ISTITUZIONE DELLA COLONIA CON IL NOME BONONIA
Il senato della Repubblica romana vota l’istituzione della colonia e invia Publio Cornelio Scipione Nasica ad occuparla, cacciando il popolo gallico dei Boi (che già dal IV a.C. aveva spodestato gli Etruschi). Le si attribuisce il nome di ‘Bononia’. Si costruisce un impianto stradale con cardi e decumani e due anni più tardi, per volontà del console Marco Emilio Lepido, Bologna è collegata a Roma mediante la via Emilia (187 a.C.).

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L’ESERCATO ESERCITA IL POTERE POLITICO E MILITARE
La prefettura d’Italia viene sostituita con l’Esarcato, che ha sede a Ravenna ed esercita il potere politico e militare su Bologna. Un anno più tardi i Longobardi di Alboino sconfineranno in Italia occupando la Pianura Padana. Nel 727 Bologna viene strappata ai Bizantini da Liutprando e nel 774 restituita alla Santa Sede (papa Adriano I) da Carlo Magno.

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ISTITUZIONE DELLO STADIUM E DELLA UNIVERSITAS 1076
È istituito lo Studium bolognese e successivamente (1088) la Universitas Scholarium, dove sono raccolti e riordinati i lasciti della cultura giuridica latina (da cui l’appellativo Bononia docet). Pepone e Irnerio sono i primi grandi maestri di diritto romano.

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BOLOGNA SI UNISCE ALLA LEGA LOMBARDA
Bologna entra a far parte della Lega Lombarda insieme ad altre città della Pianura Padana. L’alleanza (detta anche Concordia) viene stipulata il 7 aprile presso l’Abbazia di Pontida con lo scopo di contrastare l’imperatore Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, che nel 1158 aveva invaso l’Italia settentrionale reclamandone il controllo. Forte del supporto di papa Alessandro III, la Lega sconfisse le truppe imperiali nell’epica battaglia di Legnano (1176), costringendo Federico I a una tregua di sei anni (1177 – 1183).

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LOTTE TRA GUELFI E GHIBELLINI
La famiglia ghibellina dei Lambertazzi tenta di imporre la guerra contro il casato degli Aigoni di Modena. Ciò determina lo scontro con la parte guelfa di Bologna, capeggiata dai Geremei, i quali, avuta la meglio nel 1273, costringono 12.000 membri della opposta fazione ad un lungo esilio in Romagna.

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GIOVANNI BENTIVOGLIO GONFALONIERE DI GIUSTIZIA
Giovanni I Bentivoglio impone la propria signoria su Bologna: grazie all’alleanza con i Visconti di Milano e alla cacciata del Legato Pontificio dalla città viene proclamato Gonfaloniere di Giustizia a vita. La famiglia dei Bentivoglio, che vanta un’illustre discendenza dal Re Enzo di Sardegna, mantiene la propria egemonia fino al 1506, quando papa Giulio II la costringe all’esilio.

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BOLOGNA VIENE ANNESSA ALLO STATO PONTIFICIO
Dopo l’eccidio di 240 persone legate alla famiglia Marescotti, sospettata dai Bentivoglio di ambire al governo della città, il popolo apre le porte all’esercito di papa Giulio II e consente l’annessione di Bologna allo Stato Pontificio. Costretto con la famiglia a riparare prima a Ferrara e poi a Milano, dove muore nel 1508, Giovanni II Bentivoglio viene processato e dichiarato innocente.

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FONDAZIONE ISTITUTO DELLE SCIENZE
Il generale Luigi Ferdinando Marsili (1658 – 1730) fonda l’Istituto delle Scienze. L’antica dimora senatoria di Palazzo Poggi, ristrutturata per l’occasione, diviene così la sede dove compiere le nuove osservazioni scientifiche e contenere l’intera enciclopedia del sapere umano.

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BOLOGNA CAPITALE DELLA REPUBBLICA CISPADANA
Il 19 giugno Napoleone entra con le truppe dell’Armata francese a Bologna e dichiara decaduto il governo pontificio, congedando duramente il Cardinale Legato. I poteri passano così al Senato cittadino, che giura fedeltà alla Repubblica Cispadana e consente a Bologna di diventarne capitale pro tempore, fino all’annessione alla Repubblica Cisalpina, con capitale Milano. Intanto Napoleone si procura la fedeltà dell’antica classe senatoria e del ceto borghese sopprimendo le congregazioni religiose e distribuendone il patrimonio a prezzi di favore.

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STRAGE DI BOLOGNA
Il 2 agosto esplode alla stazione ferroviaria di Bologna un ordigno a tempo che causa 85 morti e 200 feriti e mutilati. Molti di questi vengono trasportati in ospedale da taxi, auto private e bus di linea. L’autobus n. 37, insieme all’orologio della stazione fermo sulle 10:25, diviene uno dei simboli della strage. La provenienza militare dell’esplosivo e i tentativi di depistaggio che accompagnarono l’indagine giudiziaria, solo tardivamente indirizzata verso esponenti dell’eversione neofascista, gettano ancor oggi una luce inquietante sulla matrice dell’attentato terroristico.

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Bologna ATTRAVERSO I SECOLI