Roberto Sebastian Matta. Sculture
Roberto Sebastian Matta, Tryp-Taurus, bronze, 1993, Courtesy Galleria d'Arte Maggiore G.A.M., Bologna (Italy)
Dal 8 May 2015 al 22 November 2015
Venezia
Luogo: Giardino di Palazzo Soranzo Cappello
Indirizzo: Santa Croce 778
Curatori: Flaminio Gualdoni, Alessia Calarota
Enti promotori:
- Fondazione Echaurren-Salaris
- in collaborazione con la Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. di Bologn
Sito ufficiale: http://www.maggioregam.com/56Biennale_Matta
Evento collaterale della 56. Esposizione Internazionale d'Arte - la Biennale di Venezia
La 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia rende omaggio a un protagonista fondamentale dell'arte del XX secolo: Roberto Sebastian Matta. Inserito nel calendario degli Eventi Collaterali ufficiali della 56. Esposizione Internazionale d'Arte – la Biennale di Venezia, la mostra organizzata dalla Fondazione Echaurren-Salaris, in collaborazione con la Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. di Bologna, e curata da Flaminio Gualdoni con Alessia Calarota, sceglie di focalizzarsi sulla produzione scultorea del maestro per offrire una lettura più articolata sulla sua intera opera. La mostra è ospitata in un contesto di grande pregio: il Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, sede della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso - MIBACT.
“Matta è colui che maggiormente tien fede alla propria stella, che è forse sulla strada migliore per arrivare al segreto supremo: il controllo del fuoco” è con queste parole che, nel 1944, André Breton descrive l'artista Robert Sebastian Matta. Architetto, pittore e, infine, mastro talentuoso nell'uso del bronzo e dei metalli, è nella produzione scultorea dell'artista che si trova la conferma delle parole del padre del surrealismo: le sue figure sembrano provenire da una profondità magmatica, risalire a ere geologiche antiche, a religioni terrene, mitologiche – l'artista controlla, conosce queste forze e le forgia in figure e strutture primarie. Le sculture sono figlie di una realtà pericolosa, dalle domande dell'uomo, ma anche dalle esplosioni vulcaniche della natura e della terra, che Matta ha il compito di interrogare: le sue figure contorte, articolate ricordano gli incubi primitivismi dell'avanguardia parigina e accompagneranno l'artista fino alla fine della sua carriera.
Sono figure nate da episodi reali, non dettati dall'inconscio: se infatti molti dei surrealisti lavoreranno sui temi del sogno, Matta si rifarà invece a temi politici e storici. Le sue sculture ricordano divinità antiche, che sembrano provenire dai passati mitici della Grecia, da antichità mediterranee o dalle culture del Sud America: un eclettismo di immaginari, che è il segno di un'unica eterna provenienza di archetipi umani.
Animali, figure mitologiche, madri che vivono nelle profondità della terra, pietre filosofali e guerrieri: anche i loro titoli abbracciano le diverse culture di cui Matta si è abbeverato, tanto da poterlo definire un “nomade”, le cui peregrinazioni incrociano le più diverse rotte, dalla madrepatria cilena all'Europa continentale, alla Russia, dalla Scandinavia fino agli Stati Uniti. Da “Mater Nostrum”, una variazione su quel mare nostrum che lambisce le coste della sua amata Italia, a “Perù”, “Inca” o “Colomberos”. Con le sue sculture – il cui bronzo richiama echi preistorici di epoche arcaiche e primitive – Matta anima una produzione che include pezzi come “Cromagnak” o “Ganesha”, fino alle poltrone “Floricor” e “Margarita”. Qua sta la grande arte di Matta, seguendo le parole di Breton: aver seguito la sua stella, essere tornato indietro, al passato – mitico e inconoscibile – che ci precede, per trovare una eco comune, un fil rouge che combini le identità, le diverse appartenenze in un unico profilo d'artista. Aver forgiato il bronzo in un fuoco antico, primario, e dunque eterno.
La 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia rende omaggio a un protagonista fondamentale dell'arte del XX secolo: Roberto Sebastian Matta. Inserito nel calendario degli Eventi Collaterali ufficiali della 56. Esposizione Internazionale d'Arte – la Biennale di Venezia, la mostra organizzata dalla Fondazione Echaurren-Salaris, in collaborazione con la Galleria d'Arte Maggiore G.A.M. di Bologna, e curata da Flaminio Gualdoni con Alessia Calarota, sceglie di focalizzarsi sulla produzione scultorea del maestro per offrire una lettura più articolata sulla sua intera opera. La mostra è ospitata in un contesto di grande pregio: il Giardino di Palazzo Soranzo Cappello, sede della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso - MIBACT.
“Matta è colui che maggiormente tien fede alla propria stella, che è forse sulla strada migliore per arrivare al segreto supremo: il controllo del fuoco” è con queste parole che, nel 1944, André Breton descrive l'artista Robert Sebastian Matta. Architetto, pittore e, infine, mastro talentuoso nell'uso del bronzo e dei metalli, è nella produzione scultorea dell'artista che si trova la conferma delle parole del padre del surrealismo: le sue figure sembrano provenire da una profondità magmatica, risalire a ere geologiche antiche, a religioni terrene, mitologiche – l'artista controlla, conosce queste forze e le forgia in figure e strutture primarie. Le sculture sono figlie di una realtà pericolosa, dalle domande dell'uomo, ma anche dalle esplosioni vulcaniche della natura e della terra, che Matta ha il compito di interrogare: le sue figure contorte, articolate ricordano gli incubi primitivismi dell'avanguardia parigina e accompagneranno l'artista fino alla fine della sua carriera.
Sono figure nate da episodi reali, non dettati dall'inconscio: se infatti molti dei surrealisti lavoreranno sui temi del sogno, Matta si rifarà invece a temi politici e storici. Le sue sculture ricordano divinità antiche, che sembrano provenire dai passati mitici della Grecia, da antichità mediterranee o dalle culture del Sud America: un eclettismo di immaginari, che è il segno di un'unica eterna provenienza di archetipi umani.
Animali, figure mitologiche, madri che vivono nelle profondità della terra, pietre filosofali e guerrieri: anche i loro titoli abbracciano le diverse culture di cui Matta si è abbeverato, tanto da poterlo definire un “nomade”, le cui peregrinazioni incrociano le più diverse rotte, dalla madrepatria cilena all'Europa continentale, alla Russia, dalla Scandinavia fino agli Stati Uniti. Da “Mater Nostrum”, una variazione su quel mare nostrum che lambisce le coste della sua amata Italia, a “Perù”, “Inca” o “Colomberos”. Con le sue sculture – il cui bronzo richiama echi preistorici di epoche arcaiche e primitive – Matta anima una produzione che include pezzi come “Cromagnak” o “Ganesha”, fino alle poltrone “Floricor” e “Margarita”. Qua sta la grande arte di Matta, seguendo le parole di Breton: aver seguito la sua stella, essere tornato indietro, al passato – mitico e inconoscibile – che ci precede, per trovare una eco comune, un fil rouge che combini le identità, le diverse appartenenze in un unico profilo d'artista. Aver forgiato il bronzo in un fuoco antico, primario, e dunque eterno.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
COMMENTI
-
Dal 22 November 2025 al 3 May 2026
Torino | Sale Chiablese dei Musei Reali
Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio
-
Dal 20 November 2025 al 25 January 2026
Firenze | Palazzo Strozzi
Andro Eradze. Bones of Tomorrow
-
Dal 21 November 2025 al 28 March 2026
Cuneo | Complesso Monumentale di San Francesco
La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione
-
Dal 21 November 2025 al 29 March 2026
Treviso | Museo Nazionale Collezione Salce
UN MAGICO INVERNO. Bianche emozioni dalla Collezione Salce
-
Dal 21 November 2025 al 12 April 2026
Roma | Museo di Roma a Palazzo Braschi
Ville e giardini di Roma. Una corona di delizie
-
Dal 20 November 2025 al 6 April 2026
Bologna | Museo Civico Archeologico di Bologna
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga