Kan Yasuda. Isole del silenzio - Biennale Venezia 2026
Kan Yasuda, Deep Impact Gate, Northern Horse Park, 2023 | Courtesy © Kan Yasuda
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Wilmotte Foundation
Indirizzo: Fondamenta dell' Abbazia - Cannaregio 3560
Orari: Mar - Dom 10 - 13.30 / 14 - 18 | Lun chiuso
Curatori: JEAN-MICHEL WILMOTTE
Costo del biglietto: Ingresso libero
Sito ufficiale: http://www.labiennale.org/it/arte/2026/eventi-collaterali/kan-yasuda-isole-del-silenzio
La Fondation d’Enterprise Wilmotte presenta dal 9 maggio al 22 novembre 2026, l’Evento Collaterale della Biennale Arte 2026, Kan Yasuda - Isole del silenzio dell’artista giapponese Kan Yasuda.
La mostra si presenta come un’esperienza insieme fisica e contemplativa, in cui Yasuda costruisce un giardino minerale: uno spazio interiore dove silenzio, semplicità ed essenzialità prendono forma nella materia e nello spazio.Yasuda è noto per la sua straordinaria maestria nella lavorazione della pietra, con cui realizza opere di sobrietà ed eleganza naturale. La texture liscia del marmo — materiale da sempre legato all’architettura — risuona con particolare intensità negli spazi della fondazione. Come nei giardini zen, le sue sculture diventano isole di quiete, dove il silenzio si fa ritmo e musicalità. Il visitatore è invitato ad attraversare questo paesaggio interiore, rallentare, osservare e percepire lo spazio che lo circonda. L’azione stessa di scavare la materia fa eco alla nozione giapponese di Ma (間), concetto centrale tanto nell’arte quanto nella musica. Ma, inteso come “intervallo”, “spazio” o “distanza”, non indica un vuoto inteso come mancanza, ma uno spazio intermedio tra due materie, due momenti, due note. È un’assenza che diventa presenza, un silenzio capace di generare ritmo e risonanza. Nelle opere di Yasuda, il vuoto scolpito nella pietra non è sottrazione, ma elemento attivo che equilibra e armonizza, instaurando un dialogo continuo tra durezza e dolcezza, tra forma e non-forma.
Un video intitolato Oltre la forma introduce l’atmosfera della mostra e svela il processo con cui l’artista scolpisce il marmo. Questo primo passaggio conduce alla sala principale, immersa in una quasi totale oscurità, dove il pavimento bianco amplifica la sensazione di purezza. Qui, dieci sculture sono disposte come “isole”, pietre disseminate in un giardino interiore che invita alla contemplazione. Le loro forme ovali e circolari catturano la luce in modo diverso a seconda del punto di vista, mentre le cavità presenti in alcune opere aggiungono una dimensione ulteriore, favorendo raccoglimento e calma.
Kan Yasuda instaura così un dialogo tra durezza e morbidezza, tra forma e vuoto. L’artista afferma che le sue opere nascono da una riflessione sulla “non-materia”, il vuoto che circonda ogni cosa. In questo paesaggio interiore, il visitatore raggiunge uno stato quasi meditativo, sostenuto dalla purezza delle linee e dall’equilibrio dei volumi, vivendo lo spazio come un luogo di rifugio e quiete.
La scenografia e l’illuminazione, progettate dall’Agence Wilmotte di Parigi, inducono questa sensazione di sospensione grazie a una luce radente che solleva visivamente le opere dal pavimento, combinata con fasci luminosi concentrati che ne accarezzano delicatamente le superfici superiori.
Al cuore della mostra si sviluppa un dialogo costante tra pieno e vuoto, densità e leggerezza, che dà origine a un equilibrio perfetto. Qui il vuoto ha lo stesso peso del pieno, e il tempo sembra sospeso in un giardino interiore di silenzio e contemplazione, dove la serenità prende forma.
Kan Yasuda è nato nel 1945 a Bibai, sull’isola settentrionale di Hokkaido, in Giappone. Ha conseguito una laurea in arte presso l’Università di Educazione di Hokkaido a Iwamizawa e successivamente un master in scultura sotto la guida di Yasutake Funakoshi presso l’Università Nazionale di Belle Arti e Musica di Tokyo. Nel 1970, grazie a una borsa di studio del Governo italiano, si è trasferito in Italia per studiare con il professor Pericle Fazzini all’Accademia di Belle Arti di Roma. In seguito ha fondato il proprio studio a Pietrasanta, rinomata a livello internazionale per l’eccellenza del suo marmo, dove tuttora vive e lavora, specializzandosi nella scultura in marmo e bronzo. Nel 1992 è stato inaugurato nella sua città natale il Kan Yasuda Sculpture Museum – Arte Piazza, che nel corso degli ultimi trent’anni è diventato un punto di riferimento culturale e spirituale per la comunità locale e per gli appassionati d’arte. Tra i suoi numerosi progetti artistici, nel 2000 ha curato le scene per Madama Butterfly di Puccini, una produzione tuttora in tournée a livello internazionale. Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso premio intitolato a Isamu Noguchi.
La mostra si presenta come un’esperienza insieme fisica e contemplativa, in cui Yasuda costruisce un giardino minerale: uno spazio interiore dove silenzio, semplicità ed essenzialità prendono forma nella materia e nello spazio.Yasuda è noto per la sua straordinaria maestria nella lavorazione della pietra, con cui realizza opere di sobrietà ed eleganza naturale. La texture liscia del marmo — materiale da sempre legato all’architettura — risuona con particolare intensità negli spazi della fondazione. Come nei giardini zen, le sue sculture diventano isole di quiete, dove il silenzio si fa ritmo e musicalità. Il visitatore è invitato ad attraversare questo paesaggio interiore, rallentare, osservare e percepire lo spazio che lo circonda. L’azione stessa di scavare la materia fa eco alla nozione giapponese di Ma (間), concetto centrale tanto nell’arte quanto nella musica. Ma, inteso come “intervallo”, “spazio” o “distanza”, non indica un vuoto inteso come mancanza, ma uno spazio intermedio tra due materie, due momenti, due note. È un’assenza che diventa presenza, un silenzio capace di generare ritmo e risonanza. Nelle opere di Yasuda, il vuoto scolpito nella pietra non è sottrazione, ma elemento attivo che equilibra e armonizza, instaurando un dialogo continuo tra durezza e dolcezza, tra forma e non-forma.
Un video intitolato Oltre la forma introduce l’atmosfera della mostra e svela il processo con cui l’artista scolpisce il marmo. Questo primo passaggio conduce alla sala principale, immersa in una quasi totale oscurità, dove il pavimento bianco amplifica la sensazione di purezza. Qui, dieci sculture sono disposte come “isole”, pietre disseminate in un giardino interiore che invita alla contemplazione. Le loro forme ovali e circolari catturano la luce in modo diverso a seconda del punto di vista, mentre le cavità presenti in alcune opere aggiungono una dimensione ulteriore, favorendo raccoglimento e calma.
Kan Yasuda instaura così un dialogo tra durezza e morbidezza, tra forma e vuoto. L’artista afferma che le sue opere nascono da una riflessione sulla “non-materia”, il vuoto che circonda ogni cosa. In questo paesaggio interiore, il visitatore raggiunge uno stato quasi meditativo, sostenuto dalla purezza delle linee e dall’equilibrio dei volumi, vivendo lo spazio come un luogo di rifugio e quiete.
La scenografia e l’illuminazione, progettate dall’Agence Wilmotte di Parigi, inducono questa sensazione di sospensione grazie a una luce radente che solleva visivamente le opere dal pavimento, combinata con fasci luminosi concentrati che ne accarezzano delicatamente le superfici superiori.
Al cuore della mostra si sviluppa un dialogo costante tra pieno e vuoto, densità e leggerezza, che dà origine a un equilibrio perfetto. Qui il vuoto ha lo stesso peso del pieno, e il tempo sembra sospeso in un giardino interiore di silenzio e contemplazione, dove la serenità prende forma.
Kan Yasuda è nato nel 1945 a Bibai, sull’isola settentrionale di Hokkaido, in Giappone. Ha conseguito una laurea in arte presso l’Università di Educazione di Hokkaido a Iwamizawa e successivamente un master in scultura sotto la guida di Yasutake Funakoshi presso l’Università Nazionale di Belle Arti e Musica di Tokyo. Nel 1970, grazie a una borsa di studio del Governo italiano, si è trasferito in Italia per studiare con il professor Pericle Fazzini all’Accademia di Belle Arti di Roma. In seguito ha fondato il proprio studio a Pietrasanta, rinomata a livello internazionale per l’eccellenza del suo marmo, dove tuttora vive e lavora, specializzandosi nella scultura in marmo e bronzo. Nel 1992 è stato inaugurato nella sua città natale il Kan Yasuda Sculpture Museum – Arte Piazza, che nel corso degli ultimi trent’anni è diventato un punto di riferimento culturale e spirituale per la comunità locale e per gli appassionati d’arte. Tra i suoi numerosi progetti artistici, nel 2000 ha curato le scene per Madama Butterfly di Puccini, una produzione tuttora in tournée a livello internazionale. Nel 2025 ha ricevuto il prestigioso premio intitolato a Isamu Noguchi.
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