Federico Ferrarini. Gemina, il cammino della creazione
Federico Ferrarini. Gemina I Ph. Lorenzo Simbeni
Dal 15 Ottobre 2021 al 17 Ottobre 2021
Verona | Visualizza tutte le mostre a Verona
Luogo: Studio Smile Gallery
Indirizzo: Viale del Lavoro 32
Curatori: Beatrice Marciani
Dal Seme alle Radici. Il progetto “Gemina, il cammino della creazione” dell’artista Federico Ferrarini entra nel vivo della seconda tappa di un percorso pittorico ed esperienziale che dal 15 al 17 ottobre 2021, in contemporanea con ArtVerona, approderà allo Studio Smile Gallery della città scaligera grazie al sostegno di Kromya Art Gallery.
Gemina, una parola inventata e artisticamente riferita alla creazione intesa come fecondazione di territori, culture e menti, è un progetto che nasce in un periodo storico particolare segnato dallo stallo economico e culturale in cui l’arte, in tutte le sue forme, non ha potuto esprimersi e contaminare nuove realtà.
Dopo la presentazione del progetto “Gemina, il cammino della creazione. Il Seme” e della mostra installata fino all’8 agosto presso il Centro congressi dell’hotel Caesius Thermae & Spa Resort di Bardolino (Vr), l’itinerario proseguirà con l’appuntamento di ottobre; la seconda tappa dei quattro elementi pittorici che compongono l’opera (seme, radici, gesto e portale) che avrà il suo compimento finale nell’estate del 2022 sul Lago di Garda.
Federico Ferrarini (1976) vive e lavora tra Verona e Miami. Inizia la propria carriera verso la fine degli anni Novanta, mentre frequenta l’Accademia di Belle Arti tra Bologna e Venezia.
Il sole è l’archetipo che meglio rappresenta il processo creativo e il messaggio intrinseco al suo lavoro. La serie SOLE ha la propria origine dalla ricerca spirituale di Ferrarini e della sua continua e naturale evoluzione. Si tratta di una meditazione creativa profonda, che si realizza attraverso la vibrazione del colore e la gestualità dietro ad ogni segno. Ha collaborato con diverse gallerie in Italia e all’estero ed ha partecipato ad esposizioni presso istituzioni pubbliche e private di rilievo, tra gli altri il James L. Knight Center di Miami, Palazzo Garzoni Moro a Venezia, e più recentemente il Macro di Roma. Legato alla pittura, negli ultimi anni si avvicina alla scultura proponendo nel 2018 Vesseldata, opera pensata come estroflessione ambientale del suo archetipo pittorico -il sole- ed esemplificazione del Wormhole einsteniano. Il rapporto spazio-tempo è dunque centrale nella sua ricerca, attualmente rivolta verso un’indagine sul suo personale linguaggio composto dai monoliti, le entità che affollano le superfici dei suoi lavori e che vi si dispongono come guidati da una forza cosmica. Per le sue opere usa pigmenti puri e polveri minerali, colori vibranti che rendono le tele di forte impatto.
Gemina, una parola inventata e artisticamente riferita alla creazione intesa come fecondazione di territori, culture e menti, è un progetto che nasce in un periodo storico particolare segnato dallo stallo economico e culturale in cui l’arte, in tutte le sue forme, non ha potuto esprimersi e contaminare nuove realtà.
Dopo la presentazione del progetto “Gemina, il cammino della creazione. Il Seme” e della mostra installata fino all’8 agosto presso il Centro congressi dell’hotel Caesius Thermae & Spa Resort di Bardolino (Vr), l’itinerario proseguirà con l’appuntamento di ottobre; la seconda tappa dei quattro elementi pittorici che compongono l’opera (seme, radici, gesto e portale) che avrà il suo compimento finale nell’estate del 2022 sul Lago di Garda.
Federico Ferrarini (1976) vive e lavora tra Verona e Miami. Inizia la propria carriera verso la fine degli anni Novanta, mentre frequenta l’Accademia di Belle Arti tra Bologna e Venezia.
Il sole è l’archetipo che meglio rappresenta il processo creativo e il messaggio intrinseco al suo lavoro. La serie SOLE ha la propria origine dalla ricerca spirituale di Ferrarini e della sua continua e naturale evoluzione. Si tratta di una meditazione creativa profonda, che si realizza attraverso la vibrazione del colore e la gestualità dietro ad ogni segno. Ha collaborato con diverse gallerie in Italia e all’estero ed ha partecipato ad esposizioni presso istituzioni pubbliche e private di rilievo, tra gli altri il James L. Knight Center di Miami, Palazzo Garzoni Moro a Venezia, e più recentemente il Macro di Roma. Legato alla pittura, negli ultimi anni si avvicina alla scultura proponendo nel 2018 Vesseldata, opera pensata come estroflessione ambientale del suo archetipo pittorico -il sole- ed esemplificazione del Wormhole einsteniano. Il rapporto spazio-tempo è dunque centrale nella sua ricerca, attualmente rivolta verso un’indagine sul suo personale linguaggio composto dai monoliti, le entità che affollano le superfici dei suoi lavori e che vi si dispongono come guidati da una forza cosmica. Per le sue opere usa pigmenti puri e polveri minerali, colori vibranti che rendono le tele di forte impatto.
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