Il fiore. Jasenovac Memorial Museum
Bogdan Bogdanovi?, Il fiore. Jasenovac Memorial Museum
Dal 28 January 2013 al 24 February 2013
Venezia
Luogo: Ikona Gallery
Indirizzo: Campo del Ghetto Nuovo 2909
Orari: 11-19; chiuso sabato
Curatori: Živa Kraus
Enti promotori:
- Comune di Venezia
Telefono per informazioni: +39 041 528 9387
E-Mail info: ikonavenezia@ikonavenezia.com
Sito ufficiale: http://www.ikonavenezia.com
Oltre al monumento Fiore, Bogdanovi? è autore dell'assetto paesaggistico del memoriale ideato nel 1966. Il paesaggio e il circondario del monumento l'autore ha incorporato in un paesaggio della morte, della deserta e devastata terra di Jasenovac, autentica località dell’ex famigerato campo di concentrazione esistito dal 1941 al 1945.
I tumuli – simboliche forme nello spazio – sono stati progettati nel terreno, nelle vere località di sofferenza ed esecuzione dei detenuti. Nel farlo l’autore ha insistito sull’autenticità della locazione, marcando il paesaggio con alture erbose creando un’area memoriale come topografia del crimine. Non voleva per niente ricostruire i luoghi di patimento perché non voleva ripeterli, bensì marcarli degnamente. Bogdanovi? non ricostruisce perché la ricostruzione offende profondamente. Il paesaggio di Bogdanovi? è simbolico e denota un profondo, grande silenzio, luogo delle più grandi atrocità. Angoscioso luogo profanato dal crimine.
Nel 2007 all'istituzione pubblica Centro memoriale di Jasenovac è stato conferito il prestigioso Premio Internazionale Carlo Scarpa per questo tipo di opera d'autore; una sorta di Gesamtkunstwerk – per il monumento Fiore e l'architettura del paesaggio del centro memoriale, come pure per la nuova esibizione permanente del Museo memoriale a Jasenovac. Il suddetto premio ci è stato assegnato ad una cerimonia solenne a Treviso e perciò questa mostra a Venezia, per noi dipendenti del centro memoriale di Jasenovac, come pure per la Repubblica di Croazia, è di grande importanza.
Bogdan Bogdanovi? (1922 - 2010), è stato un architetto serbo, “uomo di lettere”, sindaco di Belgrado dal 1982 al 1986. Con i venti luoghi memoriali ai quali, tra il 1952 e il 1981, ha dato forma in tutti i paesi della ex Jugoslavia e con le sue opere teoriche e critiche, Bogdan Bogdanovi? può essere considerato a pieno titolo una di quelle personalità del Novecento che vanno inscritte nella sfera delle “altre modernità”, nella quale il premio ha già incontrato, oltre al proprio eponimo Carlo Scarpa, Dimitris Pikionis e Joze Plecnik. (Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, La Fondazione Benetton)
I tumuli – simboliche forme nello spazio – sono stati progettati nel terreno, nelle vere località di sofferenza ed esecuzione dei detenuti. Nel farlo l’autore ha insistito sull’autenticità della locazione, marcando il paesaggio con alture erbose creando un’area memoriale come topografia del crimine. Non voleva per niente ricostruire i luoghi di patimento perché non voleva ripeterli, bensì marcarli degnamente. Bogdanovi? non ricostruisce perché la ricostruzione offende profondamente. Il paesaggio di Bogdanovi? è simbolico e denota un profondo, grande silenzio, luogo delle più grandi atrocità. Angoscioso luogo profanato dal crimine.
Nel 2007 all'istituzione pubblica Centro memoriale di Jasenovac è stato conferito il prestigioso Premio Internazionale Carlo Scarpa per questo tipo di opera d'autore; una sorta di Gesamtkunstwerk – per il monumento Fiore e l'architettura del paesaggio del centro memoriale, come pure per la nuova esibizione permanente del Museo memoriale a Jasenovac. Il suddetto premio ci è stato assegnato ad una cerimonia solenne a Treviso e perciò questa mostra a Venezia, per noi dipendenti del centro memoriale di Jasenovac, come pure per la Repubblica di Croazia, è di grande importanza.
Bogdan Bogdanovi? (1922 - 2010), è stato un architetto serbo, “uomo di lettere”, sindaco di Belgrado dal 1982 al 1986. Con i venti luoghi memoriali ai quali, tra il 1952 e il 1981, ha dato forma in tutti i paesi della ex Jugoslavia e con le sue opere teoriche e critiche, Bogdan Bogdanovi? può essere considerato a pieno titolo una di quelle personalità del Novecento che vanno inscritte nella sfera delle “altre modernità”, nella quale il premio ha già incontrato, oltre al proprio eponimo Carlo Scarpa, Dimitris Pikionis e Joze Plecnik. (Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, La Fondazione Benetton)
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