A Brescia dal 14 settembre al 28 gennaio
I fumetti di Lorenzo Mattotti colorano il Museo di Santa Giulia
Lorenzo Mattotti, Disegno per la copertina del CD Play Time di René Aubry, 2010, Matite e pastelli su carta 50 × 33 cm, Collezione dell'artista
Samantha De Martin
31/08/2023
Brescia - Il travolgente universo a colori di Lorenzo Mattotti, l'artista che firma il manifesto dell’ottantesima edizione del Festival del Cinema di Venezia, sbarca al Museo di Santa Giulia.
Il fumettista, illustratore, regista e sceneggiatore bresciano che ha forgiato infinite visioni con linee e matita sarà a Brescia dal 14 settembre al 28 gennaio, protagonista del percorso Lorenzo Mattotti. Storie, Ritmi, Movimenti, a cura di Melania Gazzotti.
Per la prima volta il percorso espositivo si concentra sui tre mondi che hanno maggiormente influenzato il lavoro di Mattotti – musica, cinema e danza – per esplorare e approfondire la sua produzione da nuove prospettive, mettendone in luce lo stile inconfondibile e la capacità di infrangere i confini tra generi e linguaggi, tecniche e stili.
Lorenzo Mattotti, Manifesto per il festival Annecy Cinéma Italien, 2007 Matite e pastelli su carta, 33 x 48 cm, Collezione dell’artista
L’esposizione dedicata al lavoro dell’artista contemporaneo si inserisce nel ricco palinsesto espositivo che Fondazione Brescia Musei ha messo in campo per il 2023, anno di Brescia Bergamo Capitale italiana della Cultura, oltre che nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale bresciano attraverso l’arte contemporanea che la Fondazione ha intrapreso con il progetto Palcoscenici Archeologici, che ha coinvolto, negli ultimi anni, personalità come Francesco Vezzoli, Emilio Isgrò, Fabrizio Plessi.
Soffermandosi, per la prima volta, su musica, cinema e danza - i tre mondi che hanno maggiormente influenzato il lavoro di Mattotti - per approfondire la sua produzione da nuove prospettive, la mostra invita il pubblico ad apprezzare uno stile inconfondibile oltre alla capacità di spezzare i confini tra tecniche e stili, generi e linguaggi.

Lorenzo Mattotti, Manifesto per 75. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, 2018, Matite e pastelli su carta, 35 x 50 cm, Collezione dell' artista
Il rapporto di Mattotti con la musica, testimoniato dalle illustrazioni raccolte nel libro di Lou Reed The Raven (2011) e dalle grandi tavole a china disegnate per la messa in scena dell’Hänsel und Gretel (2009) di Engelbert Humperdinck all’Opera di Parigi, lascerà spazio alla sezione dedicata al cinema. Questa paerte abbraccerà anche una serie di lavori legati agli interludi per i tre episodi del film Eros di Michelangelo Antonioni, Steven Soderbergh e Wong Kar-wai.
La sezione accoglierà anche alcuni estratti delle sue tante animazioni con i relativi disegni preparatori. Ampio spazio sarà concesso al lungometraggio La famosa invasione degli orsi in Sicilia (2019), tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati.
Il rapporto di Mattotti con il mondo della danza sarà infine raccontato attraverso alcuni dei disegni raccolti nel libro Carneval (2005), frutto dell’esperienza dell’artista al carnevale di Rio de Janeiro.
Tre grandi tele inedite, appartenenti a un ciclo di opere sulle danze collettive, sono state realizzate appositamente per la mostra bresciana.
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• Lorenzo Mattotti. Storie, ritmi, movimenti
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Per la prima volta il percorso espositivo si concentra sui tre mondi che hanno maggiormente influenzato il lavoro di Mattotti – musica, cinema e danza – per esplorare e approfondire la sua produzione da nuove prospettive, mettendone in luce lo stile inconfondibile e la capacità di infrangere i confini tra generi e linguaggi, tecniche e stili.
Lorenzo Mattotti, Manifesto per il festival Annecy Cinéma Italien, 2007 Matite e pastelli su carta, 33 x 48 cm, Collezione dell’artista
L’esposizione dedicata al lavoro dell’artista contemporaneo si inserisce nel ricco palinsesto espositivo che Fondazione Brescia Musei ha messo in campo per il 2023, anno di Brescia Bergamo Capitale italiana della Cultura, oltre che nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale bresciano attraverso l’arte contemporanea che la Fondazione ha intrapreso con il progetto Palcoscenici Archeologici, che ha coinvolto, negli ultimi anni, personalità come Francesco Vezzoli, Emilio Isgrò, Fabrizio Plessi.
Soffermandosi, per la prima volta, su musica, cinema e danza - i tre mondi che hanno maggiormente influenzato il lavoro di Mattotti - per approfondire la sua produzione da nuove prospettive, la mostra invita il pubblico ad apprezzare uno stile inconfondibile oltre alla capacità di spezzare i confini tra tecniche e stili, generi e linguaggi.

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Il rapporto di Mattotti con il mondo della danza sarà infine raccontato attraverso alcuni dei disegni raccolti nel libro Carneval (2005), frutto dell’esperienza dell’artista al carnevale di Rio de Janeiro.
Tre grandi tele inedite, appartenenti a un ciclo di opere sulle danze collettive, sono state realizzate appositamente per la mostra bresciana.
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