasolini, molto apprezzato in Germania il suo lavoro, ha conseguito l’alta onoreficenza di Accademico di Germania (mentre in Italia la stessa teoria è molto osteggiata da una grossa fetta del parco accademico e non solo).
Nei soggetti di Zigaina, legati fin dal principio alla realtà della laguna di Grado, sono sempre vive le osservazioni dei terreni, dei boschetti, lungo gli argini delle ceppaie, dei gelsi, dei vigneti e dei girasoli. Il suo realismo, caratterizzato da una forte carica espressionista, si evolve, anzi, si trasforma metamorficamente in un linguaggio sempre più visionario, liberandosi progressivamente dalle modalità di rappresentazione figurativa e spaziale. L’esperienza pittorica di Pasolini appartiene, invece, indissolubilmente alla sua multiforme e vitale forma espressiva. E’ parte del suo percorso, anche se quello meno conosciuto dal pubblico. Dichiara inoltre Zigaina: «Ha sempre dipinto da poeta...Fin da quando l’ho conosciuto nell’immediato dopoguerra ha sempre sperimentato le più strane tecniche pittoriche, adoperando e mescolando tra loro i materiali più strani...»
La rassegna unisce pittura, disegno, disabilità (Zigaina dall’età di 6 anni convive con una grave menomazione all’arto destro), letteratura, cinema (tramite la Rassegna cinematografica pasoliniana presso il Cineteatro Baretti di Torino) ed il teatro. Esordirà, infatti, lo spettacolo Ruppeppè, che il drammaturgo e teatrante torinese Dino Mascia, insieme alla sua Compagnia, metterà in scena in concomitanza con l’esposizione pittorica. Lo spettacolo è liberamente ispirato alle opere e alla vita di Pasolini e Zigaina.
I testi critici relativi alla mostra saranno elaborati da Francesco Poli, da Angelo Mistrangelo, Zeno Birolli, e si avvarranno, per la stesura della prefazione, della straordinaria partecipazione di Gianni Vattimo. Il catalogo, inoltre, userà un carattere ad alta leggibilità per le persone affette da dislessia, ideato dalla Casa Editrice Angolo Manzoni.
È al via, infatti, il grande progetto culturale Zigaina e Pasolini – Quando l’arte non può diventare moda -, che sotto la curatela di Enzo Spadon vedrà esposte presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino più di 50 opere dei due artisti, di cui 12 disegni di Pier Paolo Pasolini, per la prima volta presentati a Torino ed in Piemonte.
Due artisti e amici sinceri, anzi, usando le parole stesse di Pasolini “ontologici l’uno per l’altro”, nonché sodali nel concepire l’arte e quindi la vita stessa.
Dobbiamo a Zigaina la decifrazione più esaustiva dell’opera di Pasolini: egli è riuscito a rivelare aspetti inediti dell’opera-vita dell’artista, come la tesi dell’organizzazione meticolosa della sua morte, decifrando il linguaggio criptico di Pasolini, molto apprezzato in Germania il suo lavoro, ha conseguito l’alta onoreficenza di Accademico di Germania (mentre in Italia la stessa teoria è molto osteggiata da una grossa fetta del parco accademico e non solo).
Nei soggetti di Zigaina, legati fin dal principio alla realtà della laguna di Grado, sono sempre vive le osservazioni dei terreni, dei boschetti, lungo gli argini delle ceppaie, dei gelsi, dei vigneti e dei girasoli. Il suo realismo, caratterizzato da una forte carica espressionista, si evolve, anzi, si trasforma metamorficamente in un linguaggio sempre più visionario, liberandosi progressivamente dalle modalità di rappresentazione figurativa e spaziale. L’esperienza pittorica di Pasolini appartiene, invece, indissolubilmente alla sua multiforme e vitale forma espressiva. E’ parte del suo percorso, anche se quello meno conosciuto dal pubblico. Dichiara inoltre Zigaina: «Ha sempre dipinto da poeta...Fin da quando l’ho conosciuto nell’immediato dopoguerra ha sempre sperimentato le più strane tecniche pittoriche, adoperando e mescolando tra loro i materiali più strani...»
La rassegna unisce pittura, disegno, disabilità (Zigaina dall’età di 6 anni convive con una grave menomazione all’arto destro), letteratura, cinema (tramite la Rassegna cinematografica pasoliniana presso il Cineteatro Baretti di Torino) ed il teatro. Esordirà, infatti, lo spettacolo Ruppeppè, che il drammaturgo e teatrante torinese Dino Mascia, insieme alla sua Compagnia, metterà in scena in concomitanza con l’esposizione pittorica. Lo spettacolo è liberamente ispirato alle opere e alla vita di Pasolini e Zigaina.
I testi critici relativi alla mostra saranno elaborati da Francesco Poli, da Angelo Mistrangelo, Zeno Birolli, e si avvarranno, per la stesura della prefazione, della straordinaria partecipazione di Gianni Vattimo. Il catalogo, inoltre, userà un carattere ad alta leggibilità per le persone affette da dislessia, ideato dalla Casa Editrice Angolo Manzoni.
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