Man Ray, l’immagine ritrovata
Dal 18 Febbraio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Portego di Ca’ Giustinian
Indirizzo: Ca' Giustinian, San Marco 1364/A
Orari: tutti i giorni 9-19
Curatori: Janus
Costo del biglietto: ingresso gratuito
A cinquant’anni dalla Biennale Arte del 1976, La Biennale di Venezia presenta la mostra Man Ray, l’immagine ritrovata, allestita presso il Portego di Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. L’inaugurazione si è svolta venerdì 6 febbraio alle ore 12.
Quale omaggio all’artista, l’esposizione ripropone il corpus fotografico della storica mostra Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia, realizzata nel 1976 (18 luglio – 10 ottobre) sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, a cura di Janus, nell’ambito della Biennale Arte Ambiente, Partecipazione, Strutture Culturali, diretta da Vittorio Gregotti.
L’iniziativa restituisce il contesto e il significato di un importante progetto espositivo donato da Man Ray alla Biennale e divenuto nel tempo uno dei fondi dell’Archivio più richiesti. Il percorso si arricchisce di una selezione di materiali conservati presso l’Archivio Storico, tra cui fotografie, documenti e materiali di lavoro di Man Ray, protagonista del Dadaismo e del Surrealismo.
Prodotta dall’Archivio Storico della Biennale, la mostra sarà completata da un workshop nel corso del quale, a quasi cinquant’anni dalla prima edizione, verrà presentata la riproduzione anastatica del catalogo storico, edita da La Biennale di Venezia e arricchita da nuovi testi, interventi e apparati iconografici. L’edizione aggiornata amplia la prospettiva critica del volume e ne rinnova la funzione di strumento di studio, offrendo una rilettura contemporanea del contributo di Man Ray alla storia della fotografia.
Con l’obiettivo di valorizzare e riattivare il patrimonio dell’artista, l’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia riafferma la propria missione di luogo vivo e aperto, dedicato alla promozione della ricerca, alla tutela e alla valorizzazione dei lasciti degli artisti e alla loro accessibilità per studiosi, studenti e ricercatori. In questo percorso si inserisce la nuova sede dell’Archivio, attualmente in fase di realizzazione all’Arsenale, la cui inaugurazione è prevista per il mese di giugno 2026.
La mostra del 1976
La mostra Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia, a cura di Janus e presentata alla Biennale Arte 1976, riuniva 160 fotografie in bianco e nero donate dall’artista all’Archivio Storico della Biennale e ripercorreva l’intero arco della sua carriera fotografica, dagli esordi del 1917 fino agli ultimi lavori realizzati.
La rassegna vide la partecipazione diretta di Man Ray che, nonostante le gravi condizioni di salute e l’impossibilità di viaggiare, seguì il progetto con grande attenzione e coinvolgimento. Le opere presentate comprendevano stampe tratte da negativi originali, riproduzioni fotografiche di fotografie originali e materiali tratti da libri, cataloghi e pubblicazioni dedicate all’artista, oltre a immagini di opere da lui stesso realizzate. Una scelta curatoriale che riconosceva alla riproduzione un valore non solo documentario, ma anche concettuale. La mostra si configurava così non come una retrospettiva tradizionale, bensì come una riflessione articolata sulle molteplici funzioni della fotografia e sulle sue potenzialità espressive all’interno del lavoro di Man Ray.
Janus, curatore della mostra, fu giornalista, storico e critico d’arte. Seguì da vicino l’attività dell’artista, dedicandogli numerose mostre in Italia e all’estero, tra cui Torino (1969), Ferrara (1972), New York (1974), Parigi (1974), Milano (1977), Stoccarda (1998) e Lucca (2009).
Quale omaggio all’artista, l’esposizione ripropone il corpus fotografico della storica mostra Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia, realizzata nel 1976 (18 luglio – 10 ottobre) sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, a cura di Janus, nell’ambito della Biennale Arte Ambiente, Partecipazione, Strutture Culturali, diretta da Vittorio Gregotti.
L’iniziativa restituisce il contesto e il significato di un importante progetto espositivo donato da Man Ray alla Biennale e divenuto nel tempo uno dei fondi dell’Archivio più richiesti. Il percorso si arricchisce di una selezione di materiali conservati presso l’Archivio Storico, tra cui fotografie, documenti e materiali di lavoro di Man Ray, protagonista del Dadaismo e del Surrealismo.
Prodotta dall’Archivio Storico della Biennale, la mostra sarà completata da un workshop nel corso del quale, a quasi cinquant’anni dalla prima edizione, verrà presentata la riproduzione anastatica del catalogo storico, edita da La Biennale di Venezia e arricchita da nuovi testi, interventi e apparati iconografici. L’edizione aggiornata amplia la prospettiva critica del volume e ne rinnova la funzione di strumento di studio, offrendo una rilettura contemporanea del contributo di Man Ray alla storia della fotografia.
Con l’obiettivo di valorizzare e riattivare il patrimonio dell’artista, l’Archivio Storico – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia riafferma la propria missione di luogo vivo e aperto, dedicato alla promozione della ricerca, alla tutela e alla valorizzazione dei lasciti degli artisti e alla loro accessibilità per studiosi, studenti e ricercatori. In questo percorso si inserisce la nuova sede dell’Archivio, attualmente in fase di realizzazione all’Arsenale, la cui inaugurazione è prevista per il mese di giugno 2026.
La mostra del 1976
La mostra Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia, a cura di Janus e presentata alla Biennale Arte 1976, riuniva 160 fotografie in bianco e nero donate dall’artista all’Archivio Storico della Biennale e ripercorreva l’intero arco della sua carriera fotografica, dagli esordi del 1917 fino agli ultimi lavori realizzati.
La rassegna vide la partecipazione diretta di Man Ray che, nonostante le gravi condizioni di salute e l’impossibilità di viaggiare, seguì il progetto con grande attenzione e coinvolgimento. Le opere presentate comprendevano stampe tratte da negativi originali, riproduzioni fotografiche di fotografie originali e materiali tratti da libri, cataloghi e pubblicazioni dedicate all’artista, oltre a immagini di opere da lui stesso realizzate. Una scelta curatoriale che riconosceva alla riproduzione un valore non solo documentario, ma anche concettuale. La mostra si configurava così non come una retrospettiva tradizionale, bensì come una riflessione articolata sulle molteplici funzioni della fotografia e sulle sue potenzialità espressive all’interno del lavoro di Man Ray.
Janus, curatore della mostra, fu giornalista, storico e critico d’arte. Seguì da vicino l’attività dell’artista, dedicandogli numerose mostre in Italia e all’estero, tra cui Torino (1969), Ferrara (1972), New York (1974), Parigi (1974), Milano (1977), Stoccarda (1998) e Lucca (2009).
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man ray
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