Le virtuose mani. Preziosi manufatti femminili del XVIII e XIX secolo
Le virtuose mani. Preziosi manufatti femminili del XVIII e XIX secolo
Dal 13 April 2017 al 22 April 2017
Trento
Luogo: Palazzo Thun
Indirizzo: via Belenzani 3
Orari: 10-18
Curatori: Rosanna Cavallini
Enti promotori:
- MiBACT
- Comune di Trento - Servizio Cultura turismo e politiche giovanili
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0461 216000
E-Mail info: infocultura@comune.trento.it
Sito ufficiale: http://www.trentocultura.it
In mostra a Torre Mirana la creatività femminile del XVIII e XIX secolo. Mercoledì 12 aprile alle 17 si inaugurerà, nello spazio espositivo di Sala Thun in Torre Mirana, Le virtuose mani – Preziosi manufatti femminili del XVIII e XIX secolo.
La mostra, promossa dal Servizio Cultura, turismo e politiche giovanili, con progetto espositivo e testi a cura di Rosanna Cavallini, racconta questa particolare produzione attraverso oggetti provenienti dalla collezione permanente di Casa Andriollo di Borgo Valsugana e dalla sua collezione privata.
L’esposizione racconta alcuni esempi della creatività femminile del passato attraverso le produzioni delle monache che, nel silenzio e con pazienza, si dedicavano ai lavori manuali. Gli oggetti sono oggi poco considerati dal punto di vista sia estetico che artistico, ma furono fondamentali per il vissuto religioso, domestico, personale e quotidiano tra XVIII e XIX secolo.
Le virtuose mani delle monache dipingevano, intagliavano e lavoravano i più diversi materiali, come la pergamena, la carta, fili argentati e perle vitree colorate, per la decorazione di immaginette sacre e di sante reliquie. La produzione stessa era frutto di devozione offerta come preghiera al divino.
Tra gli oggetti prodotti si trovano rappresentazioni di santi dipinti tra racemi fioriti, di fattura più semplice, e trine elaboratissime intagliate nella pergamena, che richiedevano invece una maggiore manualità. Un’altra decorazione molto usata e di facile esecuzione era la puntinatura ad ago, derivata sicuramente dall’antica tecnica dello “spolvero”, che già nel Rinascimento permetteva di riutilizzare più volte lo stesso disegno e usata in seguito come decorazione di immagini religiose e profane. Tra le opere in mostra abbellite da questa tecnica ci sono La dama, Il suonatore di flauto e La cacciatrice.
Anche le donne laiche, libere dalle costrizioni religiose, eseguivano manufatti con esiti vari e originali. Questi spaziavano dai ricami alle impressioni di viaggio, esperienze dalle quali non erano escluse, frutto delle osservazioni delle fortunate viaggiatrici, spesso attente agli usi e costumi dei paesi stranieri, ma anche ai paesaggi, alle piante e ai fiori, di cui realizzavano sui piccoli fogli dei taccuini da viaggio dipinti ad acquerello o disegni a penna.
Inaugurazione mercoledì 12 aprile alle ore 17
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