Tony Cragg | Ocean of Drops
Tony Cragg, Elements, 2026. Glass, 57x50x410 cm. Ph. Michael Richter
Dal 5 Maggio 2026 al 28 Giugno 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Ca’ Tron
Indirizzo: Santa Croce 1957
Enti promotori:
- Fondazione Berengo
- Berengo Studio
Sito ufficiale: http://fondazioneberengo.org
È Tony Cragg (Liverpool, 1949), tra le voci più autorevoli della scultura contemporanea internazionale, il protagonista della mostra Ocean of Drops presentatadal 5 maggio al 28 giugno 2026, in concomitanza della61. Esposizione Internazionale d'Arte – La Biennale di Venezia, dalla Fondazione Berengo e da Berengo Studio negli spazi di Ca’ Tron.
Costruita attorno a una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano – che dà il titolo all’intero progetto – la mostra riunisce una selezione di opere recenti di grande formato, offrendo una lettura concentrata degli sviluppi più attuali della ricerca dell’artista anglo-tedesco.
Ocean of Drops si configura come un campo di tensione tra materia e percezione. La scultura in vetro, fulcro visivo e concettuale dell’esposizione, evoca la natura profonda dei materiali, suggerendo una riflessione sulla loro struttura intrinseca e sui processi che ne determinano forma e apparenza. Più che rappresentare, l’opera scopre nuove forme che riflettono sulla trasformazione continua della materia, che sfugge a una definizione stabile.
Accanto a questa presenza centrale, il percorso espositivo include sculture in legno e pietra in cui Cragg indaga le qualità fisiche e dinamiche della materia. Le forme rimandano a strutture fondamentali – atomi, molecole, cellule, particelle – rendendo visibile ciò che normalmente resta invisibile e interrogando il rapporto tra micro e macro, tra struttura e superficie.
L’intero progetto si inscrive in una riflessione più ampia sulla relazione tra interiorità ed esteriorità della materia. Le sculture di Cragg mettono in discussione i meccanismi attraverso cui percepiamo il mondo, evidenziando i limiti dell’esperienza sensibile e il ruolo determinante delle strutture cognitive nella costruzione della realtà. In questo senso, Ocean of Drops si presenta come un dispositivo critico: un invito a interrogare non solo ciò che vediamo, ma il modo in cui lo vediamo.
Attivo dai primi anni Settanta, Tony Cragg ha esposto in musei e istituzioni di tutto il mondo, affermandosi come una delle figure più influenti della scultura contemporanea. La mostra veneziana rappresenta un’occasione significativa per confrontarsi con una ricerca che continua a ridefinire il rapporto tra forma, materia e conoscenza.
Tony Cragg (Liverpool, 1949) è uno scultore anglo-tedesco tra i più influenti artisti contemporanei. Dopo gli studi al Royal College of Art di Londra, si afferma a livello internazionale a partire dagli anni Settanta. La sua pratica si distingue per un approccio sperimentale ai materiali e per un’indagine costante sui processi che governano la materia e la forma. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Premium Imperiale e il Turner Prize nel 1988, e ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia. Vive e lavora tra Wuppertal e Berlino.
Costruita attorno a una monumentale scultura in vetro realizzata a Murano – che dà il titolo all’intero progetto – la mostra riunisce una selezione di opere recenti di grande formato, offrendo una lettura concentrata degli sviluppi più attuali della ricerca dell’artista anglo-tedesco.
Ocean of Drops si configura come un campo di tensione tra materia e percezione. La scultura in vetro, fulcro visivo e concettuale dell’esposizione, evoca la natura profonda dei materiali, suggerendo una riflessione sulla loro struttura intrinseca e sui processi che ne determinano forma e apparenza. Più che rappresentare, l’opera scopre nuove forme che riflettono sulla trasformazione continua della materia, che sfugge a una definizione stabile.
Accanto a questa presenza centrale, il percorso espositivo include sculture in legno e pietra in cui Cragg indaga le qualità fisiche e dinamiche della materia. Le forme rimandano a strutture fondamentali – atomi, molecole, cellule, particelle – rendendo visibile ciò che normalmente resta invisibile e interrogando il rapporto tra micro e macro, tra struttura e superficie.
L’intero progetto si inscrive in una riflessione più ampia sulla relazione tra interiorità ed esteriorità della materia. Le sculture di Cragg mettono in discussione i meccanismi attraverso cui percepiamo il mondo, evidenziando i limiti dell’esperienza sensibile e il ruolo determinante delle strutture cognitive nella costruzione della realtà. In questo senso, Ocean of Drops si presenta come un dispositivo critico: un invito a interrogare non solo ciò che vediamo, ma il modo in cui lo vediamo.
Attivo dai primi anni Settanta, Tony Cragg ha esposto in musei e istituzioni di tutto il mondo, affermandosi come una delle figure più influenti della scultura contemporanea. La mostra veneziana rappresenta un’occasione significativa per confrontarsi con una ricerca che continua a ridefinire il rapporto tra forma, materia e conoscenza.
Tony Cragg (Liverpool, 1949) è uno scultore anglo-tedesco tra i più influenti artisti contemporanei. Dopo gli studi al Royal College of Art di Londra, si afferma a livello internazionale a partire dagli anni Settanta. La sua pratica si distingue per un approccio sperimentale ai materiali e per un’indagine costante sui processi che governano la materia e la forma. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Premium Imperiale e il Turner Prize nel 1988, e ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia. Vive e lavora tra Wuppertal e Berlino.
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