IDEAL CITY e altre germinazioni
IDEAL CITY e altre germinazioni | Courtesy Penzo+Fiore
Dal 12 September 2025 al 12 September 2025
Venezia
Luogo: Alvisopoli
Indirizzo: Alvisopoli
Orari: INAUGURAZIONE Ven 12 St ore 18.30 | Ven / Sab / Dom 15 - 21
Telefono per informazioni: +39 349 6674240 | +39 329 1654875
E-Mail info: info@sistematre.org | info@penzofiore.it | info@villaworks.org
Sito ufficiale: http://alvisopoli.villaworks.org
Artisti in residenza e che hanno frequentato abitualmente Alvisopoli, generando una sorta di radicamento: Rebecca Agnes, Nico Angiuli, Alvise Bittente, Andrea Contin, Alessandro Sambini, Collettivo Tocàmi. I nuovi innesti, che hanno ricevuto il testimone dagli artisti precedenti dando vita a nuove germinazioni: Pablo Compagnucci, Benedetta Panisson, Simoncini Tangi, Zeroscena.
Ad Alvisopoli, piccolo nucleo urbano nato da un’utopia illuminista, il tempo sembra sospeso. La geometria ordinata del selese, le architetture della villa e delle barchesse, il paesaggio agrario circostante conservano ancora l’impronta di Alvise Mocenigo. Ma la funzione viva di questo disegno si è interrotta da tempo. Dopo il restauro, a vent’anni dalla chiusura della villa, il luogo è rimasto in bilico: non un rudere, ma un organismo senza respiro quotidiano.
In questo vuoto potenziale, nel 2025 si insedia Ideal City e altre germinazioni. Non come un progetto calato dall’alto, ma come un processo costruito con il passo dell’ascolto e della permanenza. Ideato e curato da Penzo+Fiore, Ideal City ha coniugato eccellenza artistica e prossimità, avviando un percorso in cui la comunità non è destinataria ma co-autrice. L’arte qui non è un linguaggio estraneo, ma un dispositivo capace di lasciarsi contaminare dalle storie, dai gesti e dalle necessità locali.
Il 12 settembre 2025 sarà presentato al pubblico l’esito dei mesi di lavoro avviati con Ideal City, progetto sostenuto dal bando iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem – Spoke 6 (Tourism, Culture and Creative Industries), Università Ca’ Foscari di Venezia. Agli artisti è stato chiesto di partire dall’ascolto del territorio e dei suoi abitanti. Le loro ricerche si sono intrecciate alla storia dell’utopia di Mocenigo e alla realtà di un borgo segnato dallo spopolamento e dal vuoto della sua architettura più identitaria, Villa Mocenigo. Undici lavori autoriali hanno preso forma in due movimenti. Gli “artisti del radicamento” hanno abitato a fasi alterne l’appartamento della pila del riso, per far emergere il genius loci di Alvisopoli. Gli “artisti della germinazione” hanno raccolto queste ricerche durante le giornate di studio e le hanno proiettate in avanti, trasformando criticità e suggestioni in nuove possibilità.
Interlocutori privilegiati sono stati gli abitanti del paese, capaci di consegnarne le chiavi di lettura, ricordi e visioni. Il Collettivo Tocàmi ha seguito il processo passo dopo passo, documentando i momenti di scambio e intervistando gli artisti. Dal loro lavoro emerge un’idea di arte che non addolcisce né abbellisce, ma restituisce la bellezza e l’importanza di ciò che un territorio e la sua comunità possono offrire. Ideal City e altre germinazioni non è una mostra di opere già compiute, ma la tappa visibile di un processo: usare l’arte per decodificare un territorio e gettare le basi per una progettazione consapevole. Non un abbellimento, ma uno strumento critico e costruttivo, capace di generare scenari, infrastrutture e relazioni che incidano sulla vita dei luoghi.
Sostenere un percorso simile richiede fiducia e la capacità di riconoscere la ricerca artistica come forma di conoscenza autonoma. L’Università Ca’ Foscari di Venezia ha scelto di farlo, sostenendo Ideal City attraverso un bando iNEST e dimostrando che un’istituzione accademica può essere alleata di processi culturali innovativi. Non solo fornendo risorse, ma legittimando un modello che, proprio perché poco allineato alle consuetudini, apre nuove possibilità di dialogo tra arte, comunità e politiche pubbliche.
Ad Alvisopoli, piccolo nucleo urbano nato da un’utopia illuminista, il tempo sembra sospeso. La geometria ordinata del selese, le architetture della villa e delle barchesse, il paesaggio agrario circostante conservano ancora l’impronta di Alvise Mocenigo. Ma la funzione viva di questo disegno si è interrotta da tempo. Dopo il restauro, a vent’anni dalla chiusura della villa, il luogo è rimasto in bilico: non un rudere, ma un organismo senza respiro quotidiano.
In questo vuoto potenziale, nel 2025 si insedia Ideal City e altre germinazioni. Non come un progetto calato dall’alto, ma come un processo costruito con il passo dell’ascolto e della permanenza. Ideato e curato da Penzo+Fiore, Ideal City ha coniugato eccellenza artistica e prossimità, avviando un percorso in cui la comunità non è destinataria ma co-autrice. L’arte qui non è un linguaggio estraneo, ma un dispositivo capace di lasciarsi contaminare dalle storie, dai gesti e dalle necessità locali.
Il 12 settembre 2025 sarà presentato al pubblico l’esito dei mesi di lavoro avviati con Ideal City, progetto sostenuto dal bando iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem – Spoke 6 (Tourism, Culture and Creative Industries), Università Ca’ Foscari di Venezia. Agli artisti è stato chiesto di partire dall’ascolto del territorio e dei suoi abitanti. Le loro ricerche si sono intrecciate alla storia dell’utopia di Mocenigo e alla realtà di un borgo segnato dallo spopolamento e dal vuoto della sua architettura più identitaria, Villa Mocenigo. Undici lavori autoriali hanno preso forma in due movimenti. Gli “artisti del radicamento” hanno abitato a fasi alterne l’appartamento della pila del riso, per far emergere il genius loci di Alvisopoli. Gli “artisti della germinazione” hanno raccolto queste ricerche durante le giornate di studio e le hanno proiettate in avanti, trasformando criticità e suggestioni in nuove possibilità.
Interlocutori privilegiati sono stati gli abitanti del paese, capaci di consegnarne le chiavi di lettura, ricordi e visioni. Il Collettivo Tocàmi ha seguito il processo passo dopo passo, documentando i momenti di scambio e intervistando gli artisti. Dal loro lavoro emerge un’idea di arte che non addolcisce né abbellisce, ma restituisce la bellezza e l’importanza di ciò che un territorio e la sua comunità possono offrire. Ideal City e altre germinazioni non è una mostra di opere già compiute, ma la tappa visibile di un processo: usare l’arte per decodificare un territorio e gettare le basi per una progettazione consapevole. Non un abbellimento, ma uno strumento critico e costruttivo, capace di generare scenari, infrastrutture e relazioni che incidano sulla vita dei luoghi.
Sostenere un percorso simile richiede fiducia e la capacità di riconoscere la ricerca artistica come forma di conoscenza autonoma. L’Università Ca’ Foscari di Venezia ha scelto di farlo, sostenendo Ideal City attraverso un bando iNEST e dimostrando che un’istituzione accademica può essere alleata di processi culturali innovativi. Non solo fornendo risorse, ma legittimando un modello che, proprio perché poco allineato alle consuetudini, apre nuove possibilità di dialogo tra arte, comunità e politiche pubbliche.
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