Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga. Omaggio: i vasi Fontana, Manzoni e Burri

Vaso di Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga

 

Dal 07 Settembre 2019 al 15 Settembre 2019

Venezia

Luogo: Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna

Indirizzo: Santa Croce 2079

Orari: 10.30-18 (biglietteria 10.30-17.30). Chiuso il lunedì

Curatori: Cristina Beltrami

Costo del biglietto: intero € 14, ridotto € 11.50. Gratuito Residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini da 0 a 5 anni; persone con disabilità e accompagnatore; Guide turistiche abilitate in Italia che accompagnino gruppi o visitatori individuali; per ogni gruppo di almeno 15 persone, 1 ingresso gratuito (solo in caso di preacquisto); docenti accompagnatori di gruppi scolastici, fino ad un massimo di 2 per gruppo; membri ICOM; titolari AMACI Card; partner ordinari MUVE; volontari del Servizio Civile

Telefono per informazioni: +39 041 721127

E-Mail info: capesaro@fmcvenezia.it

Sito ufficiale: http://www.capesaro.visitmuve.it


Comunicato Stampa:
È ormai da oltre un ventennio che Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga è entrato nel mondo del vetro con la singolare volontà di reinventare la tradizione. In particolare egli ama trovare una connessione tra la competenza dei maestri muranesi e l’arte con la “A” maiuscola, realizzata da grandi artisti nel passato e costante fonte d’ispirazione. Come con la Paolina Borghese, col busto di Cesare Augusto, col Putto dormiente… l’impulso per creare un oggetto in vetro arriva dalla bellezza dell’arte che lo circonda.

Nei primi mesi del 2017 Giberto Arrivabene fu particolarmente colpito dal lavoro di Lucio Fontana, soprattutto dai suoi concetti spaziali: ovvero da quell’idea di tagliare la tela e andare “oltre” lo spazio canonico. Lo ritrova nei suoi soventi viaggi a Buenos Aires dove l’artista visse e firmò il Manifesto Blanco. Di ritorno a Venezia Giberto comincia a pensare la possibilità di “tagliare” il vetro in omaggio al fondatore dello Spazialismo. Non senza difficoltà, nasce il Vaso Fontana, un vaso di grandi dimensioni sul quale sono incisi uno o più tagli profondi che fendono idealmente il vetro, svelando il colore interno del vaso stesso e che oggi è in produzione in una serie limitata di quindici pezzi.

A dispetto della sua nomea di “città morta”, Venezia è ricca di occasioni legate al “contemporaneo”: ha straordinari musei nonché è il teatro che ospita il grande evento della Biennale. Il confronto con l’arte moderna è proseguito dunque per Giberto sulla scia della folgorazione per l’opera di Piero Manzoni e di Alberto Burri, due artisti distanti nella propria pratica ma egualmente interessanti per possibili varianti in vetro. Il maestro Gianni Seguso ha raccolto la sfida e ha creato con Giberto il Vaso Manzoni: un vaso di circa trenta centimetri, soffiato in vetro bianco e avvolto da una matassa di filamenti applicati a caldo, fino ad ottenere l’effetto degli Acrome manzoniani.

La ricerca su Burri non poteva che concentrarsi sul fuoco, l’elemento che lega indissolubilmente il vetro alle Combustioni dell’artista umbro. Sempre con la preziosa collaborazione del maestro Seguso è stato ideato il Vaso Burri che, su una base di vetro nero, fonde una pasta rossa intensa. Da ultimo il vaso è ricoperto da applicazioni di vetro cristallo che ricreano l’effetto delle plastiche sciolte dalla fiamma ossidrica e mettono in evidenza la sovrapposizione dei piani cromatici.

Questi nuovi Vasi dunque, presentati in occasione della Glass Week 2019, sono in linea con la ricerca che Giberto porta avanti da anni: tradurre nel vetro capolavori consacrati della storia dell’arte, un approccio che diventa anche una maniera differente per guardare all’arte stessa, osservandola da un punto di vista nuovo e originale, nonché un aperto omaggio alla millenaria tradizione del vetro muranese, capace – se stimolato – di un rinnovamento costante.  

Giovedì 12 settembre alle 17:00 al piano terra del Museo si terrà una conferenza moderata da Elisabetta Barisoni, Responsabile della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, in dialogo con Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, e Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga.
Ingresso su invito fino ad esaurimento dei posti disponibili



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