VIENNA 1900. Birth of Modernism
Vienna 1900 Startseite © Leopold Museum, Wien
Dal 16 Marzo 2019 al 31 Dicembre 2026
Vienna | Visualizza tutte le mostre a Vienna
Luogo: Leopold Museum
Indirizzo: Museumsplatz 1
Orari: Lun - Dom 10.00 - 18.00
Costo del biglietto: € 19,00
Sito ufficiale: http://www.leopoldmuseum.org/en
L'ampia mostra, che si estende su tre piani, presenta lo splendore e la ricchezza delle conquiste artistiche e intellettuali di un'epoca segnata dalla nascita della Secessione viennese, dal crollo della monarchia asburgica e dalla morte di eminenti artisti del modernismo viennese, tra cui Gustav Klimt, Egon Schiele, Koloman Moser e Otto Wagner nel 1918.
La nuova esposizione non solo presenta capolavori provenienti dalla collezione del Leopold Museum, ma – grazie a prestiti permanenti da collezioni internazionali e austriache – riesce a trasmettere l'atmosfera di quest'epoca vibrante e ricca di contraddizioni. La metropoli danubiana era infatti al contempo la città dell'alta nobiltà e degli intellettuali liberali, della magnifica Ringstrasse e di infinite zone degradate, dell'antisemitismo e del sionismo, del conservatorismo rigido e del modernismo emergente. Splendore e squallore, sogno e realtà, dissoluzione dell'io e nuovo inizio caratterizzano il pluralismo estetico e contraddistinguono la Vienna di quel tempo come luogo di sperimentazione e laboratorio di idee, motore centrale di un turbolento movimento di rinnovamento. Questa atmosfera eterogenea – Arnold Schönberg parlò di un'“emancipazione della dissonanza” – divenne il terreno fertile per la singolare fusione di sforzi culturali che oggi ci porta a considerare il periodo viennese intorno al 1900 come la culla del Modernismo. Questa svolta si manifestò in diverse discipline, dalla pittura e dalle arti grafiche, passando per la letteratura, la musica, il teatro, la danza e l'architettura, fino ad arrivare alla medicina, alla psicologia, alla filosofia, alla giurisprudenza e all'economia.
Dopo un'introduzione che delinea il periodo di Makart e le formazioni del Realismo e dell'Impressionismo atmosferico di provenienza austriaca, il quarto livello della mostra si concentra sui risultati innovativi dei Secessionisti (Gustav Klimt, Koloman Moser, Carl Moll ecc.) e sul concetto di Gesamtkunstwerk, o opera d'arte universale, che permise all'arte di permeare tutti gli ambiti della vita, non ultimo grazie alle arti applicate. Il terzo livello illustra come gli esponenti dell'Espressionismo austriaco (Richard Gerstl, Oskar Kokoschka, Egon Schiele ecc.) superarono lo stile Stilkunst. Gli espressionisti, in quanto pittori esploratori dell'anima, non furono più in grado di negare la dissoluzione del sé, che si verificava nella sfera politica e sociale e soprattutto a livello individuale, spingendoli a intraprendere un percorso radicalmente diverso. Il culmine della mostra è rappresentato al piano terra da una presentazione di formazioni artistiche poliedriche che oscillano tra uno stile espressionista astratto (Anton Kolig, Herbert Boeckl, Marie-Louise von Motesiczky ecc.) e posizioni della Nuova Oggettività (Rudolf Wacker, Otto Rudolf Schatz, Grete Freist ecc.). Su invito del direttore Hans-Peter Wipplinger, un gruppo di esperti ha sostenuto questo progetto di ricerca interdisciplinare attraverso numerosi simposi tenutisi nel 2018 presso il Leopold Museum, insieme al team di curatori del museo. Tra gli esperti che compongono il team figurano Andrea Amort (danza), Bazon Brock (estetica), Monika Faber (fotografia), Allan Janik (filosofia ed economia), Stefan Kutzenberger (letteratura), Diethard Leopold (genesi della collezione), Monika Meister (teatro), Therese Muxeneder (musica), Ernst Ploil (arti applicate), Ivan Ristić (architettura), August Ruhs (psicologia), Daniele Schmid (cultura ebraica), Burghart Schmidt (filosofia) e Thomas Zaunschirm (storia dell'arte). I risultati delle loro ricerche confluiranno nella presentazione attraverso diversi manufatti.
La nuova esposizione non solo presenta capolavori provenienti dalla collezione del Leopold Museum, ma – grazie a prestiti permanenti da collezioni internazionali e austriache – riesce a trasmettere l'atmosfera di quest'epoca vibrante e ricca di contraddizioni. La metropoli danubiana era infatti al contempo la città dell'alta nobiltà e degli intellettuali liberali, della magnifica Ringstrasse e di infinite zone degradate, dell'antisemitismo e del sionismo, del conservatorismo rigido e del modernismo emergente. Splendore e squallore, sogno e realtà, dissoluzione dell'io e nuovo inizio caratterizzano il pluralismo estetico e contraddistinguono la Vienna di quel tempo come luogo di sperimentazione e laboratorio di idee, motore centrale di un turbolento movimento di rinnovamento. Questa atmosfera eterogenea – Arnold Schönberg parlò di un'“emancipazione della dissonanza” – divenne il terreno fertile per la singolare fusione di sforzi culturali che oggi ci porta a considerare il periodo viennese intorno al 1900 come la culla del Modernismo. Questa svolta si manifestò in diverse discipline, dalla pittura e dalle arti grafiche, passando per la letteratura, la musica, il teatro, la danza e l'architettura, fino ad arrivare alla medicina, alla psicologia, alla filosofia, alla giurisprudenza e all'economia.
Dopo un'introduzione che delinea il periodo di Makart e le formazioni del Realismo e dell'Impressionismo atmosferico di provenienza austriaca, il quarto livello della mostra si concentra sui risultati innovativi dei Secessionisti (Gustav Klimt, Koloman Moser, Carl Moll ecc.) e sul concetto di Gesamtkunstwerk, o opera d'arte universale, che permise all'arte di permeare tutti gli ambiti della vita, non ultimo grazie alle arti applicate. Il terzo livello illustra come gli esponenti dell'Espressionismo austriaco (Richard Gerstl, Oskar Kokoschka, Egon Schiele ecc.) superarono lo stile Stilkunst. Gli espressionisti, in quanto pittori esploratori dell'anima, non furono più in grado di negare la dissoluzione del sé, che si verificava nella sfera politica e sociale e soprattutto a livello individuale, spingendoli a intraprendere un percorso radicalmente diverso. Il culmine della mostra è rappresentato al piano terra da una presentazione di formazioni artistiche poliedriche che oscillano tra uno stile espressionista astratto (Anton Kolig, Herbert Boeckl, Marie-Louise von Motesiczky ecc.) e posizioni della Nuova Oggettività (Rudolf Wacker, Otto Rudolf Schatz, Grete Freist ecc.). Su invito del direttore Hans-Peter Wipplinger, un gruppo di esperti ha sostenuto questo progetto di ricerca interdisciplinare attraverso numerosi simposi tenutisi nel 2018 presso il Leopold Museum, insieme al team di curatori del museo. Tra gli esperti che compongono il team figurano Andrea Amort (danza), Bazon Brock (estetica), Monika Faber (fotografia), Allan Janik (filosofia ed economia), Stefan Kutzenberger (letteratura), Diethard Leopold (genesi della collezione), Monika Meister (teatro), Therese Muxeneder (musica), Ernst Ploil (arti applicate), Ivan Ristić (architettura), August Ruhs (psicologia), Daniele Schmid (cultura ebraica), Burghart Schmidt (filosofia) e Thomas Zaunschirm (storia dell'arte). I risultati delle loro ricerche confluiranno nella presentazione attraverso diversi manufatti.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A VIENNA
-
Dal 1 Aprile 2026 al 31 Dicembre 2026
Albertina
Monet to Picasso. The Batliner Collection
-
Dal 29 Aprile 2026 al 10 Gennaio 2027
MAK Museum
Vally Wieselthier: Ceramic Sculptor
Visualizza tutte le mostre a Vienna
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 4 Novembre 2026 al 22 Agosto 2027
Brescia | Museo di Santa Giulia
TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026
-
Dal 5 Novembre 2026 al 1 Marzo 2027
Milano | Fondazione Prada
Global Antiquity
-
Dal 6 Novembre 2026 al 14 Marzo 2027
Monza | Reggia di Monza
LUIGI CONCONI E LA SCAPIGLIATURA
-
Dal 30 Ottobre 2026 al 10 Gennaio 2027
Milano | Palazzo Citterio
I Maestri di Brera. Insegnare l’arte
-
Dal 31 Ottobre 2026 al 31 Gennaio 2027
Verona | Museo di Castelvecchio
La Venere di Tiziano e il Rinascimento musicale. Musica per gli Occhi dal Museo del Prado alla Città di Verona
-
Dal 29 Ottobre 2026 al 4 Aprile 2027
Rivoli | Castello di Rivoli
Marisa Merz. La danza delle ore