Taharaki Skyside - Biennale Arte Venezia 2026
Fiona Pardington. Photography by Meek Zuiderwyk
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Istituto Provinciale per I’Infanzia Santa Maria della Pietà di Venezia - Padiglione Nuova Zelanda
Indirizzo: Riva degli Schiavoni
Curatori: Kent Gardner (commissioner), Felicity Milburn; Chloe Cull (curators),
Enti promotori:
- Arts Council of New Zealand Toi Aotearoa
Sito ufficiale: http://www.nzatvenice.com
Il Padiglione di Aotearoa Nuova Zelanda presenta Taharaki Skyside, una nuova e potente serie di fotografie di grande formato di Fiona Pardington (Ngāi Tahu, Kāti Māmoe, Ngāti Kahungunu, Clan Cameron of Erracht). L'artista rivolge il proprio obiettivo verso esemplari tassidermizzati di uccelli conservati nelle collezioni museali di Aotearoa Nuova Zelanda e Australia: campioni plasmati dalle intrecciate storie del collezionismo coloniale, della classificazione scientifica e della perdita culturale.
La serie comprende 17 ritratti di uccelli, tra cui specie estinte come lo huia e il whēkau (il "gufo ridanciano"), e specie vulnerabili e in pericolo come il kākā e il kea, il solo pappagallo alpino al mondo. Gli uccelli provengono da musei di tutta la Nuova Zelanda e dell'Australia.
Lavorando attraverso la visione poetica di Dante dell'emisfero australe come sede del Purgatorio, i ritratti di Pardington onorano il profondo significato spirituale e culturale dei manu (uccelli) per il popolo Māori, confrontandosi al contempo con le eredità coloniali che ne hanno causato la decimazione. La Nuova Zelanda precoloniale era un'abbondante terra di uccelli, e i manu occupano un ruolo centrale nelle narrazioni della creazione māori.
Le fotografie, accuratamente composte, illuminate e scattate, catturano non solo il piumaggio iridescente e la morfologia degli uccelli, ma l'essenza del loro spirito. Durante la sua prima visita a Venezia nel 2024, Pardington ha riconosciuto un'eco visiva tra i cieli della Hunter Hills, vicino a Waimate, nell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, e i tramonti e le albe veneziane. In collaborazione con il fratello, artista e designer Neil Pardington, questi colori sono incorporati nelle cornici delle fotografie, unendo idealmente le isole di Aotearoa Nuova Zelanda all'arcipelago di Venezia, distante un emisfero.
Nata ad Auckland nel 1961, Fiona Pardington è una fotografa pluripremiata di origini Māori e scozzesi. La sua pratica, lunga quasi cinque decenni, ruota attorno al genere della natura morta, mettendo spesso in luce taonga (oggetti preziosi) o oggetti conservati in collezioni istituzionali per indagare temi di colonialismo, preservazione culturale, identità e memoria. Nel 2016 è diventata la prima artista neozelandese a essere nominata Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres dal governo francese.
La serie comprende 17 ritratti di uccelli, tra cui specie estinte come lo huia e il whēkau (il "gufo ridanciano"), e specie vulnerabili e in pericolo come il kākā e il kea, il solo pappagallo alpino al mondo. Gli uccelli provengono da musei di tutta la Nuova Zelanda e dell'Australia.
Lavorando attraverso la visione poetica di Dante dell'emisfero australe come sede del Purgatorio, i ritratti di Pardington onorano il profondo significato spirituale e culturale dei manu (uccelli) per il popolo Māori, confrontandosi al contempo con le eredità coloniali che ne hanno causato la decimazione. La Nuova Zelanda precoloniale era un'abbondante terra di uccelli, e i manu occupano un ruolo centrale nelle narrazioni della creazione māori.
Le fotografie, accuratamente composte, illuminate e scattate, catturano non solo il piumaggio iridescente e la morfologia degli uccelli, ma l'essenza del loro spirito. Durante la sua prima visita a Venezia nel 2024, Pardington ha riconosciuto un'eco visiva tra i cieli della Hunter Hills, vicino a Waimate, nell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, e i tramonti e le albe veneziane. In collaborazione con il fratello, artista e designer Neil Pardington, questi colori sono incorporati nelle cornici delle fotografie, unendo idealmente le isole di Aotearoa Nuova Zelanda all'arcipelago di Venezia, distante un emisfero.
Nata ad Auckland nel 1961, Fiona Pardington è una fotografa pluripremiata di origini Māori e scozzesi. La sua pratica, lunga quasi cinque decenni, ruota attorno al genere della natura morta, mettendo spesso in luce taonga (oggetti preziosi) o oggetti conservati in collezioni istituzionali per indagare temi di colonialismo, preservazione culturale, identità e memoria. Nel 2016 è diventata la prima artista neozelandese a essere nominata Chevalier de l'Ordre des Arts et des Lettres dal governo francese.
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