Martin Janecký | Dreamers - Bertil Vallien | Transparent Boundaries
Martin Janecký, Dialog, 2025, hand - sculpted glass
Dal 5 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzo Franchetti
Indirizzo: Fondamenta Narisi 2847
Curatori: Jean Blanchaert
Sito ufficiale: http://fondazioneberengo.org
Figure di riferimento nel panorama contemporaneo dell’arte del vetro, l’artista svedese Bertil Vallien (Stoccolma, 1938) e il ceco Martin Janecký (Liberec, 1980) sono protagonisti, in concomitanza della 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, di due importanti personali, a cura di Jean Blanchaert, organizzate dalla Fondazione Berengo e da Berengo Studio negli spazi di Palazzo Franchetti dal 5 maggio al 22 novembre 2026.
Le mostre Bertil Vallien. Transparent Boundaries e Martin Janecký. Dreamers propongono al pubblico un confronto intenso tra linguaggi, tecniche e visioni profondamente diverse ma complementari.
Di Bertil Vallien vengono esposte le suggestive barche in vetro realizzate attraverso la tecnica di fusione in stampi di sabbia: famose per la loro forza evocativa e simbolica, queste opere, cariche di immagini e narrazioni, sono per l’artista metafore universali di viaggio, memoria e condizione umana. Come afferma Vallien stesso, le sue imbarcazioni “attraversano sogni e ricordi”, muovendosi verso orizzonti immaginari e incarnando archetipi condivisi, sospesi tra vita e morte, mito e realtà.
Accanto a questa dimensione visionaria, le sculture di Martin Janecký rivelano invece una sensibilità profondamente contemporanea, accompagnata da una straordinaria padronanza tecnica. L’artista ceco, noto per la tecnica dell’inside sculpting – che consiste nel modellare il vetro dall’interno mentre è ancora incandescente, attraverso un processo complesso e altamente controllato – crea figure umane, volti, mani e corpi di sorprendente realismo, lavorando direttamente sulla materia senza ricorrere a stampi. Le sue opere, sospese tra fragilità e precisione, esplorano l’interiorità e la dimensione psicologica dell’essere umano.
"Silenzioso, eppure potente: il vetro parla," osserva il curatore Jean Blanchaert. “La mostra si configura come un dialogo serrato tra due grandi maestri, che riflettono così sul proprio fare:
«Sto semplicemente facendo il mio lavoro e ho ancora molto da imparare. Continuo a spingermi verso ciò che non so fare.» — Martin Janecký
«Qui il vetro viene trattato senza rispetto... ed è proprio questo che lo rende capace di diventare qualsiasi cosa.» — Bertil Vallien
Negli spazi di Palazzo Franchetti, le due mostre compongono un dialogo tra opposti, tra misticismo e rigore, opacità e trasparenza, narrazione simbolica e indagine formale. Il risultato è un’esperienza che evidenzia le straordinarie possibilità espressive del vetro nell’arte contemporanea, offrendo una rara occasione per incontrare due maestri internazionali in un unico contesto espositivo.
Nato a Stoccolma nel 1938, Bertil Vallien è tra i più noti artisti europei del vetro. Celebre per le sue sculture a forma di barca e per le figure enigmatiche – volti, maschere e teste – ha sviluppato un linguaggio innovativo grazie alla tecnica della fusione in sabbia, contribuendo a ridefinire il medium. Dopo gli studi alla University of Art and Design di Stoccolma e un periodo di formazione negli Stati Uniti e in Messico, dal 1963 collabora con la manifattura Kosta Boda. Le sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York e l’Hermitage di San Pietroburgo. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Gold Medal della Royal Swedish Academy of Engineering Sciences e il Visionary Award del Museum of Arts and Design di New York.
Martin Janecký si avvicina al vetro giovanissimo, lavorando nella fornace del padre in Repubblica Ceca. Dopo gli studi a Nový Bor, perfeziona la sua formazione in Europa e negli Stati Uniti, dove studia alla Pilchuck Glass School. È proprio qui che sviluppa e padroneggia la tecnica dell’“inside sculpting”, che lo ha reso celebre a livello internazionale. Le sue opere, caratterizzate da un impressionante realismo, sono modellate interamente a mano a partire da vetro fuso. Oltre alla pratica artistica, Janecký è attivo come docente e ospite presso importanti istituzioni internazionali. Nel 2019 ha fondato il Janecký Studio a Praga.
Le mostre Bertil Vallien. Transparent Boundaries e Martin Janecký. Dreamers propongono al pubblico un confronto intenso tra linguaggi, tecniche e visioni profondamente diverse ma complementari.
Di Bertil Vallien vengono esposte le suggestive barche in vetro realizzate attraverso la tecnica di fusione in stampi di sabbia: famose per la loro forza evocativa e simbolica, queste opere, cariche di immagini e narrazioni, sono per l’artista metafore universali di viaggio, memoria e condizione umana. Come afferma Vallien stesso, le sue imbarcazioni “attraversano sogni e ricordi”, muovendosi verso orizzonti immaginari e incarnando archetipi condivisi, sospesi tra vita e morte, mito e realtà.
Accanto a questa dimensione visionaria, le sculture di Martin Janecký rivelano invece una sensibilità profondamente contemporanea, accompagnata da una straordinaria padronanza tecnica. L’artista ceco, noto per la tecnica dell’inside sculpting – che consiste nel modellare il vetro dall’interno mentre è ancora incandescente, attraverso un processo complesso e altamente controllato – crea figure umane, volti, mani e corpi di sorprendente realismo, lavorando direttamente sulla materia senza ricorrere a stampi. Le sue opere, sospese tra fragilità e precisione, esplorano l’interiorità e la dimensione psicologica dell’essere umano.
"Silenzioso, eppure potente: il vetro parla," osserva il curatore Jean Blanchaert. “La mostra si configura come un dialogo serrato tra due grandi maestri, che riflettono così sul proprio fare:
«Sto semplicemente facendo il mio lavoro e ho ancora molto da imparare. Continuo a spingermi verso ciò che non so fare.» — Martin Janecký
«Qui il vetro viene trattato senza rispetto... ed è proprio questo che lo rende capace di diventare qualsiasi cosa.» — Bertil Vallien
Negli spazi di Palazzo Franchetti, le due mostre compongono un dialogo tra opposti, tra misticismo e rigore, opacità e trasparenza, narrazione simbolica e indagine formale. Il risultato è un’esperienza che evidenzia le straordinarie possibilità espressive del vetro nell’arte contemporanea, offrendo una rara occasione per incontrare due maestri internazionali in un unico contesto espositivo.
Nato a Stoccolma nel 1938, Bertil Vallien è tra i più noti artisti europei del vetro. Celebre per le sue sculture a forma di barca e per le figure enigmatiche – volti, maschere e teste – ha sviluppato un linguaggio innovativo grazie alla tecnica della fusione in sabbia, contribuendo a ridefinire il medium. Dopo gli studi alla University of Art and Design di Stoccolma e un periodo di formazione negli Stati Uniti e in Messico, dal 1963 collabora con la manifattura Kosta Boda. Le sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York e l’Hermitage di San Pietroburgo. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Gold Medal della Royal Swedish Academy of Engineering Sciences e il Visionary Award del Museum of Arts and Design di New York.
Martin Janecký si avvicina al vetro giovanissimo, lavorando nella fornace del padre in Repubblica Ceca. Dopo gli studi a Nový Bor, perfeziona la sua formazione in Europa e negli Stati Uniti, dove studia alla Pilchuck Glass School. È proprio qui che sviluppa e padroneggia la tecnica dell’“inside sculpting”, che lo ha reso celebre a livello internazionale. Le sue opere, caratterizzate da un impressionante realismo, sono modellate interamente a mano a partire da vetro fuso. Oltre alla pratica artistica, Janecký è attivo come docente e ospite presso importanti istituzioni internazionali. Nel 2019 ha fondato il Janecký Studio a Praga.
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